Mostra / “Turning the camera” di Paolo Pellegrin

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mostra di Pellegrin

Turning the camera, dal 16 maggio al 20 giugno 2021 a Catania.  La mostra fotografica di Paolo Pellegrin, noto fotografo di reportage, sarà visibile a Catania a partire dal prossimo 16 maggio, presso il Plenum Fotografia Contemporanea.

Una rassegna fotografica che invita ad una riflessione dal taglio sociologico e urbanistico –  spiega un comunicato. L’ultimo lavoro di Paolo Pellegrin, verrà presentata presso la galleria fotografica catanese a cura di Annalisa D’Angelo e Massimo Siragusa. Con i suoi oltre 60 mq di aria espositiva, la galleria tende, infatti, a diventare un punto di riferimento per la fotografia d’arte in Sicilia e nel sud.

Paolo Pellegrin, è nato a Roma ma da anni vive a Londra. Dopo aver studiato architettura, il suo interesse si è focalizzato sulla fotografia. Dopo dieci anni all’ Agence Vu, è entrato a far parte di Magnum Photos come nominee nel 2001, diventandone membro a pieno titolo nel 2005. Ha lavorato a contratto per “Newsweek” per dieci anni. Nella sua carriera ha ricevuto molteplici riconoscimenti internazionali.

Turning the camera: l’ispirazione

L’avvento di un’emergenza sanitaria del tutto inaspettata, e non poco cruenta, e i successivi piani di contenimento del contagio messi in atto su tutto il territorio italiano, hanno offerto ancora una volta spunto e ispirazione all’arte. Molte le domande che la pandemia e le chiusure forzate hanno instillato. Tanti i “se” e tanti i “ma”, una sola cosa è certa: le libertà personali e gli spazi vitali sono stati circoscritti. Tutto è cambiato al livello personale, comunitario e mondiale.

mostra Turning the camera
Le figlie di Paolo Pellegrin, Luna ed Emma nel nebbioso paesaggio svizzero

Anche se un fotografo di reportage è abituato a stare sempre in giro per non mancare mai dove c’è una storia da raccontare o un evento da immortalare, Pellegrin si è lasciato guidare da una consapevolezza. La pandemia non poteva essere contenuta a livello mondiale. Lui e la sua famiglia rischiavano di restare separati. Se contagiati, non avrebbero potuto contare sulla reciproca presenza. Il noto fotografo decide così di riunire la sua famiglia in una fattoria sulle montagne svizzere. È lì che decide di puntare il suo grandangolo: sulle sue figlie, sulla vita familiare, sulla vita campestre.

Turning the camera: il soggetto e la riflessione

Una famiglia come tante composta da madre, padre e due figlie in età scolare. Questo ha scelto di fotografare Pellegrin –  spiega la nota di stampa. Una famiglia che ha dovuto imparare a convivere in piccoli spazi, come tutte le altre, del resto, a causa della pandemia. Abbandonando una quotidianità caratterizza dal nomadismo lavorativo paterno che prevedeva pause sedentarie brevi ma intense, Pellegrin e i suoi cari si sono obbligati a condividere un tempo lungo e dilatato.

Turning the camera
Emma e le montagne svizzere

Forse il lockdown ha reso manifesta una voglia quiescente dell’uomo contemporaneo di allontanarsi dalle grandi città. Ritrovare sé stessi ed un nuovo equilibrio nelle periferie, nei piccoli centri di montagna o di campagna, come isole semideserte. Una scelta impensabile fino a un anno fa dove/quando tutto strillava città, frenesia, metropoli. Una scelta ponderata o istinto? Forse, semplicemente, spirito di sopravvivenza. Pellegrin ci vuol vedere anche una decisione consapevole. Forse quella di chi ha colto l’importanza del momento storico per cambiare senso di marcia e dare un nuovo senso al proprio vivere quotidiano?

La mostra sarà visitabile, dal 16 maggio al 20 giugno 2021, martedì e giovedì dalle 17 alle 19. Gli altri giorni su appuntamento, prenotando al numero 095-435932 .

Cristiana Zingarino

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