Era necessario mostrare al mondo le ossa di Francesco d’ Assisi, per onorare la sua memoria? Non bastava il suo sepolcro, se proprio, umani come siamo, abbiamo bisogno di dura materia per ricordare realtà invisibili?
La tomba di Francesco d’Assisi mi ha sempre fatto tremare di stupore.
Pensare che avevo davanti il corpo di quel piccolo uomo, capace di sposare il Vangelo senza farci alcun commento, mi toglieva il fiato, ogni volta che ci andavo.

Stare in quella penombra, in quel silenzio, pensando a lui. Lui, coraggioso al punto di lasciare perdere famiglia,ricchezze, prestigio, per seguire Cristo povero e crocifisso,
incontrato in una chiesetta diroccata e poi, molto di più, per tutta la sua vita,
in uomini ridotti in macerie, lebbrosi, reietti, ladri, prostitute, bestemmiatori, lupi rapaci.
E capace di cantare il mondo, le stelle e l’erba, il fuoco e l’ acqua, quando ,attorno a lui , s’insegnava, per salire verso Dio, il disprezzo del mondo.
Lui, il giovane che aveva cominciato col fare la guerriglia per avere gloria, e aveva finito per abbracciare il Sultano infedele, mentre tutta la cristianità esaltava le crociate.
Le mie soste nella cripta di San Francesco

Nelle mie soste ad Assisi, scesa nella cripta dopo aver salutato Giotto, guardavo quelle pietre in silenzio, stupita, come davanti ad un miracolo. E ringraziavo Dio per averci regalato San Francesco d’Assisi.
Ora, Francesco, ci hanno messo davanti i tuoi resti, che l’ impietosa sorella morte ha quasi consumato del tutto.
Personalmente, non mi parlano più di quanto non mi parlassi tu stesso, per le strade di Assisi, fra le righe del Celano e in quelle poche parole che ci hai lasciate in eredità , vergate su qualche pezzetto di pergamena scolorita.
Perdonaci, Francesco. Non credo questo modo di ricordarti ti sia congeniale.
Tu che hai chiesto un dolcetto in punto di morte, non credo avresti approvato questa esibizione del tuo scheletro. Perdonaci, ora che sei rivestito di gloria.
“Non è qui, è risorto
Perché cercate tra i morti colui che è vivo?
Vi precede e vi aspetta, su ogni strada,
in ogni povero della terra”.
Barbara Sgroi
