S. Maria la Scala / Ultimati i lavori per la rimozione delle cause di rischio sulla costa

Stamattina il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo e l’assessore all’Ambiente, Francesco Fichera, hanno SantaMariaLaScalaeffettuato un sopralluogo di verifica al termine dei lavori di completamento dell’intervento finalizzato alla rimozione delle cause di rischio della costa di Santa Maria La Scala.

L’intervento – afferma il comunicato stampa dell’ente comunale – realizzato negli ultimi due mesi è lo stralcio di un progetto datato 2006 e finanziato dai fondi comunitari del Por 2000/2006. La prima parte fu ultimata nel 2009, lo stralcio funzionale dell’intervento, che prevedeva la realizzazione della barriera soffolta, fu rifinanziato nel 2012, per circa 300 mila euro.

L’amministrazione Barbagallo, in piena sinergia con Legambiente, ha presentato alla Regione un progetto alternativo di consolidamento e messa in sicurezza del costone, che ha annullato la tanto contestata posa in opera di una barriera soffolta in mare, che sarebbe dovuta essere collocata in prossimità del Geosito d’interesse internazionale Grotta delle Colombe.

«Arrivare al completamento di questo progetto non è stato facile, ma grazie alla piena sinergia con Legambiente, siamo riusciti a chiudere questa pagina e abbiamo raggiunto il risultato sperato. Si tratta di un intervento iniziato tanti anni fa, sono stati spesi circa un milione e mezzo di euro, ma restava un residuo di 300mila euro, cifra che sarebbe dovuta servire alla realizzazione di una barriera in mare, lavori complicati per un’opera che, come segnalato da Legambiente, che ringrazio per la grande collaborazione, sarebbe stata dannosa per il sito Grotta delle Colombe, recentemente riconosciuto geosito d’interesse internazionale, che include il primo geosito marino siciliano, – ha ricordato il sindaco, Roberto Barbagallo-. Mancavano pochi mesi e il progetto andava concluso, pena la restituzione del finanziamento, ma abbiamo agito velocemente. Abbiamo rimodulato lo stralcio del progetto, trasformando di fatto la tipologia d’intervento previsto, e in breve tempo i lavori, fatti con grande attenzione e con il massimo rispetto per l’ambiente, sono stati completati».

«Ringraziamo Legambiente e il geologo Alessio D’Urso, la cui collaborazione è stata fondamentale per ottenere il giusto riconoscimento per Grotta delle Colombe e per presentare un progetto alternativo, che ha un ridottissimo impatto ambientale e va a tutelare mitigandone i rischi uno dei luoghi più rilevanti del nostro territorio, – ha sottolineato l’assessore dell’Ambiente, Francesco Fichera-. Attendiamo altri finanziamenti che ci consentano di mettere in sicurezza altri tratti della Timpa, a partire da Santa Tecla, e nel frattempo per questo sito arriverà dalla Regione un altro decreto importantissimo, dopo l’istituzione del geosito “Colate laviche della Timpa di Acireale- Basalti colonnari dell’Ex Grotta delle Palombe”, sarà riconosciuto il primo geosito marino siciliano».

Al sopralluogo – precisa il comunicato – erano presenti il progettista e direttore lavori, Giuseppe Torrisi, e il geologo, Alessio D’Urso, che hanno spiegato i dettagli dell’intervento.

«Con l’assessorato regionale e Legambiente abbiamo concordato un intervento alternativo alla posa in opera di una barriera frangiflutti in mare, che raggiungesse lo stesso obiettivo ovvero la rimozione del rischio di crolli di massi dal costone,- ha spiegato il progettista-. Si è scelto un intervento conservativo di consolidamento del costone lavico, è un ampliamento dell’intervento precedentemente realizzato, con la posa in opera di reti e chiodature, che consolidano i massi stessi con l’ancorante chimico».

«Ho dato il mio supporto spontaneo all’amministrazione per l’intervento a tutela della bellezza di questi luogo. L’unico modo per contenere il dissesto era continuare ad installare delle reti, ma abbiamo cercato di rendere questo intervento meno impattante rispetto al primo, concluso anni fa. Abbiamo adottato tutte le precauzioni per renderlo meno impattante possibile, dalla colorazione delle piastre, alla diluizione dell’aderente, all’aderenza della rete e in pochi mesi, le parti in cui è presente terra vegetale saranno ricoperte da vegetazione», ha dichiarato Alessio D’Urso.

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