Sanità / Il personale sanitario a confronto fra Italia ed Europa

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Personale sanitario Europa

Continuando il nostro viaggio sulla situazione del personale del comparto sanitario pubblico, facciamo un confrontro tra Italia ed Europa.

Personale sanitario / Infermieri

Innanzitutto, notiamo come la situazione peggiora quando si affrontano le tematiche e la situazione dei lavoratori in corsia, soprattutto il personale infermieristico. I dati infatti vedono la Sicilia all’ultimo posto per numero di infermieri rispetto al numero degli abitanti, attestandosi a 3,53 unità ogni 1.000 abitanti. La media italiana è di 4,70 unità ogni 1.000 abitanti. Poco sopra la Sicilia si posiziona (sempre sotto media) la Lombardia con 3,80 infermieri ogni 1.000 abitanti. Come sempre le regioni virtuose della sanità pubblica in termini di personale in servizio sono il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna e la Toscana. Hanno infatti una buona presenza di personale infermieristico rispetto alla popolazione servita, rispettivamente con 6,37, 6,32 e 5,93 infermieri ogni 1.000 abitanti.

La situazione non migliora e vede ancora la Sicilia all’ultimo posto fra le regioni italiane, quando si analizza il rapporto fra il numero di infermieri per ogni medico in servizio. Presenta un rapporto di 1,82 infermieri ogni medico, rispetto ad una media italiana di 2,54. In Italia, a parte la solita regione Friuli Venezia Giulia con un rapporto infermieri/medico di 2,82, è presente al secondo posto la regione Veneto con 3,25 infermieri per singolo medico.

Personale sanitario / La situazione in Europa rispetto all’Italia

In Europa la presenza di personale sanitario rispetto alla popolazione servita è più bassa che in Italia, presentando una media di 3,9 medici ogni 1.000 abitanti. In questo caso l’Italia si posiziona al secondo posto dopo l’Austria. Diversa è la copertura del personale infermieristico molto più alta in Europa rispetto al nostro paese. Questa è di 8,5 infermieri ogni 1.000 abitanti, mentre il rapporto infermieri/medici è di 2,1.

Fanalino di coda sono anche le retribuzioni dei medici specialisti italiani rispetto alla media europea. Infatti, facendo una comparazione ci accorgiamo subito del divario. A parità di potere di acquisto, il medico italiano porta a casa una retribuzione media di 117.954 dollari verso una media europea di 123.555 dollari (inferiore di circa il 5% rispetto alla media). Se prendiamo come riferimento i paesi del nord Europa ci accorgiamo subito come questo divario diventa importante, specialmente rispetto a paesi del nord Europa quali l’Olanda (225 mila dollari), la Germania (205 mila dollari) e l’Inghilterra (160.000 dollari).

Personale sanitario / Confronto tra infermieri e laureati in Europa 

Ancora peggio il divario fra retribuzione degli infermieri italiani rispetto alla media europea. Nel nostro paese mediamente un infermiere guadagna circa 45.000 dollari l’anno rispetto alla media europea di 63.417 dollari. Il divario si amplifica con punte importanti rispetto a paesi quali il Belgio dove gli infermieri riescono a portare a casa 110.000 dollari l’anno, l’Olanda (85.000 dollari) la Germania (72.000 dollari).

Rispetto ai laureati in medicina e chirurgia, in Italia ci sono stati 16,6 laureati ogni 100.000 abitanti con una media Europea del 16,3. Situazione diametralmente opposta rispetto ai laureati in infermieristica che vede l’Italia agli ultimi posti avendo solo 17,3 infermieri laureati ogni 100.000 abitanti. La media europea è di 37,9, mentre è più alta in paesi nordici quali Norvegia (82) e Olanda con 62 laureati ogni 100.000 abitanti.

Carenza di personale medico in alcune specializzazioni

Assistiamo ultimamente a bandi di specializzazione andati deserti o a posti non assegnati.  I giovani medici una volta finito il primo ciclo formativo pari a sei anni di medicina e chirurgia pare non siano interessati a scegliere specializzazioni quali virologia dove sono stati assegnati solo il 20% dei posti disponibili, patologia clinica 24%, medicina d’emergenza urgenza 56%. Ma anche, chirurgia generale 64%, anestesia 81%, ematologia 81%, cardiochirurgia 93%, oncologia medica 98%.

Anche alcune lauree triennali delle professioni sanitarie risultano poco interessanti, specialmente in alcune branche mediche, fra le quali l’infermiere. Su 20.409 posti disponibili sono state presentate solo 18.683 domande, pari ad un indice domande/posti del 0,92. Anche peggio è andata per il bando di tecnico ortopedico. Qui su 292 posti disponibili sono state presentate solo 93 domande, pari ad un indice dello 0,45.

Mentre i corsi di laurea più ambiti sono la fisioterapia che presenta un indice di domande rispetto ai posti del 6,37. In pratica su 3.262 posti disponibili ci sono state 20.770 domande. Logopedia ha visto 5.019 domande per 1.112 posti, dietista 1.764 domande rispetto a 623 posti disponibili e l’osteopata dove sono state presentate 794 domande rispetto a 425 posti disponibili.

Gianfranco Castro