Catania / La presentazione di “Amanti Sintetici” nell’era dell’isolamento sociale

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La presentazione del saggio Amanti Sintetici – Sesso, relazioni e intimità nell’epoca dell’intelligenza artificialedel professore Davide Bennato ha animato l’appuntamento di venerdì 22 maggio dell’iniziativa Maggio dei Libri 2026, promossa dal Comune di Catania. Insieme all’autore, attraverso prospettive differenti, sono intervenuti voci autorevoli del mondo accademico e professionale: Elisa Toscano, delegata regionale FERPI, Claudia Cantale, docente di sociologia dei media all’Università di Catania, e Guido Anselmi, docente di sociologia digitale e presidente del Corso di Laurea in Scienze del testo per le professioni digitali dello stesso ateneo.

L’etica delle relazioni pubbliche nell’era degli algoritmi

Ad aprire la discussione sul piano della responsabilità professionale è stata la dottoressa Elisa Toscano, delegata regionale Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana). Nel suo discorso, ha evidenziato come sia importante “avere una prospettiva più approfondita di come l’AI lavora e impatta sulle relazioni”. Non solo per chi, come lei, si occupa di comunicazione e relazioni pubbliche ogni giorno. “Dobbiamo anche un po’ svelare che l’AI è progettata da umani… E da che tipo di umani? I risultati con l’interazione che avremo è frutto della forma mentis e l’orientamento che l’uomo ha dato alla macchina”.

La delegata Ferpi ha concluso affermando che la sfida del futuro per le relazioni pubbliche sarà quella di integrare questi strumenti tecnologici senza mai permettere che l’algoritmo sostituisca l’etica e la trasparenza dei rapporti umani.

Catania / Presentazione della classificazione degli Amanti Sintetici

Il professore Bennato chiede, quindi, alla platea “Cosa accade quando l’intelligenza artificiale entra prepotentemente nella nostra sfera affettiva, inserendosi nel continuum dei nostri rapporti quotidiani?”. La risposta si trova nelle pieghe di quella che viene definita “economia della solitudine”, un mercato nato per intercettare l’isolamento sociale della nostra epoca. In questo vuoto si collocano gli AI companion, che spaziano dalle girlfriend chatbot fino a veri e propri robot antropomorfizzati. Questi presentano sembianze femminili, rivestiti in silicone e progettati con una temperatura corporea costante di 37°C per simulare alla perfezione il calore biologico. Si tratta di un settore industriale tutt’altro che di nicchia: “ad oggi conta già almeno 12 grandi società attive a livello globale”.

Nel suo saggio, Bennato mappa questa evoluzione dell’affettività e della relazionalità mediata dalla tecnologia, suddividendola in tre aree. Si parte dalla Digital Intimacy, legata alla fruizione visiva e all’interazione con figure virtuali come le sexfluencers digitali. Successivamente troviamo la Synthetic Intimacy, in cui l’utente non si limita a guardare, ma ottiene una risposta dalla macchina. Pensiamo a piattaforme come Character.ai o Replika. Qui “gli utenti manifestano il celebre “effetto Eliza”: sanno di parlare ad una macchina, ma la trattano comunque come un essere umano” spiega Bennato. Il livello più avanzato è infine rappresentato dalla Virtual Intimacy, popolata da avatar resi autonomi dall’intelligenza artificiale. In questa dimensione profonda si innesca il cosiddetto effetto Proteo, un potente meccanismo psicologico di osmosi per cui “se succede qualcosa al mio doppio virtuale, è come se succedesse realmente a me”.

Amanti Sintetici / Il punto di vista della prof.ssa Claudia Cantale 

Il dibattito è entrato nel vivo con l’intervento della professoressa Claudia Cantale, docente di Sociologia dei media presso l’Università di Catania. Durante la presentazione di “Amanti Sintetici” a Catania, la docente ha descritto il testo come “una piattaforma digitale: è ricco di pop-up, rimandi e approfondimenti tra cui navigare”.

Al centro della sua riflessione c’è l’emergenza silenziosa del nostro secolo: la solitudine. La docente ha ricordato i drammatici dati dell’OMS, secondo cui nel 2025 un individuo su sei dichiarava di soffrire di isolamento sociale. Questa fragilità è diventata parte integrante dell’immaginario dei social network, trasformandosi in una leva commerciale. Oggi il mercato ci bombarda di prodotti progettati apparentemente per contrastare l’isolamento, ma che nella realtà finiscono per alienarci ancora di più.

presentazione amanti sintetici catania cantaleStoricamente, i media tradizionali sono sempre stati mezzi capaci di creare rituali collettivi, “si pensi a fenomeni come il Festival di Sanremo in televisione che riesce a generare occasioni di interazione tra esseri umani”. Oggi, anche con entità non umane, tecnologiche e rispondenti.

Nonostante i rischi, la professoressa Cantale ha affermato: “in questo mondo guasto, forse dovremmo essere più ottimisti e provare a guardare a questa nuova era come all’inizio del Chthulucene”. È un concetto filosofico coniato dalla filosofa Donna Haraway. Descrive l’idea di un processo trasformativo in cui gli esseri umani si modificano mescolandosi a nuove forme di connessione (comprese le tecnologie e i non-umani), senza arrendersi al pessimismo.

La critica del prof Guido Anselmi / L’economia delle emozioni tramite AI

A chiudere il cerchio delle riflessioni è stato l’intervento critico del professore Guido Anselmi, spostando l’attenzione sulla dimensione politica ed economica delle nuove tecnologie affettive. Ha, pertanto, evidenziato come l’emotività umana sia ormai legata all’universo dei chatbot, al punto da spingerci a “dargli in pasto” la nostra vita più privata e intima.

“Siamo di fronte a una tecnologia che intercetta chi è solo per offrirgli compagnia. Ma non è né neutra né accessibile a tutti in modo equo. Il mercato degli AI companion è in mano a poche aziende monopoliste che orientano i chatbot, programmandoli con un pacchetto di valori fortemente occidentalizzati e quasi esclusivamente maschili” critica il professore.

Ricollegandosi alle tesi espresse da Bennato nella presentazione del libro “Amanti Sintetici” a Catania, questa asimmetria deriva direttamente dal machine learning. Infatti, “si struttura un rapporto basato sul dominio e su una precisa “meta-politica” del controllo“. L’invito finale del professore è stato quindi un richiamo alla responsabilità collettiva e all’uso critico di questi strumenti. “Gli strumenti dell’intelligenza artificiale vanno usati in modo intelligente e consapevole. Il professore Bennato ha sollevato il problema. Adesso sta a noi capire da che parte stare e come porci di fronte a queste dinamiche“.

L’evento si è così concluso offrendo alla comunità cittadina e studentesca non solo una fotografia del presente, ma una mappa critica per orientarsi nel futuro della comunicazione e dell’affettività.

Sabrina Levatino