Scuola / “Guardiani della memoria”, progetto dell’istituto Calì di Linguaglossa ispirato a Gibellina

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Manifesto Guardiani della memoria

L’Istituto comprensivo “Santo Calì” di Linguaglossa ha partecipato all’avviso Circolare n. 14 del 12/08/2025 Assessorato Istruzione e Formazione Regione Siciliana  – “Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026″. All’uopo ha  realizzato un percorso artistico-laboratoriale caratterizzato dalla sperimentazione di materiali poveri, dalla riflessione sulla memoria del territorio e dalla costruzione di opere collettive e individuali.

Il Progetto è stato intitolato “Il Silenzio Vigile: Guardiani della Memoria” poiché prodotto finale è stata la realizzazione di figure silenziose e solitarie, gli spaventapasseri, che evocano il mondo rurale e la protezione, ma anche la resistenza e la memoria. Presenze che osservano senza parlare, custodi dei campi e, simbolicamente, delle storie.
Gli studenti hanno realizzato tre spaventapasseri artistici alti circa 1,50 m, utilizzando materiali di recupero in coerenza con l’estetica dell’Arte Povera.

Ogni classe ha elaborato un bozzetto, ha selezionato i materiali e ha motivato le scelte simboliche, lavorando sui temi della memoria, del territorio e della storia di Gibellina.
Le figure hanno preso forma su una struttura portante e si sono arricchite di elementi evocativi della vita rurale e del terremoto del Belice. L’intero processo è stato documentato tramite fotografie, scheda descrittiva e un QR code che ha raccolto il percorso progettuale.

L’iniziativa si è svolta sotto la guida e la visione educativa della Dirigente scolastica, prof.ssa Rita Pagano. La docente ha sostenuto con convinzione il progetto, riconoscendone il valore culturale e la forte ricaduta formativa per gli studenti.

Le attività sono state coordinate e curate dalla prof.ssa Rosa Pino, responsabile del percorso, in collaborazione con le Tutor docenti Leonarda  Di  Mauro e Tiziana D’Angiolella.
>La stessa prof.ssa Pino ha sintetizzato il percorso che risulta articolato in tre precisi momenti che dialogano tra loro:
I Guardiani della Memoria
Lo Scrigno – Il libro che non si legge: si ascolta
Nuove Costellazioni per una Città Riscritta

Partendo dalle opere di Burri e Penone, gli studenti hanno riflettuto sul valore dei materiali poveri come custodi di ricordi, ferite e identità. Da qui è l’idea dello Spaventapasseri come figura che protegge ciò che è fragile e con la realizzazione di tre Guardiani, volutamente differenti:

  • Il Crettato – ispirato a Burri, ha incarnato la memoria ferita.
  • La Frontalità – ispirato a Consagra, ha espresso un’identità forte.
  • Il Vento Narrante – ispirato ad Albanese, ha restituito il racconto del tempo.progetto Guardiani della memoria, manifesto

I tre Guardiani sono destinati a essere collocati ai vertici di un triangolo equilatero di circa 4 metri. Una geometria che ha l’obiettivo di generare un dialogo simbolico tra passato, presente e futuro, formando un “cerchio invisibile” di memoria e identità.

Per la seconda fase è stato realizzato uno scrigno che custodisce un libro speciale: un libro che non si legge, ma si ascolta. Gli studenti hanno trasformato cinque parole — silenzio, territorio, ferita, rinascita, guardiano — in segni essenziali nati da un ascolto profondo. Ogni tratto ha vibrato come frammento di memoria, un gesto che tenta di dire ciò che le parole non contengono più.

Gli studenti hanno realizzato un libro collettivo ispirato all’immaginario di Jean Dubuffet e allo spirito dell’Art Brut. Hanno lavorato esclusivamente con il colore, lasciandolo agire come forza autonoma. Linee, campiture e forme sono nate da gesti immediati e spontanei.

Il libro ha trovato un legame naturale con Gibellina. Come il Cretto di Burri, anche queste pagine hanno composto una geografia emotiva fatta di fenditure cromatiche e memorie. Materia in Libertà è diventato un ponte tra la libertà del segno e la memoria del territorio.

Infine, nella fase Nuove Costellazioni per una Città Riscritta, gli studenti hanno costruito una struttura in canne intrecciate, su cui hanno cucito stelle ispirate a quella di Consagra e superfici materiche che richiamano il Cretto di Burri. Un telo di plastica tagliato ha permesso al vento di attraversare l’opera, richiamando la poetica di Albanese.

La Dirigente scolastica prof.ssa Rita Pagano ha particolarmente apprezzato l’impegno e l’entusiasmo che gli alunni hanno dimostrato nelle varie attività. Con la guida della prof.ssa Rosa Pino e delle docenti Tutor Leonarda Di Mauro e Tiziana D’Angiolella sono riusciti a unire memoria, creatività e sostenibilità, superando di gran lunga le aspettative.

La visita didattica effettuata a Gibellina e l’incontro con il sindaco Salvatore Sutera hanno rinnovato un importante legame tra territori lontani che già la storia aveva unito. Quando, nel 1968, don Vincenzino Di Mauro, parroco della chiesa di San Francesco di Paola a Linguaglossa, si era prontamente attivato con la sua Fiat 850 e con i suoi parrocchiani per portare direttamente beni di prima necessità dopo il terribile terremoto.

Il nipote, prof. Egidio Di Mauro, conserva ancora i documenti che attestano la particolare sensibilità dimostrata dal parroco e dalla comunità di Linguaglossa. Lo stesso professore Egidio Di Mauro ha collaborato alla realizzazione di un progetto che ha unito tempi e luoghi lontani, suscitando grandi emozioni.

I risultati eccellenti  si potranno cogliere partecipando alla presentazione presso l’UNITRE “Salvatore Incorpora”, in Via Don Vincenzo Di Mauro, 113 a Linguaglossa, martedì 28 aprile a partire dalle ore 18. In tale occasione saranno esposte le opere realizzate. Queste, successivamente, verranno trasferite a Gibellina per partecipare alla Mostra regionale delle scuole aderenti al progetto, prevista per il 17 maggio.

Istituto Comprensivo “Santo Calì”
Linguaglossa