Informazione / I settimanali cattolici FISC e la forza del giornalismo di prossimità

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Negli ultimi decenni la trasformazione del panorama mediatico ha messo in discussione l’esistenza stessa dell’informazione locale, rivelando però l’importanza vitale di una stampa vicina ai cittadini e alle comunità e, da questo punto di vista, i settimanali cattolici confederati nella Fisc rappresentano oggi un presidio insostituibile nei territori.

Società / L’impatto della rivoluzione digitale sui media locali

Tra gli anni novanta e gli anni duemila, l’esplosione della bolla digitale negli Stati Uniti ha modificato in maniera radicale il mercato pubblicitario, scrive il collega Lorenzo Rinaldi. I grandi colossi del Web erano collocati nelle zone economicamente più sviluppate del Paese. Così hanno iniziato a drenare risorse economiche sempre più importanti ai mass media tradizionali. A farne le spese, in prima battuta, sono stati i giornali, le radio e le televisioni locali, molto diffusi negli Stati Uniti, sottolinea Rinaldi.

Rappresentano la colonna vertebrale dell’informazione nelle zone più periferiche, quelle dell’America profonda, lontane dalla costa Pacifica e Atlantica. Qui si collocano invece i centri industriali maggiormente fiorenti e che dunque attirano l’attenzione della grande informazione. Il risultato di questa progressiva riduzione di entrate pubblicitarie è stata la chiusura di testate locali, anche storiche, che non sono più riuscite a reggere l’urto, scrive Rinaldi.

Società / La desertificazione informativa e la perdita di identità dei territori

Le comunità si sono così trovate senza uno strumento di informazione e i territori hanno perso identità e punti di riferimento. Certo esistevano – e anzi fiorivano – i social network. Tuttavia si trasformavano in strumenti di parte, più utili a diffondere la propaganda che l’informazione verificata e poco interessati alla tenuta del tessuto sociale delle comunità. In pochi anni, gli esiti di questa desertificazione informativa sono stati drammatici. I grandi gruppi editoriali, quelli radicati negli Stati costieri maggiormente abitati, avevano poco interesse a occuparsi delle piccole storie degli Stati interni.

Con il venir meno dell’informazione locale si è registrato uno sfilacciamento del tessuto sociale delle comunità, abbinato a un minor interesse per la vita pubblica. Si è tradotto in un calo nell’affluenza alle urne e in una riduzione della platea di cittadini disponibili a ricoprire cariche pubbliche a livello locale, quelle in cui sovente l’impegno civico si affianca al volontariato, riflette Rinaldi.

Società / La rinascita del giornalismo di prossimità

Senza informazione molte comunità “periferiche” si sono spente. Un campanello d’allarme preoccupante, che ha fatto comprendere come giornali, radio e Tv locali rappresentassero un collante fondamentale e una risorsa insostituibile per la circolazione delle notizie e delle idee, anche differenti.

Ne è scaturita una piccola rinascita del giornalismo di prossimità, quello capace di ascoltare le comunità, finanche le più piccole. Sottoforma di cooperative o sostenuti da imprenditori locali sono rinati giornali, radio e Tv. Certo, il cammino è difficile e i colossi digitali non hanno smesso di drenare risorse pubblicitarie ai “piccoli”. Tuttavia questa minuscola inversione di tendenza è significativa, perché ci racconta quanto sia importante che i territori abbiano la loro voce. E per questo motivo, non è mai venuta meno la forza innovatrice della “nostra” Voce dell’Jonio che, grazie ai sacrifici soprattutto di alcuni figli e nipoti del fondatore Orazio Vecchio, mantiene costante la sua opera di informazione volta alla formazione e ad un servizio di informazione che non tradisce la missione iniziale.

Settimanali cattolici / Il ruolo della Fisc nella democrazia locale

Del resto, è quello che fanno ogni giorno i settimanali cattolici della Fisc. Ascoltano, raccontano, informano centri grandi e piccoli della nostra Italia. Infatti, arrivano in tutte le periferie, “territori di frontiera” (anche se spesso sono nelle zone interne) nei quali i grandi mezzi di informazione non hanno interesse economico ad arrivare. Il lavoro dei nostri giornali è un servizio al Paese, alla democrazia, un lavoro quotidiano di cui spesso non si apprezza nella sua complessità l’importanza. Certo, la Voce dell’Jonio costituisce un ibrido, nella Sicilia Orientale, giacché “serve” da sempre la Diocesi di Acireale senza mai esserne necessariamente a favore di ogni scelta o proprietà.

Nell’obbedienza dei credenti che vivono la realtà di redazione, ma al contempo con quella “schiena dritta” di cattolici adulti che credono nella vocazione giornalistica come atto di servizio in senso più alto al’Uomo, ha sempre proseguito nella sua linea libera da ogni pressione.

Settimanali cattolici / Un servizio al Paese e alla comunità

Come ricorda il collega Rinaldi, valore dei giornali locali della Fisc è, primariamente, quello di essere un collante delle comunità. E di parlare con rispetto, senza urlare, senza esasperare i toni, consapevoli che sui territori una parola detta male, una frase carica di violenza può produrre conseguenze difficilmente rimediabili. Per questo motivo, come ha ricordato in più occasione il direttore Peppino Vecchio, la Voce “non plaude” ma ascolta, racconta, interroga, descrive.

Speriamo così di mantenete alta e credibile l’attenzione che poniamo ogni giorno nel nostro lavoro, fedeli a quanto indicato da Papa Leone XIV nel suo primo incontro con il mondo della stampa dopo l’elezione al soglio pontificio: «Disarmiamo la comunicazione da ogni pregiudizio, rancore, fanatismo e odio. Non serve una comunicazione fragorosa, muscolare, ma piuttosto una comunicazione capace di ascolto, di raccogliere la voce dei deboli che non hanno voce».

Mario Agostino e Lorenzo Rinaldi