Sicilia da scoprire / Le terre di Aci, storia e leggenda tra Etna e Ionio

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Sicilia Terre Aci Acireale

Tra le pendici meridionali dell’Etna e il mar Ionio si estende un lembo di Sicilia conosciuto come terre delle Aci. Si tratta di un mosaico di centri che condividono lo stesso prefisso e una storia intrecciata. Di quelli riuniti dall’operatività della società consortile nota come Gruppo di Azione Locale (GAL) Terre di Aci fanno parte cinque comuni: Acireale, Aci Catena, Aci Sant’Antonio ed Aci Bonaccorsi, oltre a Valverde, sebbene non abbia il prefisso Aci. A completare l’insieme di borghi costieri e frazioni da prefisso “acese” sono il comune di Aci Castello e le frazioni sparse di Aci Trezza, Aci Platani, Aci San Filippo e Aci Santa Lucia.

Le origini comuni di questo territorio rimandano alla colonia greca Xiphonia e al fiume Aci, richiamati dal mito di Aci e Galatea. Un tempo si trattava di un’unica area feudale, da cui successivamente sono nati comuni autonomi. Ad oggi, le Aci rappresentano uno dei poli più riconoscibili della costa jonico-etnea, dove mito, storia locale e sviluppo turistico convivono nello stesso spazio geografico.Sicilia Terre Aci Acireale

Sicilia da scoprire / Il mito di Aci e Galatea all’origine di queste terre

Alla base dell’immaginario locale c’è il mito di Aci e Galatea. Aci è un giovane pastore, mentre Galatea una ninfa marina, figlia di Nereo e Doride. Fin dal primo incontro, tra i due sboccia un amore intenso e ricambiato. Sullo sfondo di questa storia appare Polifemo, il ciclope che abita il vulcano e anch’esso innamorato di Galatea. La ninfa non ricambia i sentimenti del ciclope e continua a vedere Aci, rifiutando i suoi tentativi di corteggiamento.  Quando Polifemo sorprende i due amanti, accecato dalla gelosia uccide il giovane Aci, scagliando contro di lui un masso di lava.

Gli dèi mossi dalla pietà suscitata dal dolore di Galatea trasformarono il sangue di Aci in un fiume che nasce dall’area etnea e raggiunge il mare. Il corso d’acqua, chiamato Aci o Akis, permette al pastore di continuare a vivere come divinità fluviale e di ricongiungersi idealmente alla ninfa. Una leggenda popolare vuole addirittura che il corpo di Aci, smembrato dal masso di Polifemo, abbia dato origine a nove centri diversi, nonché le future Aci. 

Sicilia da scoprire / Acireale, comune copofila tra le terre di Aci

Acireale è il cento storico più importante delle Terre di Aci. La sua storia nasce tra l’intreccio del mito, storia urbana, feste religiose e grandi eventi che hanno segnato la Sicilia orientale. Nel tempo dell’insediamento assume diversi nomi: in età romana è noto come Akis, diventa poi Jachium sotto i bizantini e Al-Yag durante la dominazione araba. Successivamente prende il nome di Aquila, legata al primo nucleo presso l’odierna Aci Castello. Tra il XII e XIV secolo la popolazione si sposta a nord e fonda Aquila Nuova, corrispondente all’attuale centro storico. Si distingue così dalla precedente Aquila Vetere, rimasta nella zona di Aci Castello.

Nel 1642 il re Filippo IV di Spagna attribuisce ufficialmente alla città il nome di Acireale, richiamando il mito di Aci e rafforzando il legame tra storia e tradizione leggendaria. Pochi decenni dopo, nel 1669, la città accoglie diversi profughi in fuga, a causa dell’eruzione dell’Etna che minaccia Catania. Così Acireale diventa un importante luogo di riferimento del territorio etneo. L’11 gennaio 1693 il grande terremoto del Val Noto devasta la Sicilia orientale, colpendo duramente anche Acireale. Nonostante i diversi crolli che hanno messo in ginocchio il territorio, la città riprende vita e viene ricostruita secondo i canoni del barocco siciliano, che ancora oggi decora le incantevoli vie acesi.

Sicilia da scoprire / Acireale, capoluogo di cultura tra le terre di Aci

Nel Settecento e nell’Ottocento Acireale si afferma come centro culturale. Questo grazie anche all’Accademia degli Zelanti, e come polo termale con l’apertura, nel 1873, dello stabilimento di Santa Venera e del Grand Hotel des Bains. Con l’unità d’Italia la città ottiene il ruolo di capoluogo del Circondario di Acireale. Confermando così il suo ruolo amministrativo e commerciale nell’area Ionica. Parlando del territorio acese non possiamo non nominare costumi e tradizioni che la caratterizzano. Sappiamo che Acireale è famosa in tutta la Sicilia per il suo Carnevale. È considerato tra i più suggestivi dell’isola, per questo motivo viene definito ‘il più bel carnevale di Sicilia’.

Il Carnevale nasce come festa spontanea di popolo e oggi si articola in sfilate di carri allegorico-grotteschi in cartapesta, maschere e carri infiorati, che attraversano il centro storico barocco trasformando piazza Duomo e corso Umberto , nonché le vie principali, in un grande teatro all’aperto.

Sicilia da scoprire / Terre di Aci: Acireale, tra devozione popolare e attrazioni 

Un altro pilastro dell’identità cittadina sono le celebrazioni pagane, in particolare quella di Santa Venera, patrona principale di Acireale. Viene festeggiata il 26 luglio, con un fitto programma di riti religiosi e manifestazioni popolari. Il punto centrale della festa è la processione del busto-reliquiario, accompagnato dalle ‘candelore’. Il tutto coronato da vari spettacoli pirotecnici al ritmo delle invocazioni dei devoti. Nel periodo di gennaio invece, viene festeggiato San Sebastiano, con altrettanto entusiasmo e devozione da parte dei cittadini. Anche in questo caso la festa si svolge con processioni e momenti devozionali e fuochi pirotecnici che illuminano la piazza del Duomo.

Negli ultimi anni si è affermata anche A Nivarata”, il festival internazionale della granita siciliana che si svolge tra maggio e giugno nel centro di Acireale, trasformando la città in una vetrina dei sapori e dei saperi legati a questo dolce simbolo dell’isola. Il nome dell’evento richiama i “nivaroli”, gli antichi raccoglitori di neve dell’Etna, e lega una manifestazione contemporanea alla memoria delle pratiche tradizionali da cui la granita ha avuto origine. Oggi Acireale rappresenta il cuore pulsante delle Terre di Aci, città dove la memoria storica si fonde con una vivace identità contemporanea. Il suo patrimonio barocco, le tradizioni religiose radicate e gli eventi come il Carnevale e la Nivarata ne fanno un centro culturale riconosciuto in tutta la Sicilia orientale.

Sofia Murabito