Sinodo 2027 / Pubblicato il sussidio “Fare memoria” per leggere il presente con occhi nuovi

0
71
sinodo ph Agensir
i

C’è un momento, in ogni cammino, in cui diventa necessario fermarsi. Guardarsi alle spalle non per nostalgia, ma per capire dove si è arrivati e quale direzione prendere. È questo lo spirito che anima “Fare memoria. Accompagnare la preparazione dell’Assemblea di valutazione della Chiesa locale”, il nuovo sussidio pubblicato dalla Segreteria Generale del Sinodo per accompagnare le Chiese locali verso una delle tappe più significative del percorso sinodale.

Più che un semplice documento operativo, le nuove Note rappresentano un invito a trasformare la verifica in un’esperienza di ascolto dello Spirito. Destinate a vescovi e alle équipe sinodali, offrono criteri, domande e indicazioni pratiche per preparare le Assemblee di valutazione che si svolgeranno nel primo semestre del 2027, passaggio decisivo nel processo di attuazione del Sinodo sulla sinodalità.

Fare memoria non è guardare indietro

Nella Bibbia, fare memoria non significa restare ancorati al passato. Significa riconoscere l’azione di Dio nella storia, leggere il presente con occhi nuovi e lasciarsi provocare dal futuro. È questo il senso profondo dell’iniziativa lanciata dalla Segreteria Generale del Sinodo.

Lo sintetizza con chiarezza il cardinale Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo: «Valutare non è un esercizio tecnico, ma un’esperienza di gratitudine e di verità: fare memoria significa riconoscere ciò che il Signore ha fatto maturare nel cammino delle nostre comunità e lasciarsi orientare verso i passi successivi. È così che una Chiesa diventa sempre più capace di conversione».

Sinodo dei vescovi

Sinodo dei Vescovi -Ph. Cristian Gennari / Siciliani

Le Assemblee di valutazione, dunque, saranno chiamate a riconoscere i frutti del percorso sinodale, le fatiche ancora aperte e le trasformazioni che lo Spirito continua a suscitare nelle comunità.

Un metodo, non un modello

Le nuove Note si inseriscono nel solco tracciato dal Documento finale del Sinodo e dagli altri testi che hanno accompagnato la fase attuativa. Non impongono schemi precostituiti né procedure standardizzate. Offrono, piuttosto, un metodo di discernimento, flessibile e adattabile alle diverse realtà ecclesiali.

Una scelta che richiama anche l’insegnamento di Papa Leone XIV, secondo il quale la sinodalità “è uno stile spirituale. Nasce dall’incontro, cresce nell’ascolto e matura nel discernimento”. È proprio questa dimensione spirituale a rappresentare il filo rosso dell’intero documento.

Raccontare ciò che lo Spirito ha generato

Il sussidio accompagna le Chiese locali in due passaggi fondamentali. Il primo è la stesura del Resoconto narrativo, un testo che non si limita a registrare attività e iniziative, ma racconta il cammino vissuto dalla comunità attraverso una rilettura spirituale. Si parte dalla memoria condivisa, si riconoscono i segni emersi lungo il percorso e si individuano i processi di trasformazione maturati nelle relazioni, nei processi ecclesiali e nei legami che tengono unite le comunità.

Il secondo momento culmina nell’Assemblea di valutazione, convocata dal vescovo come autentica esperienza ecclesiale di discernimento. Da questo confronto nasceranno il Resoconto nella sua forma definitiva e una Lettera alle altre Chiese, ispirata alle antiche litterae communionis, con cui le prime comunità cristiane condividevano la testimonianza della propria fede e rafforzavano i vincoli di comunione.

Fare memoria / Un tassello del cammino della Chiesa universale

I documenti elaborati dalle singole Chiese locali non resteranno patrimonio delle diocesi che li avranno prodotti. Validati dal vescovo, saranno inviati alle équipe sinodali nazionali e regionali e successivamente condivisi con la Segreteria Generale del Sinodo entro il 30 giugno 2027, contribuendo a quel grande “scambio di doni” che caratterizza il processo sinodale.

Le Assemblee diocesane rappresentano, infatti, soltanto il primo passaggio di un itinerario che coinvolgerà progressivamente tutta la Chiesa: nel secondo semestre del 2027 si riuniranno le Conferenze Episcopali e le Strutture gerarchiche delle Chiese cattoliche orientali; nei primi mesi del 2028 sarà la volta delle Assemblee continentali; infine, nell’ottobre dello stesso anno, il cammino approderà in Vaticano con l’Assemblea ecclesiale, destinata a raccogliere e armonizzare il lavoro svolto nelle Chiese di tutto il mondo.

Il messaggio che emerge dal nuovo sussidio è chiaro: il Sinodo non entra nella sua fase conclusiva, ma in quella più delicata e decisiva. Perché la sfida non è celebrare un evento, bensì consolidare uno stile di Chiesa in cui ascolto, corresponsabilità e discernimento diventino pratica quotidiana. “Fare memoria”, allora, non è un ritorno al passato, ma l’inizio di un nuovo passo in avanti.

                                                                         Maria Trigila