Spettacoli / Con “Le allegre comari di Windsor”Anfuso fa ancora centro

Ieri sera, all’Istituto Ardizzone Gioeni, è andata in scena l’anteprima della commedia shakespeariana Le allegre comari di Windsor, riadattata e diretta da Giovanni Anfuso. Lo spettacolo, offerto alle autorità ed alla stampa, ha già dimostrato di saper conquistare il pubblico. Il regista catanese, che negli ultimi tre anni ha incassato tutti sold-out, può ben sperare anche con questo nuovo prodotto.

Il cortile: una scenografia imponente

 La location ha indubbiamente valorizzato molto la rappresentazione. Imponente e suggestivo, il chiostro neogotico dell’Istituto Ardizzone ha lasciato tutti a bocca aperta. In tanti non lo conoscevano e, dunque, prima che calasse il sole, hanno immortalato l’intera scenografia nei loro selfie.

Le grandi dimensioni del cortile riescono ad accogliere un pubblico numeroso ed offre la possibilità di rispettare le norme anti-covid che speriamo vengano prese un po’ più sul serio, durante gli spettacoli successivi.allegre comari di windsor pubblico nel chiostro

Le commedie nella tradizione elisabettiana

Le commedie di Shakespeare sono ancora oggi considerate uno dei pilastri della drammaturgia occidentale. Sono rappresentate nei teatri di tutto il mondo perchè fanno ancora divertire e sognare. Il successo, oltre al lieto fine, lo si deve ad un tono ed uno stile molto più frivolo rispetto alle altre opere.

Le allegre comari di Windsor non è la commedia più famosa di  William Shakespeare, ma è una delle opere più complete e interessanti della sua produzione. Ed è sicuramente una delle più recitate in teatro, dal Seicento in poi, per la sua composizione quasi totalmente in prosa, ma anche per il ritmo e gli accorgimenti tipicamente teatrali che la caratterizzano.

La direzione di Giovanni Anfuso

Se la tradizione vuole che questa commedia fornisse, per la prima volta, uno spaccato della società provinciale inglese, con atmosfere, movenze e modo di conversare tipico della società inglese, la versione di Anfuso ha saputo delicatamente instillare un po’ di ironia tipicamente catanese.allegre comari di windsor

Ma la particolarità di questo adattamento, che il regista ama definire un carosello che corre divertito e divertente, risiede fondamentalmente nella presenza in scena dello stesso autore. Uno Shakespeare, in carne ed ossa, che si gode lo spettacolo ed elargisce suggerimenti alle coscienze. Il poeta e drammaturgo si ritaglierà delle parentesi poetiche per celebrare l’amore e la vera fedeltà.

Egregiamente interpretato da Angelo D’Agosta, la sua presenza funge da portale del tempo. Seduti,  nel 2021, sotto il cielo di una calda estate catanese, la figura di Shakespeare riesce quasi a farci credere che la Regina Elisabetta sia lì, seduta da qualche parte, nel chiostro dell’Istituto.

Divertita ed entusiasta per le idee di una intraprendente comare Page ed il coraggio di una perfetta complice qual è comare Ford, la regina apprezzerà sicuramente il lieto fine. Così come i lunghi applausi del pubblico testimoniano sia piaciuto anche agli spettatori.

 Cristiana Zingarino

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