Teatro Massimo / Oggi, “Frau mama” il recital dedicato al rapporto che unì Schumann, la moglie Clara e Brahms

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Francesco Nicolosi pianista
Francesco Nicolosi

Un viaggio musicale e narrativo nei cuori di tre sommi interpreti del Romanticismo tedesco: questo vuol essere Frau Mama – Tema d’amore con variazioni, un recital per violoncello, pianoforte e voce recitante che intreccia musica e parola per restituire la trama emotiva che lega Robert Schumann, Clara Wieck e Johannes Brahms.

Lo spettacolo – riporta una nota stampa – arricchisce il cartellone del Teatro Massimo Bellini e vedrà protagonisti artisti di altissimo livello, come il grande pianista catanese Francesco Nicolosi, virtuoso di fama internazionale. Graditissimo è il suo ritorno sul palcoscenico etneo. Con lui Ludovica Rana (violoncello) e Stefano Valanzuolo (testo e voce

Francesco Nicolosi pianista
Francesco Nicolosi

recitante).

L’appuntamento è per domenica 22 marzo alle 17:30 per il turno A della stagione concertista e per la stagione dei recital. Il programma si sviluppa come un percorso drammaturgico coerente, in cui le pagine musicali dialogano con la narrazione, evocando episodi, tensioni e risonanze interiori dei tre protagonisti.

Si apre il recital con musiche di Schumann

Ad aprire, i Phantasiestücke op. 73 di Robert Schumann. Tre movimenti che condensano l’estetica romantica tra slancio lirico e inquietudine, affidando al violoncello una voce intensamente umana.

Il pianoforte introduce poi il mondo intimo di Brahms con l’incipit del Capriccio op. 76 n. 2 e l’In-termezzo op. 117 n. 1. Pagine tarde, sospese, segnate da una malinconia trattenuta che già guarda al ricordo.

Romanze di Brahms dedicate a Clara

Clara Weick
Clara Weick

Il percorso si apre quindi alla figura di Clara, con le Romanze op. 22 e op. 21. Musica di raffinata cantabilità, in cui il dialogo tra gli strumenti diventa confessione e spazio espressivo autonomo, lontano da ogni ruolo subordinato.

Il filo si riannoda a Robert Schumann con Warum? dai Phantasiestücke op. 12. Una domanda sospesa, fragile, che attraversa l’intero progetto come simbolo di un’inquietudine esistenziale mai risolta.

Il cuore cameristico del programma è rappresentato dal primo movimento della Sonata op. 38 di Brahms, dove violoncello e pianoforte si confrontano in una scrittura densa e architettonica, seguita dal Tema delle Variazioni op. 9: un omaggio diretto a Schumann che assume qui valore di memoria affettiva.

La tensione cresce con il primo movimento della Sonata op. 22 di Schumann, impetuoso e drammatico, prima di sciogliersi nella celebre Träumerei da Kinderszenen: una chiusura rarefatta, affidata alla dimensione del sogno e del ricordo.

Una struggente amicizia a tre

Come in un flashback struggente, Brahms, vecchio e sfinito dal dolore per la morte di Clara Schumann, rievoca le fasi più significative di un’intensa storia di amicizia e complicità, vissuta con partecipazione e scandita sempre dalla musica. Una storia con tre protagonisti – Brahms, Clara e suo marito Robert – ma che nulla ha di morboso, pruriginoso né di colpevole.

All’inizio, Brahms si rivolge a Clara chiamandola “Frau Mama”, in un impeto vagamente edipico. Poi “carissima amica”; infine, pur nel rispetto delle forme e dei ruoli, si spingerà a parlare di “amore”. Quell’amore che la vedova di Schumann, però, riserverà soltanto a Robert: prima al suo genio palpitante, poi al ricordo devoto di lui.

Robert Schumann
Robert Schumann

A tenere uniti i tre personaggi di questa vicenda in modo romantico non sono legami convenzionali e riconoscibili, ma la comune passione per l’arte e per il bello, coltivato assiduamente e senza alternative.

Esecutori straordinari

Articolato in un prologo, cinque scene e un epilogo, scanditi da vari interventi cameristici, il lavoro si avvale di prestigiosi interpreti, a partire da Francesco Nicolosi, tra i maggiori pianisti della scena mondiale. Vincitore di prestigiosi concorsi, insignito del Premio Bellini d’Oro, già illuminato direttore artistico del Teatro Massimo Bellini, unisce a una carriera concertistica di primo piano un’intensa attività didattica e istituzionale.

Anche Ludovica Rana, violoncellista, è attiva in importanti stagioni concertistiche e con orchestre italiane; premiata in concorsi internazionali, affianca all’attività artistica quella didattica omaggio e organizzativa. Notevole anche la partecipazione di Stefano Valanzuolo, critico musicale e drammaturgo, autore di testi e progetti per teatro e musica, con una consolidata attività radiofonica e divulgativa.

Grazie al loro sodalizio artistico, Frau Mama vuole essere un affettuoso tributo alla Musica, intesa come nucleo di passioni forti e autentiche.