Il Teatro Sangiorgi di Catania ha ospitato il 24 febbraio scorso l’incontro con il fisico sperimentale Roberto Battiston, nonchè presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana dal 2014 al 2018 (ASI) e protagonista di alcuni dei più importanti progetti scientifici internazionali nel campo della fisica e dell’esplorazione spaziale. L’incontro ha costituito un nuovo appuntamento di Supertalks, promosso dalla Scuola superiore di Catania. Erano presenti all’incontro la presidente della Scuola Superiore di Catania, Ida Nicotra, e il professore ordinario di Elettronica al Dipartimento di Ingegneria Elettrica Elettronica e Informatica dell’Università di Catania, Gianluca Giustolisi, con una numerosa platea che ha avuto modo di istruirsi sulla scienza tecnologica e sul ruolo dell’esplorazione spaziale nel mondo.
Roberto Battiston al Teatro Sangiorgi di Catania
Le sue più importanti osservazioni
Il contributo scientifico più celebre di Battiston è legato all’AMS-02 (Alpha Magnetic Spectometer), un rilevatore di particelle installato sulla Stazione Spaziale internazionale. Sotto la sua guida, AMS ha raccolto dati su miliardi di raggi cosmici. Una delle osservazioni più rilevanti riguarda l’eccesso di positroni nei raggi cosmici, un segnale che potrebbe indicare l’annichilazione di particelle di materia oscura.
Un’altra importante sperimentazione ideata da Battiston riguarda i Raggi Cosmici e Fisica del Modulo di Precisione. Egli ha cambiato il modo in cui si misurano i flussi di particelle cariche che colpiscono l’atmosfera terrestre. Prima di esperimenti come AMS, le misure erano spesso imprecise e limitate a brevi voli in pallone, i quali restavano in volo poche ore o giorni. Battiston ha permesso di misurare il flusso di particelle in modo continuo. Questo ha rivelato che il “traffico” di raggi cosmici non è costante, ma cambia in base all’attività del Sole e ad altri fattori galattici. Dunque, “La fisica del modulo di precisione” significa che oggi non diciamo più “arrivano tante particelle”, ma siamo in grado di dire esattamente quante, di che tipo, con quale energia e da quale direzione arrivano, eliminando quasi ogni margine di incertezza.
Il fisico, ha inoltre contribuito alla realizzazione del satellite italo-cinese LIMADOU-CSES, per i fenomeni sismici sullo spazio. L’intuizione fu quella di osservare le precipitazioni di Van Allen (precipitazione di elettroni) che potrebbero essere innescate da stress geofisici prima di un terremoto. È un campo di frontiera che mira ad utilizzare lo spazio per la protezione civile.
Energia, la sua ultima pubblicazione scientifica 
Autore di oltre 477 pubblicazioni scientifiche, l’ultima pubblicazione scientifica di Battiston prende il nome di Energia. Questo libro descrive l’energia come la “linfa dell’universo”, un elemento onnipresente che guida ogni processo fisico: dalle origini del cosmo e la fusione nucleare nelle stelle fino ai meccanismi biologici della vita sulla Terra.
Roberto Battiston a Catania: Lo sguardo dal “Balcone” dell’Universo
Il punto di partenza di Battiston durante l’incontro al Teatro Sangiorgi di Catania, è un cambio di prospettiva radicale. Per secoli abbiamo guardato il cielo con naso all’insù, proiettandovi miti e sogni. Oggi, per la prima volta, facciamo l’opposto: usiamo lo spazio come un balcone da cui sporgersi per osservare noi stessi. Questa visione ci ha regalato una verità tanto semplice quanto inquietante: la Terra è incredibilmente fragile. Gli astronauti non vedono confini politici, ma vedono un’atmosfera sottile quanto la buccia di una mela. Battiston ci avverte che senza i satelliti saremmo letteralmente “ciechi”: non sapremmo nulla dell’andamento reale del clima, dello scioglimento dei ghiacci o della salute dei nostri oceani. Lo spazio, quindi, non è un lusso per scienziati, ma un’infrastruttura di sopravvivenza.

La terra vista come una Stazione Spaziale
L’eredità di Roberto Battiston ci invita a cambiare prospettiva. Lo spazio non è un vuoto distante, ma un laboratorio di sopravvivenza. La Stazione Spaziale Internazionale ci insegna a gestire risorse finite. In orbita, l’efficienza è una necessità fisica assoluta. Ogni goccia d’acqua viene recuperata e trasformata in risorsa. Sulla Terra vivono oggi otto miliardi di persone. Non possiamo più permetterci l’illusione dell’abbondanza. Dobbiamo trattare il pianeta con lo stesso rigore degli astronauti. Nello spazio nulla viene sprecato perché nulla è infinito. Questa disciplina sistemica è la chiave per la nostra sostenibilità futura.
Energia “fresca” e risorse extraterrestri
Oggi l’umanità brucia ancora “energia vecchia”, come i combustibili fossili. La fisica moderna offre però alternative migliori. Possiamo sfruttare il “sole fresco” tramite il silicio e le nuove tecnologie. Anche l’estrazione mineraria potrebbe cambiare radicalmente. Spostare l’attività estrattiva sugli asteroidi ridurrebbe l’inquinamento terrestre. Lo spazio diventerebbe così una piattaforma strategica per far “riposare” la Terra. Tuttavia, serve una maturità politica ancora assente. “Senza cooperazione, rischiamo di esportare nello spazio i nostri vecchi conflitti” aggiunge fermamente Battiston.
Tecnologia, etica e pensiero critico nell’era dell’IA
Battiston usa una metafora potente: quella di una scimmia con una clava in una stanza di cristalli. La tecnologia senza etica è un pericolo collettivo e per questo la formazione delle nuove generazioni è fondamentale. Nell’era dell’intelligenza artificiale non serve più accumulare nozioni. “Occorre sviluppare pensiero critico e interdisciplinare. Solo così potremo governare macchine potenti verso fini comuni” afferma il fisico. Guardare oltre non significa fuggire verso altri mondi. Significa usare la scienza per restare sulla Terra in modo più intelligente. La sfida è imparare a vivere in modo equo e sostenibile.
Infine, Battiston lancia un messaggio ai giovani presenti al teatro Sangiorgi di Catania; in un mondo dominato dall’Intelligenza Artificiale, dove l’informazione è ovunque e a costo zero, la “memoria” perde valore rispetto al “pensiero critico”. “Non serve più essere enciclopedie viventi” afferma Battiston. Serve essere menti capaci di connettere tra loro mondi diversi, come la fisica, l’etica e l’economia. Il ricercatore del futuro deve saper porre le domande giuste alle macchine, mantenendo quella visione d’insieme che permetta di guidare il progresso invece di esserne travolto.
Davide Zagami
