Nebrodi / A Sant’Agata di Militello seminario della Sidri sulle aree protette

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castello dei principi gallego Sant'Agata di Militello

Il Castello dei Principi Gallego di SantAgata di Militello ospiterà, sabato 12 settembre 2026, il Seminario di Alta Formazione “La green governance delle aree protette tra diritto, storia e scienze sociali”, promosso dalla Società Italiana del Dottorato di Ricerca (Sidri), presieduta dal prof. Antonio De Lucia, e dedicato alla memoria di Salvatore Scianò.

L’iniziativa, organizzata dalla Sidri, ha ricevuto il patrocinio del Comune di SantAgata di Militello, dell’Ente Parco dei Nebrodi, dell’Area Interna Nebrodi e dell’Università degli Studi di Messina. Il seminario vede, inoltre, la collaborazione e la partecipazione delle Università degli Studi di Palermo, di Catania e dell’Università Kore di Enna, nonché dell’associazione Polena.

La giornata di alta formazione sarà dedicata all’analisi delle istituzioni, delle pratiche e delle ragioni storiche e giuridiche che regolano le aree naturali protette in Italia. Obiettivo quello di mettere a confronto prospettive scientifiche e istituzionali diverse e di interrogarsi sulle nuove sfide legate alla tutela e alla valorizzazione dei territori.

In una fase storica segnata dall’acuirsi della crisi climatica, dai conflitti legati all’uso del territorio e dalla crescente complessità dei processi decisionali, il seminario propone un approccio interdisciplinare capace di mettere in dialogo diritto, storia, sociologia. E, più in generale, le scienze, affrontando il tema della governance ambientale da prospettive differenti ma complementari.

Green governance delle aree protette: un laboratorio scientifico per il benessere del territorio

Castello dei Principi Gallego a SantAgata di-Militello La Fortezza dei Nebrodi
Castello dei Principi Gallego a SantAgata di Militello La Fortezza dei Nebrodi

Al centro della riflessione, si pone il patrimonio naturale e culturale dei parchi nazionali, terrestri e marini. L’iniziativa si candida, infatti, a divenire un laboratorio scientifico nel quale mettere in relazione la ricerca accademica, con particolare attenzione al contributo di una nuova generazione di studiosi, e le pratiche istituzionali che interessano concretamente i territori.

Il contesto siciliano e, in particolare, il Parco dei Nebrodi costituiscono, de facto, un osservatorio privilegiato per analizzare le tensioni e gli equilibri tra conservazione ecologica, sviluppo economico e partecipazione delle comunità locali. Una prospettiva che assume particolare rilevanza nelle aree interne, dove la tutela del patrimonio naturale si intreccia con questioni legate allo sviluppo locale, alla gestione delle risorse e al futuro delle comunità.

Seminario della Sidri / Il significato della dedica a Salvatore Scianò

A sottolineare il legame dell’iniziativa con il territorio è Agostino Zito, santagatese, Ph.D.(Dottorato di ricerca) candidato in Storia delle istituzioni presso l’Università degli Studi di Messina e consigliere nazionale della Sidri. Zito ha svolto un ruolo di raccordo tra l’associazione, le realtà locali e le università coinvolte.
Sono molto orgoglioso di essere tra i promotori, insieme a tanti amici dell’associazione», afferma Zito, sottolineando l’importanza di ospitare proprio nel territorio del Parco dei Nebrodi e nella sua città natale una giornata di studio dedicata alla tutela e alla governance del patrimonio naturale.

A Zito si deve anche la proposta di dedicare il seminario a “Salvatore Scianò, giovane dottore in Scienze e Tecnologie Agrarie laureatosi nel 2019 all’Università degli Studi di Palermo e prematuramente scomparso nel maggio 2021. Scianò aveva dedicato la propria tesi allo studio del mango nell’areale dei Nebrodi, un interesse che aveva portato sul campo già nel 2018. E realizzato in un fondo di sua proprietà a Sant’Agata di Militello una piantagione destinata all’osservazione e alla sperimentazione. Il suo lavoro fu apprezzato anche dalla commissione di laurea, presieduta dal prof. Giuseppe Barbera. La sua prematura scomparsa ha lasciato un segno profondo nella comunità santagatese. La dedica del seminario assume così un significato che va oltre il ricordo personale, legando la ricerca scientifica al territorio. E rendendo omaggio a un giovane studioso che aveva scelto di mettere le proprie conoscenze al servizio della propria terra”.

Sidri / Il cronoprogramma del seminario al Castello Gallego di Sant’Agata di Militello

Parco dei Nebrodi
Parco dei Nebrodi

La giornata prenderà il via alle 8.30 con l’accoglienza dei partecipanti. Nel palinsesto degli interventi sono in programma, a partire dalle 9, i saluti istituzionali del sindaco di Sant’Agata di Militello Bruno Mancuso, del presidente del Parco dei Nebrodi Domenico Barbuzza, del prorettore al Diritto allo Studio dell’Università di Messina Antonino Germanà, dei rappresentanti di Sidri, Antonio De Lucia, presidente, e Claudio Costantino, vicepresidente. Inoltre, si rammentano Alessandro Morelli, direttore del Dipartimento Scipog e il prof. Giovanni Moschella, coordinatore del Dottorato Scipog.

Secondo il cronoprogramma, dalle 9.30 alle 11.30 si svolgerà la sessione plenaria, dedicata alle relazioni scientifiche, con gli interventi delle professoresse Vittoria Calabrò, Antonietta Lupo ed Enza Pelleriti, dell’Università degli Studi di Messina. Arricchiscono ulteriormente il parterre accademico, i professori Jacopo Torrisi, dell’Università Kore di Enna, ed Enrico Lanza, dell’Università degli Studi di Catania.

Dopo una pausa (coffee break), dalle 11.45 alle 13, i lavori proseguiranno con la tavola rotonda “I Nebrodi tra parco e area interna”. Pensata come momento di confronto tra ricerca scientifica, istituzioni e territorio, sulle prospettive e sulle criticità che interessano le aree interne e il sistema delle aree protette.

Alla chiusura dei lavori, prevista per le 13, seguirà una sorta di “agape scientifica” sul lungomare. Successivamente, attraverso un breve itinerario appositamente predisposto, è in programma una visita guidata al patrimonio storico-artistico di Sant’Agata di Militello. Questo secondo momento, pur assumendo caratteri maggiormente ricreativi, intende sottolineare non solum la dimensione scientifica dell’iniziativa, sed etiam il necessario nesso tra la riflessione teorica e il senso pragmatico dell’esperienza vissuta. La visita diviene così occasione per attraversare e osservare il territorio quasi secondo la prospettiva sociologica del flâneur, evocando quella liaison tra tutela ambientale, identità culturale e valorizzazione del territorio che costituisce uno dei fili conduttori dell’intera giornata.

Sidri / Come partecipare e iscriversi al seminario: Green governance delle aree protette

Il seminario è rivolto a laureati magistrali, dottorandi, dottori di ricerca e ricercatori accademici interessati ai temi affrontati. Per partecipare è possibile registrarsi scrivendo all’indirizzo seminario.sidri@gmail.com, indicando la propria affiliazione accademica.

L’organizzazione scientifica dell’iniziativa è affidata a un Comitato scientifico interdisciplinare, composto da docenti universitari, studiosi, rappresentanti delle istituzioni e del territorio. Affiancato da un Comitato organizzatore, formato in larga parte da giovani studiosi e dottori di ricerca.

L’organigramma del seminario vede nel Comitato scientifico Antonio De Lucia, Claudio Costantino, Vincenzo Russo, Enrico Bocciolesi, Antonino Germanà, Antonietta Lupo, Carlo Colloca, Giuseppe Ciraulo, Enza Pelleriti, Daniela Novarese, Domenico Barbuzza, Sara La Rosa, Ignazio Digangi, Giuseppe Ferrarello, Bruno Mancuso, Salvatore Sanna e Luigi Di Cataldo. Del Comitato organizzatore fanno invece parte Giulia Giacobbe, Luigi Provini, Emanuele Fiore, Luisa Trovato, Agostino Zito, Roberta Casagrande, Tancredi Bertolino, Francesco Armone, Carmelo Moschella e Federico Jelo di Lentini.

Seminario Sidri / Conclusione: valorizzazione del patrimonio, partecipazione delle comunità e crescita dei territori

Per la Sidri, l’appuntamento di Sant’Agata di Militello rappresenta un’occasione per riaffermare il ruolo della ricerca interdisciplinare come strumento di supporto alle politiche pubbliche e alla governance dei territori. Le grandi sfide ambientali, infatti, non possono essere affrontate esclusivamente sul piano tecnico o normativo. Ma richiedono il contributo congiunto di competenze giuridiche, storiche, sociali e istituzionali.

In questa prospettiva, la tutela delle aree protette non rappresenta soltanto un obiettivo di conservazione. Ma può diventare parte di un modello più ampio di sviluppo capace di coniugare protezione dellambiente, valorizzazione del patrimonio, partecipazione delle comunità e crescita dei territori.

 

Luisa Trovato