Testimonianza / Al servizio del vescovo da 10 anni

Mai avrei pensato di trascorrere 10 anni accanto al mio Vescovo. Quando al suo arrivo in Acireale mons. Antonino Raspanti mi chiese se potevo disporre di qualche ora per occuparmi del suo archivio e della corrispondenza privata, non avevo idea di che cosa fosse entrare nell’episcopio e familiarizzare con il palazzo vescovile. Pensai subito ad una cosa riservata, che non mi esponesse ad interloquire con il telefono e con l’accoglienza delle persone che chiedevano di incontrare il Vescovo, in privato o in gruppo.
Per tutto questo c’era il Segretario, un giovane sacerdote, già esperto in questo servizio perché scelto dal precedente Vescovo. Era don Francesco Mazzoli, di soli 25 anni, ordinato da poco più di un anno. Don Francesco era anche vicario nella vicina Cattedrale ed ancora in corso di studi.

Il pranzo per il decimo anniversario del vescovo Raspanti

A motivo della giovane età, don Francesco non esitò a chiamarmi “zia”, cosa che mi fu gradita e preferita a quella di “nonna”, dato che io mi avvicinavo ai 70 anni.

Apprendistato per il servizio al vescovo

Quando entrai per la prima volta in episcopio dovetti fare un percorso di apprendistato per non perdermi tra i corridoi e le porte interne.
Cominciai la mia peregrinatio a metà ottobre, perché il Vescovo, appena ordinato doveva frequentare a Roma un corso di formazione all’esercizio del ministero che gli era stato conferito. Questo in concomitanza con l’altro Vescovo eletto nella diocesi di Acireale, don Giuseppe Sciacca, gemello in questa occasione anche nel giuramento in Vaticano. Complice di questo mio nuovo compito assegnatomi fu don Gugliemo Giombanco, allora Cancelliere. Vicario Generale era don Rosario Di Bella.

il vescovo Raspanti e mons Giovanni Mammino
Il vescovo Raspanti e il vicario generale della Diocesi, mons. Mammino

L’assestamento degli uffici della Curia e il nuovo riassetto fu presto modificato e in meno di un anno, don Guglielmo divenne il Vicario Generale e il nuovo segretario scelto dal Vescovo fu don Gaetano Pappalardo, che mi confermò “zia” aggiungendo, da giocherellone, “Teresella”, come se io fossi una sorella di sua madre, mi disse.

Sorvegliante dei lavori al servizio del vescovo

Intanto, anche il mio lavoro specifico nel palazzo si andava modificando in quanto la casa aveva bisogno di qualche restauro. E a causa delle continue piogge e venti si è dovuto ricorrere a qualche intervento urgente al tetto, alle porte esterne e interne, al recupero di affreschi e dipinti del tetto. Divenni in breve tempo la sorvegliante dei lavori e la custode del palazzo, in collaborazione con fabbri, vetrai, muratori, imbianchini, falegnami, idraulici, restauratori di mobili. Poi fu nominato parroco e quindi non ha più avuto la disponibilità per i miei servizi.

In molte faccende mi era di grande aiuto la collaborazione di padre Simone Saccher, dell’Ordine dei Ricostruttori, ordinato da soli tre anni. Era abile nella manutenzione di tutta la casa, sapeva riparare ogni cosa e mi veniva incontro volentieri, anche se la sua presenza era occasionale, una volta a settimana. Si alternavano intanto le due Suore, Ancelle di Gesù Sacerdote, che anche in precedenza erano state al servizio e alla cura di altri Vescovi. Al mio arrivo c’erano Suor Concettina e Suor Carmela, poi Suor Concettina si è ammalata e l’hanno sostituita  Suor Maria e Suor Maria Ausilia.
Per un periodo rimasero stabili Suor Francesca e Suor Bellancilla.

suor Francesca, don Roberto Maio e Teresa Scaravilli
Teresa Scaravilli (a destra), don Roberto Maio e suor Francesca hanno festeggiato insieme i loro compleanni

Quando suor Francesca, per limiti di età e di salute, si dovette ritirare nella casa madre di Randazzo la sostituì  una giovane rwandese, Suor Cristina.
Anche Suor Bellancilla è stata trasferita, è tornata nella casa di Rwengeri in Rwanda e al suo posto è arrivata Suor Germaine.  Al momento Suor Cristina è tornata in Africa a visitare la famiglia e Suor Michelina è venuta a sostituirla fino al suo ritorno.

Mutamenti nei vari uffici

Ma torniamo ai mutamenti e alle nomine nei vari uffici. Dal momento che don Guglielmo è stato eletto Vescovo, si è reso necessario scegliere un nuovo Vicario. Così per un tempo breve, quasi una nomina provvisoria, fu scelto don Giuseppe Russo, che svolgeva funzioni di Vice Cancelliere, e successivamente, fu nominato don Giovanni Mammino, tuttora in carica, giovanissimo, che, non avendo allora compiuto 50 anni non potè godere subito del titolo di Monsignore. Anche don Gaetano Pappalardo passò ad altro servizio. Fu nominato Direttore Spirituale per il Seminario, in sostituzione di don Rosario Gulisano, divenuto parroco nella parrocchia di Maria SS. di Loreto.

personale curia acireale
Il personale della Curia

Al Rettore, don Angelo Milone, succedette don Marco Catalano, che lasciò il ruolo di responsabile delle comunicazioni sociali al giovanissimo don Arturo Grasso, appena ordinato e abilitato a questo compito, anche con un bel soggiorno di studio negli USA.
Don Angelo Milone, oltre che Parroco in Aci S. Antonio, ha il ruolo di Direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiali della Diocesi.

Nuove nomine

Nuovo Segretario fu nominato don Gabriele Aiola, che a motivo dei miei occhiali da sole scuri, mi chiamava “Teresa, la turista”.
Anche lui non tardò ad andare altrove molto presto, assegnato come parroco in tre chiese di Randazzo, dove, pare, che molto volentieri soggiorni.

A don Gabriele succedette don Roberto Maio, giovanissimo, ordinato prete nel 2015. Abbiamo festeggiato nel 2019 i suoi trent’anni, insieme agli 83 di Suor Francesca e ai miei 76. Perché a noi è piaciuto mettere insieme i nostri anniversari che cadono tra la fine di Gennaio e Febbraio.

Don Roberto è andato via senza preavviso. Problemi familiari richiedevano la sua presenza in famiglia e ha ottenuto il trasferimento a Randazzo, dove oltre che svolgere le funzioni di vice parroco, può anche assolvere quelli di famiglia. Fu, sostituito stampo lampo con don Andrea Sciacca, che proprio in questi giorni, ha lasciato per fare il Parroco in tre Parrocchie (Linera, Maria Vergine e Cosentin), lasciando il posto ad un altro Andrea, don Andrea Grasso, appena 30 anni, ordinato da soli 3 anni, al quale con il “benvenuto”  auguriamo anche un buon lavoro.

Tanti cambiamenti e…quasi nessuno è rimasto al suo posto

Se volessimo raccontare quanti cambiamenti ci sono stati in questi dieci anni ci verrebbe il capogiro; nessuno (o quasi) è rimasto al suo posto.

Negli uffici della Curia, oltre al Vicario, il cancelliere, don Alfio Privitera, anche parroco a Macchia, il vice, don Sebastiano Di Mauro, parroco a Milo, l’economo, don Alfredo D’Anna, parroco a S. Tecla, don Orazio Tornabene alla Caritas, ….solo due donne sono rimaste ai loro posti, negli uffici della Curia, la segretaria, Maria Cavallaro e ai Beni culturali, la dott.ssa Agata Blanco.  Molti altri, nuovi, comunque, sono impegnati nei vari uffici e per i molti servizi della Curia.

E quanti cambiamenti nelle Parrocchie e perfino nella Cattedrale!
Possiamo dire che quasi nessuno è rimasto dov’era quando è arrivato il nuovo Vescovo, compresi i Direttori dei settori pastorali, Catechistico, Liturgico, Giovani, Famiglia, Missione, Salute, Cultura.

E naturalmente i Consigli pastorale e Presbiterale, che rinnovano per regolamento e quello della Fondazione Città del Fanciullo oltre alla Fondazione “M. Barbagallo”, appena istituita.

Chissà per quale motivo avvengono tutte queste rotazioni! Perché nessuno metta radici o si appropri di qualche diritto non codificato?
Certo è che il Vescovo non si consiglia con me! E meno male! Quanta responsabilità!
E io, da dieci anni, non sono stata mai sostituita né trasferita. Chissà per quale ragione!
Non sarebbe tempo che mi tirassi …  in disparte?
E, comunque, ormai ci sono e finché il Vescovo lo vuole io mi ritengo onorata di restare!

                                                                                                        Teresa Scaravilli

 

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