Vangelo della domenica (28 giugno) / L’amore per Gesù deve guidare ogni azione dell’uomo

Canto al Vangelo ( Cfr. 1Pt 2,9 )
Alleluia, alleluia. Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa;  proclamate le opere ammirevoli di colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa. Alleluia
Vangelo ( Mt 10,37 – 42 )
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto.
E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa”. Parola del Signore.
Riflessione
La Liturgia di questa domenica presenta il brano del vangelo di Matteo nel racconto di Gesù che insegna ai suoi discepoli la radicalità della sequela cristiana.
Chi segue Cristo infatti, non può anteporre nient’altro a Gesù; l’amore per Dio deve guidare, alimentare, generare ogni altro bene.
Il fine della vita del cristiano è per l’appunto Dio e a Lui deve orientare tutta la sua esistenza.
La vita del cristiano  deve essere vissuta come dono a Dio e non come un’esistenza egoista.
Questo amore per Dio porta ad amare ed accogliere i fratelli che sono presenza di Dio in mezzo a noi.
La vita del cristiano vissuta dentro l’amore, diventa un canto di lode a Dio, un’esistenza dentro la quale si scorgono le immense meraviglie compiute da Dio, come ricorda il Salmo Responsoriale di questa domenica: “Canterò per sempre l’amore del Signore”.

Letizia Franzone