Vangelo domenica 28 dicembre / La Sacra Famiglia di Nazareth esempio di vita cristiana

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Fuga in Egitto

Canto al Vangelo  domenica 28 dicembre (Col 8,15a. 16a)

Alleluia, alleluia. La pace di Cristo regni nei vostri cuori; la parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Alleluia

Vangelo domenica 28 dicembre (Mt 2,13 – 15. 19 – 23)

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».

Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».
Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».
Parola del Signore La sacra famiglia fugge in Egitto

Riflessione sul vangelo di domenica 28 dicembre

La Liturgia di questa Domenica, presenta il vangelo di Matteo nel racconto della fuga in Egitto della santa Famiglia di Nazareth.

Giuseppe, Maria e Gesù sperimentano la via dolorosa dell’esilio, la condizione di disagio dei profughi. La fuga in Egitto a causa della minaccia di Erode, ci mostra che Dio è accanto all’uomo che soffre, che scappa, che sperimenta il rifiuto. Ma ci mostra anche che Dio è accanto a chi spera di ritornare nella propria terra.

Il brano del Vangelo di oggi ci fa anche riflettere sullo stile cristiano della famiglia.
La santa Famiglia di Nazareth ci  è di esempio su come vivere in famiglia, aiutandoci a divenire sempre più comunità di amore e di dono.

Papa Francesco su questo discorso consigliava le tre parole per vivere in pace in famiglia, quali: “Permesso, grazie, scusa”. Affermando che: “Quando in famiglia non si è invadenti e si chiede permesso, quando in famiglia non si è egoisti e s’impara a dire grazie, e quando in famiglia uno si accorge di aver fatto una cosa brutta e si chiede scusa, in quella famiglia c’è pace e c’è gioia”.

La famiglia cristiana deve necessariamente nutrirsi della Parola di Dio e della SS. ma Eucarestia per poter autenticamente vivere nella pace e nell’amore di Dio, divenendo una comunità di amore.
Come  si legge nel Canto Alleluiatico di questa Domenica: “La pace di Cristo regni nei vostri cuori;la parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza”.

Letizia Franzone