Canto al Vangelo domenica 9 novembre (2 Cr 7,16)
Alleluia, alleluia. Io mi sono scelto e ho consacrato questa casa perché il mio nome vi resti sempre. Alleluia
Vangelo domenica 9 novembre (Gv 2,13 – 22)
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete.
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».
Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Parola del Signore
Riflessione sul vangelo di domenica 9 novembre
La Liturgia di questa Domenica, ci presenta il brano del vangelo di Giovanni, nel racconto della cacciata dei venditori dal tempio.

Il brano inizia con l’immagine di Gesù che fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori e al tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: “Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!”.
Questo gesto di Gesù colpì i presenti interpretandolo come un gesto profetico, tanto che alcuni di loro domandarono a Gesù: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?”. Cercavano un segno divino, prodigioso, che accreditasse Gesù come inviato da Dio.
E Gesù rispose: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”.
Per l’evangelista Giovanni, abbiamo qui il primo annuncio della morte e risurrezione di Gesù Cristo: il suo corpo distrutto sulla croce dalla violenza, dal peccato, diventerà nella Risurrezione il luogo dell’appuntamento universale tra Dio e gli uomini.
Gesù Cristo Risorto è il vero tempio dove Dio si rivela all’umanità e si fa incontrare dagli uomini.
Ogni cristiano, in virtù del Battesimo, diventa tempio dello Spirito Santo in Gesù Cristo Risorto, ed è chiamato a rispettare il proprio corpo.
E’ chiamato a rispettare il proprio corpo, curandolo, vivendo con decoro e dignità e soprattutto curando la propria anima attraverso l’ascolto della Parola di Dio, nutrendosi della SS. Eucarestia.
Come dice san Paolo apostolo nella Seconda Lettura di questa domenica: “Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi”.
Letizia Franzone
