Viaggio in Terra Santa – 6/ Da Gerico al Mar Morto, poi si ripercorre a casa l’itinerario spirituale vissuto

Del viaggio in Terra Santa si potrebbero scrivere molte pagine e descrivere le tante località citate nei Vangeli; in questo sesto ed ultimo articolo mi limiterò ad alcune tappe tra le più importanti. Intanto dopo essere scesi dal deserto ci siamo fermati nella verde Gerico, unica città al mondo che si trova a circa 400 m. sotto il livello del mare. Ai giorni nostri questa località è araba e dentro i posti di blocco israeliano.

Gerico, alberi di sicomoro

Due sono le testimonianze che voglio segnalare. Innanzi tutto quanto riferisce l’evangelista Luca (19,1-10) a proposito del passaggio da questa località di Gesù e in particolare dell’episodio di Zaccheo, piccolo di statura, capo dei pubblicani e ricco, che si arrampica su un albero di sicomòro per vedere meglio Gesù e il Maestro gli chiede di scendere e di ospitarlo a casa sua. Ancora sono presenti in zona alti alberi di sicomoro, come quello citato nel Vangelo di Luca e non abbiamo mancato di assaggiare i frutti che sono avvolti in un guscio come quello delle noccciole ma molto meno duro, e di ammirare qualche oggetto in ceramica.

Gerico, chiesa del Buon Pastore

L’evangelista Marco riporta anche la guarigione a Gerico del mendicante Bartimeo (Mc 1, 46-52). Siamo stati ospiti della parrocchia francescana la cui chiesa è dedicata al Buon Pastore. Lì abbiamo partecipato alla Santa Messa.  Le suore francescane hanno aperto una scuola che è frequentata da cristiani e da musulmani perchè è riconosciuta da tutte le comunità come molto valida.
Più a Sud, dove Erode costruì un anfiteatro, un ippodromo, palazzi e ville, sono in corso degli scavi. Vi è anche la Gerico più antica che risale al 6.000 a.C. ma che non abbiamo visitato. A Gerico dal 1948 al 1967 si rifugiarono i profughi palestinesi dopo la nascita dello Stato di Israele e la “custodia” su quel territorio affidata alla Giordania: essi abitavano in casette di fango e sassi.

Il mar Morto

Ci dirigiamo verso il Mar Morto, considerato nella Bibbia  “luogo della desolazione” perchè questo “mare” (in effetti, un lago lungo 90 km e largo 15) era salatissimo fino a quando non  vi sfociò un torrente del Tempio che addolcì le acque. Tuttavia anche ai giorni nostri questo lago, che trovasi a circa 413 m. sotto il livello del mare e tende sempre più a sprofondare, è caratterizzato da una fortissima evaporazione che condensa i sali fino al 25% mentre in genere nei mari questa arriva al massimo al 5%. Qualcuno prova ad immergersi nelle acque, ma è costretto ad uscire presto perchè non riesce a sopportare il peso. Questa valle prosegue fino a Erlat nel Mar Rosso. Visita d’obbligo e molto interessante è quella delle Grotte di Qumran, dove per caso nel 1947 furono scoperte delle giare sigillate con rotoli e pergamene con quasi tutti i libri della Bibbia. In questi luoghi si erano rifugiati dei monaci che non accettarono l’ellenizzazione e il dominio romano su Gerusalemme (dal 150 a.C. fino al 70 d.C.). Venivano chiamati “Esseni” ovvero “i puri”.

Pergamene di Qumran

Essi trovarono riparo in questi luoghi dove recenti scavi hanno messo in luce un monastero, vivendo un’esperienza ascetica. In un primo momento cercarono di salvare i loro scritti nascondendoli per poi recarsi probabilmente a Masada dove ci fu l’estrema resistenza zelota ai Romni conquistatori. Tra i loro scritti è stata ritrovata una “Regola” e un testo apocalittico Guerra dei figli della luce contro i figli delle tenebre.
Pare che Giovanni Battista provenisse da questa scuola e si suppone che ci siano stati contatti con il cristianesimo primitivo, se non con lo stesso Gesù. Veniamo accolti in una sala nella quale notiamo delle giare tra quelle ritrovate e vediamo un filmato di circa dieci minuti che descrive la vita di questi monaci. I testi trascritti nelle pergamene ritrovate sono importantissimi (in particolare c’è tutto Isaia) perchè i testi  biblici che si conoscevano fin quasi ai nostri giorni  erano quelli risalenti al IX-X secolo d.C..
Quindi ci spostiamo nelle aride zone dove constatiamo la presenza le caverne di Qumran e ci ritroviamo con alle spalle il Mar Morto Uno scenario suggesttivo e indimenticabile. Finito il viaggio in Terra Santa, densissimo di immagini, idee ed impressioni, tornati a casa, con calma rivediamo gli itinerari e le immagini e abbiamo modo di meditare per cogliere gli elementi di valore che servono per la nostra vita.

Giovanni Vecchio

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