Viagrande InVita / Quasi cinquemila visite per la riscoperta delle dimore nobiliari

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Villa Di Bella

Si è conclusa con un successo che è andato ben oltre le aspettative la prima edizione di “Viagrande InVita – Apriamo luoghi, raccontiamo le storie”. La manifestazione è nata con l’obiettivo di valorizzare l’anima elegante e il patrimonio architettonico del borgo alle falde dell’Etna. E ha registrato lo straordinario numero di quasi 5000 visite, trasformando il fine settimana del 16 e 17 maggio in una grande festa collettiva di cultura e bellezza.

Il pubblico, accorso numeroso da tutta la provincia e non solo – riporta una nota stampa –  ha affollato i 14 siti aperti per l’occasione. Immergendosi tra la pietra lavica delle dimore nobiliari di Villa Di Leo, Villa Di Bella, Villa Manganelli e Villa Privitera e il silenzio suggestivo delle architetture sacre.

Villa Privitera
Villa Privitera

Particolarmente emozionante è stato il riscontro dei cittadini viagrandesi, orgogliosi di vedere il proprio paese animato da turisti. E di riscoprire il circuito “Echi del Sacro”, con le porte spalancate di chiese iconiche come la chiesa Madre S. Maria dell’Idria, la Collegiata di S. Biagio e la chiesa di S. Caterina. Vedere le antiche contrade pulsare di vita ha confermato la validità di un progetto che punta sulla riappropriazione del passato per implementare il futuro turistico del territorio.

Il merito di questo risultato va alla sinergia tra La Fucina di Efesto e l’Associazione musicale Alessandro Scarlatti, supportate dalla Pro Loco e dal Museo dell’Etna. Un plauso speciale va agli oltre 60 volontari e al contributo delle nuove generazioni.
Gli studenti dell’I.C.S. “G. Verga” di Viagrande, infatti, hanno guidato i propri genitori con competenza e passione, dimostrando come la storia locale possa essere raccontata con freschezza e rigore.

Un numero sorprendente di visitatori

“Le 247 mila visualizzazioni su internet ci facevano ben sperare fin dai giorni che precedevano l’evento. Ma il riscontro di questa prima edizione non è solo un traguardo numerico, ma la prova tangibile che quando il territorio fa squadra, i risultati sono straordinari. Così tiene a precisare l’avvocato Nino Di Blasi, deus ex machina di questo successo.

Villa Di Leo
Villa Di Leo

Tutto quello che abbiamo realizzato è frutto dell’associazionismo territoriale. Un’intesa profonda tra tutte le parti attrici — associazioni come la Proloco, enti come la Casa delle farfalle, il Museo dell’Etna, la Fondazione Marco Montalbano e il Museo del carretto siciliano “Mauro Giuffrida”, i proprietari delle dimore e gli artisti locali— che hanno creduto nel progetto fin dal primo momento. Senza questa sinergia e la grande sensibilità dei privati, che hanno aperto le loro porte con generosità, questo risultato non sarebbe stato possibile.

Un ruolo centrale e vitale è stato quello dei ragazzi, che sono stati eccezionali. Ascoltarli e dare loro gli strumenti per crescere all’interno della nostra comunità è un nostro dovere. Da ora in avanti, però, il nostro obiettivo è dare continuità a queste iniziative”.

Commenti positivi sulle pagine social

Molti visitatori hanno commentato le pagine social e hanno auspicato per le prossime edizioni un’estensione delle giornate di apertura.

“Accogliamo con entusiasmo il feedback del pubblico e siamo già pronti a lavorare per rendere questo appuntamento ancora più ricco e fruibile nelle prossime edizioni. Non vogliamo che resti un evento isolato. Ma l’inizio di un percorso: creare una nostra storia collettiva, un segno tangibile che caratterizzi Viagrande e il suo futuro» – ha concluso Di Blasi.

Viagrande ha dimostrato di essere “InVita” più che mai. Confermando che la cultura e l’identità territoriale sono il motore più potente per la promozione turistica del versante etneo.