Zafferana Etnea / La famiglia Costa: una storia che parte dal miele e abbraccia oggi tre spumanti

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Spumanti Oro d' Etna

Esistono luoghi cui si è legati profondamente. Dove identità individuale e collettiva si fonda con il territorio di appartenenza. Sull’Etna questi luoghi, costellati da campagna, masserie e vigneti, si chiamano contrade. Come Rocca d’Api e Piano dell’Acqua. Qui la famiglia Costa investe da sempre il suo tempo e il suo amore per l’Etna.

Tutto ha inizio con il miele, più di quarant’anni fa. L’azienda di famiglia con una produzione annuale di circa trenta tonnellate è oggi un punto di riferimento nell’apicoltura siciliana e nazionale. Da questa stessa filosofia, fondata sull’attesa, sulla cura e sul rispetto dei tempi della natura, nasce il progetto vitivinicolo, cresciuto negli anni e recentemente consolidato con la realizzazione della nuova cantina.
Tra gli avi si annovera addirittura un bottaio, nonno Neddu, sapiente testimone di quell’antica maestranza che ha attraversato tante generazioni di uomini del vulcano.Domenico Costa tra le viti

Domenico Costa imbottiglia tre spumanti da nerello mascalese

La famiglia Costa è proprietaria di un vigneto di sei ettari a Zafferana Etnea, sul versante est dell’Etna, a 550 metri sul livello del mare. Il versante est è zona privilegiata per la produzione di spumante metodo classico. Per il clima, grazie all’esposizione delle vigne rivolte verso il mare e una maggiore influenza della luce del sole durante il giorno.
Per le peculiarità del nerello mascalese che, grazie le escursioni termiche tra il giorno e la notte, matura bene e mantiene alti i livelli di acidità. È così che al calice ritroviamo sorsi freschi e vibranti.

Domenico Costa imbottiglia tre spumanti esclusivamente da nerello mascalese, senza dosaggio e con delicata macerazione, con sfumature di rosa tenue. L’affinamento sui lieviti è esteso dai 36 ai 100 mesi. Tre le etichette presentate in anteprima ad una platea di giornalisti e operatori del settore vino: “Velo d’amuri”, “Amante Aetna” e “Ad Amante Aetna Cento”.

Questo progetto rappresenta per noi un punto di arrivo e, allo stesso tempo, un nuovo inizio – racconta Domenico Costa, titolare dell’azienda insieme al padre Sebastiano, la madre Melina e la sorella Cristina.
Siamo partiti dal miele, imparando dalla natura il valore del tempo, dell’attesa e della precisione. Gli stessi principi li abbiamo portati nel vino e soprattutto negli spumanti. Qui il Nerello Mascalese ha un’eleganza naturale e una profondità che rendono possibile pensare a spumanti capaci di evolvere a lungo e raccontare davvero il nostro territorio”.

Domenico Costa e i tre spumanti
Domenico Costa e i suoi spumanti

Tre spumanti orgoglio della famiglia Costa

Al calice lo spumante Velo d’amuri appare denso e meno brillante. Dietro a questo risultato c’è una scelta precisa: parte dei lieviti rimangono nel vino dopo una parziale sboccatura per dare più complessità aromatica e una beva più croccante. Lo spumante, afferma l’enologo dell’azienda Leonardo La Corte, “risponde ad una esigenza di un mercato giovane, e si distacca dalla standardizzazione dei vini più classici”.

Sullo stesso solco il vino macerato “Stranizza d’amuri”, da uve carricante. Se ne producono poche bottiglie. Il nome è un chiaro omaggio al maestro Franco Battiato.  Tornando agli spumanti, colpisce la complessità aromatica dell’Amante Aetna 36 mesi.
Se Velo d’amuri è il precursore degli spumanti dell’azienda, questo traccia già un percorso ben preciso: la scommessa è sulla lunga sosta sui lieviti e l’eleganza senza tempo del nerello mascalese. Arriviamo così alla versione dei cento mesi. Una rarità sull’Etna (solo una cantina produce uno spumante con un affinamento maggiore, di centoventi mesi, mentre qualcun’altra si ferma a cento mesi).

La nuova cantina e sala di degustazione in contrada Piano dell’Acquasala degustazioni

Nel 2023 s’inaugura la nuova cantina di vinificazione in contrada Piano dell’Acqua a Zafferana Etnea e un anno dopo la sala degustazione. In cantina la roccia lavica (datata al 1792) che si scorge da alcune aperture aiuta a mantenere un livello di umidità ottimale per la vinificazione. L’azienda viaggia oggi verso l’autonomia a livello energetico.

In vigna le rese sono basse e si applica un’attenta selezione dei grappoli durante la raccolta. “È un lavoro fatto in squadra, ciascuno con le proprie competenze, con passione e meticolosità”, dice il cantiniere Giuseppe Lazzaro. Poco più di 25mila le bottiglie di vino. Oltre agli spumanti si ottengono Etna Bianco, Etna Rosso, Etna Rosso Riserva ed Etna Rosato. Oltre al rinomato miele, l’azienda produce anche olio e alcune conserve.

Dalla località Piano dell’Acqua partono alcuni percorsi di trekking, e tra questi quello che conduce alla colata lavica del 1992 che minacciò seriamente l’abitato di Zafferana Etnea. Per una storia che parte dal miele, passa dal vino e si circonda di natura vulcanica, non c’era nome migliore che “Oro d’Etna”.

 

Domenico Strano