Cinema / Lunedi 18 si proietta “Ira” di Mauro Russo Rouge, film di periferia

Un clima gelido, come i sentimenti dei protagonisti, atmosfere cupe ed ambienti fatiscenti sono gli ingredienti vincenti di una storia che vuole raccontare la generazione dei ventenni che vagano nel mondo come fantasmi.
Questo è Ira, il terzo lungometraggio del regista Mauro Russo Rouge, ideatore e direttore artistico del Torino Underground Cinefest. Il film, selezionato al 42° Denver Film Festival, al 36° Festival del Cine Bogotà e al 17° Ravenna Nightmare Film Fest, sarà proiettato a Catania, lunedì 18 novembre, presso il Cinema King Multisala Cinestudio.
Contemporaneo, originale e soprattutto innovativo per il linguaggio che lo contraddistingue, il film è stato realizzato senza l’ausilio di una sceneggiatura e con attori presi dalla strada che sono stati catapultati in un processo creativo sperimentale. Il regista, infatti, li ha pedinati per settimane cercando di capire situazioni reali, senza filtri, e fotografando la realtà di una periferia caratterizzata da regole ben precise e, per lo più, immobili che verranno ribaltate, anche se in modo poco ortodosso, solo grazie alla forza dell’amore.
Coprodotto dalle associazioni ArtInMovimento e Systemout, e distribuito da Mescalito Film, Ira “è nato per caso – rivela il regista – mai scritto e mai pensato; forse non l’avrei neanche mai finito se avessi dovuto gestire dei veri attori”. Eppure Samuele Maritan e Silvia Cuccu si sono fidati e si sono affidati alle mani del regista che li ha spiati dal di dentro al punto da muovere in loro non poche emozioni; Silvia Cuccu è stata premiata come migliore attrice al Rieti e Sabina Film Festival 2018.
Riteniamo che gli ingredienti ci siano tutti perchè questo film ottenga il successo che merita. Tutt’altro che un inno all’ira, vuol essere piuttosto un’importante spunto di riflessione per questo sentimento che esiste, purtroppo, non lo si può ignorare, e l’assenza di comunicazione, l’egoismo e la gelosia sono pericoli attuali, campanelli d’allarme da non sottovalutare di un malessere ormai  dilagante.

Cristiana Zingarino