Incontro / “U Ripostu di li cunti”, viaggio tra memorie, racconti e leggende

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U Ripostu di li cunti

Nella suggestiva cornice di Palazzo Vigo a Torre Archirafi, si è tenuta la serata “U Ripostu di li cunti”, un viaggio tra memorie, racconti e leggende, organizzata dall’associazione ‘Ripostesi nel mondo APS’, presieduta da Alberto Micalizzi.
Marika Mannino ha condotto l’evento culturale che ha visto come protagonisti gli scrittori Giuseppe Castorina e Salvo Puglisi. Con voce narrante di Giambattista Galeano, accompagnato alla chitarra da Pietro Copani.

Sono stati premiati anche i vincitori del concorso “Riposto nel Mondo” dedicato agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado del Comune. Sono quelli che hanno saputo raccontare Riposto con uno sguardo autentico, personale, capace di emozionare, anche di far riflettere. Gli studenti che hanno saputo dare voce a chi vive ogni giorno il territorio ripostese, a chi lo osserva con gli occhi del presente. Ma anche con lo slancio verso il futuro.

“U Ripostu di li cunti”, memoria storica della cittadina ionica

Gli aneddoti e i racconti appassionati dei due scrittori locali hanno riportato in vita un pezzo importante della storia e della tradizione cittadina. Parlano dell’antica corsa dei cavalli sul Corso Italia, dove a vincere quasi sempre era il cavallo di don Garufi. Oppure del mondo dei pescatori, della pratica della pesca di frodo. Si è raccontato di donne ripostesi dalle straordinarie capacità come Maria Giunta detta Mara. Un capitano che ha attraversato il mare fino ad arrivare in Brasile e la cui impresa è riportata in pochissimi libri di storia.
Si è raccontato anche di antiche leggende come quella del “folletto sotto il ponte” dal berretto rosso che albergava sotto il ponte dell’attuale via Gramsci.

Particolarmente toccante è stato il video del disastro del Moby Prince, il traghetto passeggeri che la sera del 10 aprile 1991 entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo nella rada del porto di Livorno prendendo fuoco. Dei 141 passeggeri solo uno si salverà. Tutti gli altri morirono nel rogo compresi due ripostesi: Rosario Castorina e Giuseppe Sciacca.

La ‘memoria’, dunque, è stata la vera protagonista della serata. Non si tratta di un semplice ricordo ma di una forza viva, capace di plasmare identità, costruire appartenenze e generare empatia. In un contesto sociale dove tutto corre veloce, dedicare tempo alla memoria significa fermarsi a riflettere su chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare.
La memoria, infatti, non è solo un esercizio del passato: è la chiave per comprendere il presente e costruire il futuro. È memoria storica che educa e preserva, ma anche memoria collettiva che custodisce le radici di una comunità e ne rafforza il senso di appartenenza. È stato un momento di condivisione e riscoperta delle radici, all’insegna della narrazione popolare e della memoria collettiva.

Caterina Maria Torrisi