Il fungo porcino come fattore di promozione di un turismo enogastronomico che proponga particolari eventi in contesti di singolare fascino. Questo il core di una manifestazione che vuole inserirsi in un circuito di turismo culturale alternativo; attrattivo per visitatori richiamati dalla Sicilia e non solo.
Da un’idea delle associazioni culturali “Nuove Idee” e “Saro Ragaglia” realizzata in sinergia con l’Istituto Alberghiero “Giovanni Falcone” e col patrocinio del Comune di Giarre, si terrà presso il Parco Giardino di Macchia di Giarre nei giorni 14-21-27-28 settembre la Prima edizione del Festival Etneo del Porcino.
Temi e fini illustrati dai presidenti dei sodalizi organizzatori, Salvatore Mancuso e Alfio Angelo Ragaglia.
Nel Festival Etneo del Porcino, quale sarà il ruolo degli studenti dell’Istituto Alberghiero e dell’Istituto Agrario di Giarre?
Il loro coinvolgimento sarà dai protagonisti della manifestazione. Gli studenti dell’Istituto Alberghiero avranno l’opportunità di mettere in atto e in mostra le loro capacità culinarie e far conoscere al pubblico il talento e la passione che caratterizzano il mondo della gastronomia. Del pari, gli alunni dell’Istituto Agrario potranno concorrere a promuovere la salvaguardia dell’ambiente, la prevenzione degli incendi boschivi e per la difesa del disboscamento.
Finalità precipua dell’iniziativa, la promozione dell’eccellenza siciliana. In che senso si persegue?
La nostra isola può legittimamente vantare una tradizione imprenditoriale ricca e variegata; costantemente arricchita da aziende che si distinguono per eccellenza e innovazione.
Al Festival avremo l’opportunità di ospitare alcuni dei più rinomati imprenditori e sodalizi siciliani, ognuno dei quali in rappresentanza di un settore chiave dell’economia locale.
Essi non solo hanno contribuito alla crescita delle loro aziende, ma sono stati anche pionieri nel promuovere pratiche sostenibili e nella valorizzazione delle risorse locali. Attraverso la loro visione e determinazione, hanno saputo trasformare le sfide in opportunità, realizzando progetti che uniscono tradizione e modernità. La presenza di questi eccellenti imprenditori sarà quindi pure occasione per celebrare l’impegno, la creatività e la capacità di innovazione che caratterizzano il tessuto imprenditoriale siciliano.
La centralità del territorio materia sempre presente di queste riflessioni e dei temi del Festival.
Con l’ambizione di richiamare nei nostri siti, dalla forte suggestione ma spesso trascurati dalle rotte dello spettacolo, non solo semplici vacanzieri attratti dal mare e dall’Etna, ma anche quanti alla ricerca del benessere psico-fisico personale e della formazione culturale. Il festival vuole essere protagonista di una ripresa affidata a un’economia basata sullo scambio turistico, sociale, economico avente come filo conduttore la cultura.
Perciò oltre ai consueti calendari di eventi, si proporranno Seminari di Musica, Canto e Danza Popolare e Percorsi turistici e naturalistici.
In definitiva il Festival come luogo e tempo di una più radicata e fertile aggregazione sociale?
Proprio così. La manifestazione, col suo carattere itinerante, persegue l’obiettivo di offrire opportunità di svago e partecipazione, di occasione di incontro, condivisione e scambio all’interno e tra le diverse comunità. Ogni evento, con la sua capacità di richiamo di un pubblico numeroso e diversificato, diventa così momento di arricchimento culturale, umano e sociale. Nell’auspicio che le comunità rispondano alle proposte con crescente partecipazione e coinvolgimento.
A tale auspicio non ci resta che aggiungerci, augurando a tutti un… buon porcino!!!.
Giuseppe Longo
