Cura del creato / Tra i boschi dell’Etna in relazione con la natura

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Cura del creato Messa nel bosco

L’Etna come luogo simbolo della magnificenza e della varietà del Creato. Ed è il luogo scelto – nel bosco di Piano Mirìo – dalla comunità catanese di Santa Maria di Gesù per celebrare una giornata di lode a conclusione delle iniziative sulla cura del Creato. E anche per dare inizio al nuovo anno pastorale, durante il quale saranno ricordati gli ottocento anni della morte di San Francesco d’Assisi. Un’esperienza attraverso la quale la comunità intraprende un percorso che coniuga ambiente, giustizia sociale, pace e solidarietà. Come sottolinea frate Massimo Corallo, Guardiano del convento dei Frati Minori, del quale è anche parroco.

Fra Massimo Corallo
Fra Massimo Corallo

Un centinaio di famiglie, circa trecento persone d’ogni età, hanno aderito alla proposta di immersione nella natura, che ha avuto come momento centrale la celebrazione eucaristica all’ombra del bosco di pini larici svettanti da suscitare pensieri d’infinito. A seguire, una visita guidata tra sentieri variegati, in cui la vegetazione rinnova il proprio ciclo riproduttivo sui terreni violati da secolari colate laviche. Ove tuttavia sono ancora evidenti le tracce delle attività umane tra gli antichi casolari.

La cura del creato è anche amore per la vitaEscursione sui sentieri

Attraverso questo cammino, i partecipanti hanno potuto sperimentare e interiorizzare quell’amore per la natura e il Creato che è anche amore per la vita, per sé stessi e per gli altri. Un amore inteso anche come antidoto alle azioni perpetrate da quanti sono mossi solo dalla logica del profitto. E riconoscersi nella grandezza del Creato non può che aiutarci a recuperare la nostra identità, contro qualsiasi tentativo di ridurci a masse informi e senz’anima.

Non un’iniziativa ecologica in senso stretto, dunque, ma un’esperienza di quella che Papa Francesco ha definito “ecologia integrale”, in cui la sensibilità ai temi ambientali si intesse con i temi della giustizia e della pace. Ecco perché l’espressione “cura del Creato” è stata usata sin dai primi documenti ufficiali per indicare quella che potremmo definire una visione unitaria di ambiente-giustizia-pace.
>Perché i cristiani non sono soltanto degli ecologisti tout court, ma abitano la “casa comune” come un luogo in cui poter costruire le relazioni tra sé stessi e con tutte le creature, riscoprendo quel francescano concetto di “fraternità” che si realizza attraverso una reciprocità che conferisce un valore speciale alle relazioni. Come si evince anche dalle testimonianze seguenti di alcuni partecipanti.

Le testimonianze

Fra’ Massimo: «Contemplare la magnificenza del Creato, custodirlo e curarlo, avere la capacità di dire “grazie” al suo Creatore, salva la vita. Non soltanto ci fa stare bene, ma ci salva. Questo accade anche tra noi: quando si fa qualcosa di buono per gli altri e ci si sente dire “grazie”, il cuore si riempie. Perché ci rendiamo conto che, quel poco o tanto che si è fatto, è servito a qualcuno ed è stato apprezzato.

Si ringrazia con la vita, non con le parole. Allora occorre imparare a dire “grazie”, ma davvero, guardando Gesù negli occhi e dicendogli: “io voglio ringraziarti, così come sono, così come posso, e voglio imparare a farlo con gli altri”. Perché “grazie” è una parola che guarisce e che salva».

Cinzia: «Abbiamo celebrato la magnificenza della natura, lasciandoci avvolgere dal fitto bosco e percorrendo insieme un unico sentiero. Quando si cammina con qualcuno accanto non ci si sente soli. Di fronte a tanta ricchezza della natura, non ho che parole di riconoscenza per quanto abbiamo ricevuto a titolo gratuito e di cui dobbiamo aver cura.Messa nel bosco

Dire “grazie” fa stare bene chi dona e chi riceve, come ha sottolineato frate Massimo nell’omelia. Dunque, grazie al Signore per la bellezza del Creato, grazie a tutti coloro che mi sono stati vicini e mi hanno generosamente offerto il loro aiuto. E grazie a tutte le persone che incrociano il mio cammino donandomi un sorriso».

Antonella: «L’esperienza comunitaria mi ha permesso di ricevere tanti doni dal Signore.  Quando sono stanca, anche se sono a pezzi, sento il bisogno di dimostrargli la mia gratitudine. È difficile esprimerla, e allora gli offro i miei piccoli sacrifici, nella fatica e nel lavoro. Cercando di essere umile e accostandomi al prossimo con misericordia».

Claudio: «Un’esperienza bellissima, fuori dall’usuale per noi che viviamo in città, oltre che piena di emozioni. Ce ne vorrebbero tante altre, per dare un significato che va oltre l’immersione nella natura. Noi cittadini non siamo più abituati a contemplare l’ambiente che ci circonda, che non offre soltanto un paesaggio stupendo, ma ci fa scoprire l’essenza delle cose».

Elettra: «La mia impressione è bellissima. Stando nel bosco e osservando la verticalità degli alberi, si avvertono nello stesso tempo il contatto con la natura e il contatto con una dimensione più spirituale. È come sentirsi spinti verso l’alto. Inoltre, quando si è accompagnati da una guida, si apprezzano tante cose di cui altrimenti non ci accorgeremmo e che invece meritano la giusta attenzione».

Maria Grazia: «L’immersione nella natura ci mette a contatto con sé stessi. Una buona guida è utile perché, illustrando i vari aspetti di tutto quanto è attorno a noi, ci permette di apprezzare meglio l’opera del Creato».

Claudia: «Le mie emozioni sono di meraviglia e di stupore per le cose piccole e le cose belle che purtroppo non possiamo vedere tutti i giorni. A volte ce ne dimentichiamo, ma vivere questa esperienza di meraviglia e di stupore accresce la nostra lode a Dio perché ha fatto così bello tutto ciò che porto nel cuore.

Ringrazio Fra’ Massimo e la comunità parrocchiale che ci consente questi momenti di fraternità in cui possiamo conoscerci un pochino di più tra noi. È stata una giornata meravigliosa perché immersi nella natura comprendiamo come il massaggio di San Francesco infonda fiducia e speranza».

Giuseppe: «È stata per me una giornata che definirei “evasiva” rispetto a tutto quel che c’è oggi nel mondo. Non solo rilassante, ma anche ricca di spunti su cui riflettere».

Gabriella: «A parte la bellezza dei luoghi visitati, valorizzati dalla guida, abbiamo trascorso momenti di fraternità e di comunione».

Nunzia: «Le uscite fuori città ci permettono di riunirci e conoscerci veramente. Nascono belle amicizie. E se ciò avviene per celebrare qualcosa di vitale importanza come la cura del Creato, tutto è più bello e assume valore».


Paolo Amato