La cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico nell’ateneo catanese ha assunto una solenne foggia nella storica aula “Santo Mazzarino”, sita all’interno del Monastero dei Benedettini di Catania.
Il rettore, prof. Enrico Foti, nella sua relazione d’ouverture dell’anno accademico corrente, ha proposto una riflessione sulle sfide climatiche e sul ruolo dell’Ateneo, delineandone la funzione strategica come motore di sviluppo economico e culturale della Sicilia. Si segnala la presenza dell’ambasciatrice Mariangela Zapppia.
Secondo la reiterata memoria dei ‘costumi accademici’, giunta sino alle soglie del 2026, la cerimonia ha riproposto lo storico “Corteo”, che si è disposto, nella “Sala Vaccarini”.
Il Corteo era composto da delegazioni afferenti ai Dipartimenti universitari, alle Strutture didattiche d’Ateneo. In più, si rammenta la presenza all’evento del Senato Accademico, della prorettrice prof.ssa Lina Scalisi, nonché di rettori e rettrici ospiti, provenienti da altri illustri atenei, intervenuti alla cerimonia.
Solenne cerimonia augurale dell’anno accademico 
Nella mattinata dello scorso 13 febbraio, si è svolta la cerimonia del 591° anno accademico. Data che segna, invero, l’avvio delle lezioni dell’anno 2025/2026, rievocando gesti e simboli che ripercorrono la memoria rappresentativa dell’Ateneo catanese. Per l’evenienza, alla tramandata visione storica, si è affiancata una narrazione corrente, inerente a prospettive di sviluppo della ricerca e della didattica in ambito internazionale, nel contesto delle rapide trasformazioni tecnologiche contemporanee.
Il corteo rievocativo delle autorità accademiche si è costituito nella antica “Sala Vaccarini”, luogo ameno che ospita il patrimonio libraio dei “monaci benedettini cassinesi”. Riguardo alla storica Libreria, si menziona sia il prezioso pavimento di maioliche del XVIII secolo, sia gli affreschi allegorici, ritraenti le “Virtù”, le “Arti”, e le “Scienze”.
Primo corteo accademico
In realtà, è stata preordinata più di una entrée, recante la denominazione di corteo. Inizialmente, il primo dei cortei ha visto l’ingresso nell’aula Mazzarino delle delegazioni dipartimentali dell’intera Università etnea. Dall’area umanistica, a quella medica a quella scientifica. Si è trattato di delegazioni composte da una rappresentanza del personale docente, tecnico-amministrativo e studentesco. Al corteo, si sono unite le Strutture didattiche speciali, afferenti all’Università di Catania, di Siracusa e Ragusa e la Scuola Superiore di Catania.
Secondo Corteo, guidato dalla prorettrice di Catania, prof.ssa Lina Scalisi
Il secondo corteo è stato guidato dalla prorettrice dell’Università di Catania, prof.ssa Lina Scalisi. Dopo il suo ingresso, è seguita la sfilata di rettori e rettrici di altri atenei intervenuti alla cerimonia inaugurale del consesso accademico.
I Rettori ospiti

Ampia registrazione di partecipazioni si attesta all’evento inaugurativo di Catania. Si menziona, pertanto, la presenza del rettore dell’Università degli Studi di Palermo, prof. Massimo Midiri. Segue la prorettrice dell’Università degli studi di Bergamo, prof.ssa Piera Molinelli e il rettore dell’Università Kore di Enna, prof. Paolo Scollo.
Si ricorda, ancora, il rettore Humanitas University, prof. Luigi Maria Terracciano e il prof. Umberto Romeo, delegato della rettrice della Sapienza Università di Roma, prof.ssa Antonella Polimeni.
Tra i professori delegati dai rispettivi rettori accademici, si cita il prof. Giovanni Battista (Lumsa Roma); il prof. Vincenzo Palmeri (Università Mediterranea di Reggio Calabria); il prof. Gian Paolo Ussia (Università Campus Bio-Medico di Roma).
Il terzo corteo e l’ingresso del magnifico rettore di Catania, prof. Enrico Foti
Dulcis in fundo, a chiusura della sequenza dei cortei, si rammenta l’ingresso della figura cattedratica del magnifico rettore di Catania, il prof. Enrico Foti, seguito dal Senato Accademico e dal direttore generale dell’Università etnea.
Nel corso della seduta plenaria, si sono susseguite le relazioni del rettore, prof. Enrico Foti e del direttore generale del Consiglio di Amministrazione, dott. Corrado Spinella.
Per la componente studentesca, sono intervenuti Gaia Castro, rappresentante al Senato accademico, e Francesco Pezzillo, rappresentante nel Consiglio di amministrazione.
Ospite d’onore l’ambasciatrice Mariangela Zappia, presidente Ispi
Tra gli autorevoli ospiti, si ricorda la presenza all’evento dell’ambasciatrice Mariangela Zappia, presidente Ispi – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale. Personalità di rilievo nell’ambito della diplomazia italiana nel mondo. È la prima donna a ricoprire il ruolo di ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti d’America.
Per l’evenienza, l’ambasciatrice Zappia ha illustrato una illuminante lectio magistralis, dal titolo: “Frammentazione: un destino inevitabile o una scelta?”.
Nel corso dell’intervento, si è soffermata sul ruolo della “Sicilia, quale ponte fra culture, continenti e storie millenarie”, per segnalare il valore simbolico del ritorno “in uno dei luoghi più straordinari del patrimonio storico e culturale della città e dell’Ateneo”.
Le linee guida e le keyword accademiche del rettore Foti

In un tempo asettico come quello coevo, il rettore Foti manifesta un profilo vibrante, delineante un periplo di emozioni. Egli parla di “sguardi rivolti al futuro, di consapevolezza, di viaggio dell’ascolto, di sapere abitato” nell’aula Santo Mazzarino – antico refettorio del Monastero benedettino di San Nicolò l’Arena, oggi cuore pulsante del Dipartimento di Scienze Umanistiche. Si tracciano così le linee programmatiche, unitamente alle keyword, che orientano il corpus dell’intera attività accademica. Nel suo centro, l’Ateneo catanese si proietta verso l’internazionalizzazione e il rafforzamento delle competenze scientifiche e formative. L’obiettivo è di consolidare il ruolo dell’Accademia nel panorama nazionale e internazionale.
Nel corso della sua empatica prolusione, il rettore accenna a una visione condivisibile di crescita dell’Ateneo. Nello specifico, ha palesato che «L’università cresce davvero solo quando riesce a tenere insieme persone, competenze, responsabilità e fiducia».
A suo avviso, «solo attraverso il senso della comunità si potrà andare più lontano e più velocemente di quanto sia possibile farlo da soli». Nel suo intervento sottolinea che ha intrapreso, sin dall’inizio del mandato, un «autentico viaggio dell’ascolto, incontrando – all’uopo – la comunità accademica, anche in occasioni di assemblee ampiamente partecipate. Raccogliendo sia senso di appartenenza, sia condivisione nell’idea protesa a restituire a UniCt un ruolo da primo attore».
Dalle parole del suo intervento emerge inoltre la volontà di instaurare un dialogo diretto con la comunità studentesca: «Scegliere di proseguire gli studi in un Ateneo come il nostro non significa soltanto investire nella propria formazione, ma cogliere l’occasione di costruire una cittadinanza attiva, critica e consapevole. In un tempo di mutamenti rapidi e profondi, l’Università è il luogo in cui il talento diventa competenza. E in cui ciascuno può imparare a non essere semplice spettatore del cambiamento, ma protagonista della propria crescita professionale e umana».
Il rettore: tenere insieme visione e azione, quale acceleratore di sviluppo
Tra i passaggi più significativi del suo intervento, il rettore Foti ha sottolineato la necessità di «essere interlocutori autorevoli, mettendo le migliori competenze scientifiche al servizio delle decisioni pubbliche in materia di sostenibilità, salvaguardia e innovazione».
Ha inoltre evidenziato l’importanza di «rimuovere gli ostacoli burocratici che rallentano il cammino» delle buone pratiche, creando al tempo stesso le condizioni per attrarre risorse e talenti.
Nel delineare le prospettive future dell’Ateneo, il rettore ha richiamato l’esigenza di «individuare rotte chiare e costruire team capaci di raggiungere obiettivi ambiziosi». Ha ribadito infine come sia fondamentale «tenere insieme visione e azione», elementi che rappresentano «il più potente acceleratore di sviluppo».

Il rettore, si è anche soffermato sull’esigenza di «leggere con intelligenza i segnali dell’economia», per coglierne le opportunità e trasformarle in strategie capaci di coniugare innovazione tecnologica e visione contemporanea. Necesse est indossare la lente del dinamismo, per una più accurata rilettura degli scenari legati alla realtà siciliana e una visione dimensionale prospettica sopranazionale.
Foti ha poi sottolineato quanto sia importante riconoscere le fragilità del sistema e trasformarle, attraverso un’azione resiliente, in punti di forza e occasioni di crescita. Secondo tale dinamica, occorre individuare nuove opportunità, per sostenere lo sviluppo economico e sociale del territorio. In tale scenario, l’Università si accinge a divenire moltiplicatore di sviluppo: uno spazio di dialogo continuo tra sapere, impresa e istituzioni, orientato alla competitività e all’innovazione.
Il debutto della Fondazione Siciliae Studium Generale 1434
In chiosa, il rettore ha ufficializzato la nascita della Fondazione Siciliae Studium Generale 1434, alla quale hanno già aderito 19 imprese. La presidenza del Consiglio di amministrazione è affidata a Elita Schillaci, chiamata a guidare il progetto del «patto operativo con il territorio», volto a rafforzare la collaborazione tra Università, imprese e realtà locali.
La lectio magistralis dell’ambasciatrice Mariangela Zappia
«Una preziosa opportunità di dialogo con una comunità di studiosi e di giovani che guardano al futuro». Con queste parole, si è aperta la lectio magistralis dell’ambasciatrice Mariangela Zappia, presidente dell’Ispi – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, ospite d’onore dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Catania.

«Il quesito che ho scelto come titolo della mia riflessione: Frammentazione: un destino inevitabile o una scelta? ci pone di fronte a un dilemma che riguarda tutti noi», ha spiegato l’ambasciatrice. Ha invero evidenziato come l’attuale fase storica sia segnata da un ordine globale, messo in discussione e attraversato da profonde linee di frattura. «Parliamo da una terra da sempre crocevia di civiltà: il Mediterraneo non è soltanto un mare, ma un’idea. E la Sicilia non è solo un’isola, bensì un ponte tra continenti, culture e storie millenarie».
Zappia ha poi osservato come il mondo appaia oggi sempre più chiuso e frammentato, con tensioni che attraversano economia, politica, società e relazioni internazionali. «Fratture che – ha sottolineato – non nascono per caso, ma derivano da dinamiche e scelte collettive, comprese quelle espresse dai cittadini nelle democrazie attraverso il voto».
Nel prosieguo dell’intervento, ha richiamato la necessità di affrontare le challenge odierne attraverso nuovi equilibri, senza rinunciare alla cooperazione globale. «Dobbiamo migliorare gli organismi internazionali, renderli più efficaci e inclusivi, capaci di affrontare rischi condivisi. Dalla salute globale ai cambiamenti climatici, dall’insicurezza economica alle tensioni sociali, fino alle grandi sfide poste dall’innovazione tecnologica».
In questa prospettiva, la globalizzazione non rappresenta un concetto astratto, bensì «il flusso di idee, persone, beni e conoscenze che ha reso il mondo più interconnesso, una vera casa politica e civile».
Nel messaggio conclusivo, rivolto direttamente agli studenti, l’ambasciatrice ha invitato i giovani a essere protagonisti del cambiamento. «Non siate spettatori passivi di fronte a queste trasformazioni epocali. Comprendetele, studiatele e partecipate al loro governo. Siate attori consapevoli del cambiamento. Non perché sia facile, ma perché è necessario; non perché sia comodo, ma perché è giusto».
Luisa Trovato
