Si stima che oltre 90 Paesi siano coinvolti in conflitti di varia intensità, molti dei quali sono guerre civili o rivolte, con implicazioni umanitarie globali, tali da incidere nelle scelte dei cittadini che temono per la sicurezza nel Mondo.
La guerra in Medio Oriente (conflitto in Iran) sta provocando un significativo aumento dei prezzi di benzina e diesel a livello mondiale a causa delle tensioni sullo stretto di Hormuz. E il petrolio subisce forti rialzi. In Italia, i prezzi sono cresciuti enormemente, con rincari medi fino al 4,5% nei primi 10 giorni di conflitto. Ma nel frattempo la Pasqua è alle porte e, nonostante la situazione particolare che si avverte nell’aria, sono previsti notevoli spostamenti in occasione delle festività.
Durante il periodo di Pasqua l’Italia regala tantissime opportunità per viaggiare e vivere esperienze diverse. Si può scegliere di scoprire un piccolo borgo ricco di storia, visitare luoghi poco conosciuti ma straordinari. Oppure approfittare delle prime giornate miti per rilassarsi su un’isola.
Rincari a Pasqua
Quest’anno la Pasqua cadrà tra il 31 marzo e il 6 aprile e, sulla base di quanto specificato prima, meglio restare in Italia. Poi, se tra le varie mete italiane, si preferisce la Sicilia, punta di diamante del Mediterraneo, per il clima e per arte culinaria con territori di sogno, ben venga!

In Sicilia, città come Trapani ed Enna organizzano processioni spettacolari che attirano visitatori da ogni parte, grazie a tradizioni che rendono il viaggio ancora più stimolante e coinvolgente.
A Catania, la Sac prevede quest’anno 296.000 passeggeri (+8,6%) e 1.788 movimenti aeromobili (+7,3%) per l’Aeroporto di Catania, con traffico internazionale in forte aumento.
La Sicilia riesce a regalare emozioni in ogni sua occasione ed in qualsiasi periodo dell’anno. E offre un connubio unico di riti religiosi secolari, tradizioni popolari con la bellezza della primavera siciliana. Le mete principali per vivere questa atmosfera spaziano dai riti della Settimana Santa nella Sicilia occidentale e centrale, alle bellezze barocche ed escursioni naturalistiche.
Ma alle bellezze da visitare, alle ricchezze culinarie che offre l’isola, si contrappone il settore dolente dei trasporti che, sulle tratte più richieste dei voli nazionali, fanno segnare cifre da capogiro.
Rincari / Tariffe aeree alle stelle
Per chi vuole tornare a casa dal Nord al Sud, o semplicemente trascorrere qualche giorno in famiglia, il prezzo del biglietto può trasformarsi in una punizione senza precedenti.
Secondo una stima e il monitoraggio dalle associazioni dei consumatori, a due settimane dalla Pasqua le tariffe risultano essere già molto elevate. Ad esempio, per partire venerdì 3 aprile e rientrare martedì 7 aprile servono almeno 418 euro sulla tratta Genova-Catania. Da Milano a Crotone si parte da 343 euro. Da Roma a Reggio Calabria si arriva a 324 euro, mentre da Milano per la stessa destinazione si spendono oltre 300 euro.
Per raggiungere Catania da Torino oltre 320 euro, quasi 300 per Verona-Catania, 290 euro per Milano-Catania, 282 euro per Verona-Palermo. Un settore quindi che colpisce duramente soprattutto chi vive lontano dalla propria città d’origine. E in questa fascia, gran parte sono studenti, lavoratori fuorisede, famiglie spezzate fra Nord e Sud. Persone che non partono per vacanza ma per necessità affettiva.
Il caro voli di Pasqua è un problema sociale che trasforma il diritto di tornare a casa in un lusso per chi deve rientrare necessariamente.
I rincari generali a Pasqua penalizzano chi non può permettersi di comprare

È il solito effetto domino che parte da crisi internazionali, tensioni geopolitiche, assetti del traffico aereo e arriva dritto, senza passaggi intermedi di misericordia, sul prezzo del biglietto che compare online mentre si cerca di organizzare quattro giorni di festa.
In tutto questo, il paradosso è che la Pasqua, festa per definizione legata al ritorno, alla condivisione e alla riunione familiare, finisce ogni anno per selezionare chi può permettersela e chi no. Non nel senso religioso, ma in quello molto concreto del portafoglio. C’è chi comprerà le uova senza guardare il cartellino e prenoterà un volo da 400 euro senza battere ciglio. E poi c’è un’Italia molto più larga che farà i conti, confronterà, rinuncerà a una colomba migliore, taglierà un regalo ai bambini. Spererà in una promozione dell’ultimo minuto o sceglierà semplicemente di non partire.
Si prende atto, ci si lamenta, si sbuffa ma, alla fine, per necessità, si paga oppure si resta a casa.
Giusy Giacone
