Noto / Mare Nostrum, il progetto fotografico di Giovanni Ruggeri

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“Mare Nostrum” è la mostra fotografica gratuita di Giovanni Ruggeri, che verrà inaugurata a Noto domenica 24 maggio alle ore 11. Il nuovo progetto, ospitato presso i Bassi di Palazzo Ducezio a Noto, racconta l’isola non come luogo, ma come condizione dell’anima.

Il progetto è curato da Valentina Capizzi, tecnico dell’arte e presidente dell’Associazione #donnevietatomorire, a sostegno della lotta contro la violenza di genere. Il progetto è patrocinato dall’amministrazione comunale di Noto e nasce con l’obiettivo di mostrare il legame tra i siciliani e il mare. Permette ai visitatori di effettuare un vero e proprio viaggio in luoghi che non si possono spiegare. Si configura come un’esperienza visiva e interiore che invita il pubblico a rallentare e a immergersi in una riflessione profonda su questo rapporto.

L’impegno culturale di Donnevietatomorire a Noto

L’evento segna un nuovo importante capitolo nella programmazione culturale del Comune di Noto curata da Valentina Capizzi. “Mare Nostrum” si pone infatti in ideale continuità con il percorso di sensibilizzazione già tracciato dalla curatrice con la prima parte del progetto “Donnevietatomorire” a Noto. L’installazione itinerante contro la violenza sulle donne che ha scosso le coscienze dei visitatori nel mese di marzo e che continuerà fino a luglio. In quella prima tappa l’attenzione era posta sulla forza e sulla dignità femminile nelle conquiste di genere. Oggi, e fino al 7 giugno 2026, “Mare Nostrum” sposta la riflessione sulla forza dell’identità e del legame con il territorio siciliano.

Mare Nostrum a Noto / Il mare come memoria e destino

“Mare Nostrum” è una “ferita luminosa aperta sul confine tra la terra e l’acqua” spiega Valentina Capizzi. Per Ruggeri, le coste siciliane non sono un paesaggio da cartolina, ma il primo vero racconto dell’isola. Il fotografo mostra scogliere che si spezzano nel vento e approdi che hanno visto passare più vite di quante la storia possa ricordare. In questa narrazione, il mare si fa memoria. È l’elemento che porta e che toglie, “una lingua antica che ripete nomi dimenticati”.

mare nostrum noto locandinaA chi arriva da lontano cercando una definizione dei siciliani, “la mostra non offre risposte, ma un’eco” aggiunge Valentina Capizzi. Mare Nostrum è stato pensato come un dialogo silenzioso tra chi guarda e chi è guardato. Perché l’identità isolana è un “un sale sottile sulla pelle, un richiamo che non si placa”.

Mare Nostrum / Le donne e gli uomini siciliani

Cuore della mostra fotografica sono anche le figure umane, che incarnano la complessità di questa terra. Spiccano le donne, descritte come “tenacia incarnata“. Non una forza declamata, “ma quella che si consuma e si rinnova ogni giorno, come il mare contro la roccia”. Sono donne che tengono insieme ciò che si rompe, che sanno “fare casa con quello che resta: vento, attesa, ricordi che non si lasciano dire”.

Accanto a loro, gli uomini, figli di partenze e di ritorni, portatori di una storia fatta di orgoglio e nostalgia. “Non sono facili da comprendere, perché vivono nella contraddizione: duri e vulnerabili, chiusi e profondamente aperti, come un porto nelle ore di tempesta” aggiunge la curatrice della mostra.

Un invito a restare

L’opera di Giovanni Ruggeri non vuole spiegare i siciliani, ma “lasciarli accadere” davanti agli occhi del visitatore. Attraverso un linguaggio visivo essenziale, l’autore chiede al pubblico di fermarsi, di rallentare, di restare abbastanza a lungo da sentire il ritmo delle onde dentro il proprio corpo. La Sicilia di “Mare Nostrum” si rivela così per quello che è: “una resistenza gentile e ostinata, una fedeltà alla terra che non ha bisogno di proclami”.

Sabrina Levatino