Bicentenario autonomia / Un decreto di Francesco I di Borbone costituì il comune di Zafferana Etnea

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Quest’anno Zafferana Etnea, cittadina alle pendici dell’Etna, festeggia il bicentenario di autonomia politica-amministrativa. Una realtà vivace, resiliente, che ha dimostrato nel corso degli anni di essere un importante centro economico, turistico e culturale. Ripercorriamo dalle origini della sua indipendenza territoriale, le tappe principali che lo hanno portato a diventare un centro dinamico e produttivo.

In un decreto di Francesco I di Borbone del 21 settembre 1826 si legge che i “ quartieri nella Valle di Catania, Zafarana Etnea, Sarro, Rocca d’Api, Bongiardo e Pisano facciano un Comune particolare col nome di Zafarana Etnea, restando perciò separati Zafarana Etnea, Sarro, Rocca d’Api e la parte occidentale di Bongiardo e Pisano dalla Comune di Trecastagne, e la parte orientale di Bongiardo e Pisano dal Comune di Aci SS. Antonio e Filippo”.
Nel 1828, attraverso un rescritto regio,  fissati i confini territoriali, si stabiliscono tutte le autorità della civile amministrazione. Nel 1831, è sindaco Salvatore Bonanno. Nello stesso anno si include nel territorio di Zafferana la borgata di Fleri. Intanto, nel periodo compreso fra il 1830 e il 1852, si realizzano delle opere di primaria importanza. Quali la costruzione del nuovo Cimitero (1836), la costruzione di una conduttura di terracotta che portava l’acqua dalla Valle San Giacomo al centro del paese, per risolvere il problema dell’approvvigionamento idrico.

Bicentenario autonomia / Il territorio di Zafferana sotto la continua minaccia di eruzioni e terremoti

Chiesa Madre Zafferana
La chiesa Madre

Nell’agosto del 1852,  un’imponente eruzione minacciava l’intero territorio. Il 25 agosto del 1852, la lava era già arrivata alla Portella di Calanna e, dopo alcuni giorni, sboccava nella Valle di San Giacomo, distruggendo campi e vigneti e facendo atterrire tutti gli abitanti che incominciarono velocemente ad evacuare il paese. Miracolosamente, ancora una volta, la cittadina etnea fu risparmiata dalla colata lavica.

Nell’agosto del 1894, uno sciame sismico, interessò la parte sud-orientale dell’Etna e le scosse provocarono ingenti danni e la morte di 13 persone nella zona fra Fleri e Pisano Etneo. Fra il 1900 e 1907, si realizzarono le seguenti opere pubbliche: si iniziò la costruzione del Palazzo di Città, e costruito l’impianto di pubblica illuminazione (1905). Si ampliò la piazza Umberto (1907). Nel 1922, inizia la pavimentazione in pietra lavica delle vie principali del paese. Nel 1951 la borgata di Petrulli viene annessa al Comune di Zafferana.
Risale al 1956 la comparsa della prima rete di telefonia nel territorio comunale.

Altri fenomeni calamitosi interessarono in questi anni il territorio di Zafferana. Fra questi, occorre menzionare il terremoto del 19 marzo del 1952 che provocò molti danni nella zona compresa fra Zafferana, Santa Venerina ed Acireale. La sequenza sismica del 19 e 25 ottobre del 1984 che interessò il territorio della cittadina etnea, provocando una vittima e semidistruggendo la frazione di Fleri. L’eruzione dell’Etna del 1991/1993 le cui colate laviche minacciarono il centro etneo ma, miracolosamente il fronte lavico si arrestò nella zona del Piano dell’Acqua. Le sequenze sismiche dell’ottobre del 2002 e quella del 26 dicembre del 2018.

Trecastagni piazza Belvedere
Piazza Belvedere

Zafferana diviene un importante centro di cultura e villeggiatura 

Nel dopoguerra, la cittadina etnea divenne un importante luogo di villeggiatura. infatti moltissimi catanesi e acesi nel periodo estivo venivano a villeggiare a Zafferana contribuendo alla crescita economica e turistica del paese etneo.
Furono ideate delle manifestazioni che attribuirono alla cittadina etnea l’appellativo di“ Taormina dell’Etna”. Fra questi eventi, citiamo la grande “Estate Zafferanese”, il “Polifemo d’Argento – Premio alla Sicilianità”, il “Premio Vitaliano Brancati”, l’”Ottobrata Zafferanese”, la  “Festa di Primavera“.
Recente è l’istituzione del “Premio Sciuti” dedicato al pittore Giuseppe Sciuti, nativo di Zafferana. Inoltre nella cittadina etnea si svolge la “ Festa del Libro“, importante appuntamento culturale organizzato dall’Associazione Calicanto in collaborazione col Comune.

 

Giuseppe Russo