Lo scorso 23 giugno, Monsignor Salvatore Gristina, Arcivescovo-Metropolita Emerito di Catania, ha tagliato il traguardo degli ottanta anni. Di questo lungo arco di tempo, che lo ha visto impegnato in diversi ambiti di servizio nella Chiesa: Nunziature Apostoliche, Parrocchia, Vicario generale, Vescovo Ausiliare e, infine, vescovo residenziale, mi piace ricordare che solo tre anni e tre mesi (ahimè pochi) li ha spesi a servizio della Chiesa di Acireale.
Egli succedette a Mons. Giuseppe Malandrino, che nel 1998 era stato trasferito a Noto. Fu nominato Vescovo di Acireale, da San Giovanni Paolo II, il 23 gennaio 1999 e prese possesso della Diocesi il 20 marzo 1999, fu trasferito a Catania il 7 giugno 2002.
La presenza di Monsignor Salvatore Gristina ad Acireale
Tre anni e tre mesi sono stati veramente pochi, ma hanno segnato positivamente la vita diocesana.
- L’attenzione particolare – ma non esclusiva – al presbiterio ha permesso di instaurare un bel rapporto improntato sulla reciproca fiducia. L’attenzione al Seminario, la frequente presenza all’OASI “Maria SS.ma Assunta” di Aci S. Antonio – per esprimere gratitudine ai sacerdoti anziani e ammalati -, le giornate di fraternità, i ritiri spirituali e gli incontri di aggiornamento, hanno cimentato, nel tempo, la comunione con il vescovo. Congedandosi dal Presbiterio, nell’ottobre del 2002, concludeva il suo discorso con queste lapidarie parole che mi sono rimaste nel cuore: “ricordatemi come il Vescovo che vi ha voluto bene”. E nessuno poteva negare quanto fossero vere!
- In un tempo in cui la parola “sinodalità” era bel lontana dal lessico ecclesiale, Monsignor Gristina l’ha attuata nell’ascolto attento della comunità diocesana, attraverso quegli organismi di partecipazione, consiglio presbiterale e pastorale, in cui giungevano le attese e le istanze dell’intera Diocesi. Celebrando il Giubileo del 2000 volle incontrare, nelle diverse celebrazioni giubilari (ben 62!) tutte le realtà ecclesiali, per conoscere più approfonditamente quanti operavano a servizio del Regno. Dalla celebrazione del Giubileo sono poi scaturite le indicazioni pastorali, frutto dell’apporto dei vari uffici pastorali e degli organismi, per un cammino unitario.
- L’amore sincero alla Chiesa diocesana. Nell’allocuzione di apertura del Convegno pastorale diocesano del 2001 egli amò definire la Chiesa di Acireale “una Chiesa veramente bella”. E si prometteva di rimanere in essa per continuare a servirla ed amarla ogni giorno di più.
La nomina ad Arcivescovo Metropolita di Catania
Purtroppo, le nostre vie non sempre risultano essere le vie che il Signore ha tracciato per noi e, inaspettatamente, il 7 giugno del 2002, il santo padre Giovanni Paolo II lo nominava Arcivescovo Metropolita di Catania. Grande fu il rammarico della comunità diocesana, ma ancor di più il suo. È stato un atto di obbedienza che gli è costato veramente. In una cattedrale gremita il 25 luglio, vigilia della festa di santa Venera, egli si congedava dalla comunità diocesana. Mons. Rosario Di Bella, vicario generale, nel suo discorso di saluto richiamava le parole di Giobbe: “Il Signore ha dato, il Signore ha tolto” (Gb 1,21).
Salutiamo con gioia gli ottanta anni del venerato pastore. E a lui auguriamo di poter godere ancora, per tanti anni, di giorni sereni accompagnati e sorretti dalla grazia del Signore.
Ad multos annos, Eccellenza carissima.
Don Roberto Strano
