Gioco d’azzardo / In Sicilia spesi 16,2 miliardi di euro

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La Sicilia è tra le regioni in Italia che spendono di più in gioco d’azzardo. Infatti, le regioni con il maggior numero di conti attivi sono la Campania e la Lombardia con il 16,6% e il 13% del totale. Seguiti dalla Sicilia al terzo posto con 11,34% in cui si registrano 1.936.684 conti attivi per le giocate on line.

E’ stata presentata alle Camera dei deputati la “Relazione sul settore dei giochi pubblici”. Nella relazione presentata dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giorgetti, si evince come la Sicilia sia una delle regioni con il più alto numero di importi giocati presso i canali autorizzati. Ricordiamo che lo Stato gestisce tramite L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli il gioco autorizzato nei canali sia fisici quali ricevitorie, bar, tabacchi e sale bingo, sia on line.

Nell’ultimo anno in Sicilia si sono spesi 16,2 miliardi di euro nel gioco d’azzardo autorizzato. C’è da segnalare anche che vi è una grossa fetta di scommesse che non passano tramite i canali controllati dall’agenzia ma seguono altri canali non autorizzati, infatti in Italia società di ricerche di mercato come  Data Room Nexus stimano un ulteriore cifra pari a circa 20 miliardi di euro che viene giocata fuori dai canali ufficiali.

Gioco d’azzardo / I dati per provincia in Sicilia

Se analizziamo i dati scopriamo ovviamente che in città come Palermo e Catania data la loro popolosità si riscontrano le cifra di giocato più elevate pari rispettivamente a 4,5 miliardi di euro e 3,6 miliardi di euro. La provincia in cui si gioca di meno in numero assoluto è Enna con 394 milioni di euro di speso.

Se normalizziamo i dati per giocato pro-capite ponderandoli per il numero di abitanti i dati cambiano leggermente. Attestando al primo posto la provincia di Messina con 3.657 euro di giocate pro-capite. E’ seguita da Palermo con 3.615 euro di giocate e dalla provincia di Siracusa al terzo posto con 3.553  euro di giocate a testa. Considerando lo speso pro-capite la provincia di Catania si posiziona “solo” al quarto posto con 3.880 euro di giocate pro-capite, seguita dalla provincia di Ragusa 3.170 euro e Caltanissetta con 2.885 euro. Ultime in termini di speso pro-capite le provincie di Trapani con 2.754 euro, Agrigento 2.497 e Enna 2.274 euro.

Le slot machine

La relazione contiene il dato provinciale del totale giocato negli apparecchi tecnicamente chiamati AWP ed VTL, comunemente dette Slot machine. Analizzando i dati si nota come la provincia che è più affezionata a questa tipologia di gioco è Caltanissetta con 373 euro di giocato pro-capite e 90 milioni di euro totali. A seguire troviamo Ragusa 353 euro pro-capite e 113 milioni totali e Messina con 337 euro e 211 milioni di euro pro capite. Catania si posiziona al quarto posto con 285 euro di giocata pro-capite e 307 milioni di giocate totali. E’ seguita da Agrigento con 271 euro pro-capite e 118 milioni di euro totali. Agli ultimi posti troviamo le provincie di Trapani, Siracusa, Palermo ed Enna, rispettivamente con 261, 259, 258 e 160 euro di giocate pro capite.

Le contromosse della regione Sicilia

La regione Sicilia si è dotata di una Legge specifica, la Legge Regionale n. 24 del 21 ottobre 2020,“Norme per la prevenzione e il trattamento del disturbo da gioco d’azzardo”. Questa legge ha lo scopo di contrastare la diffusione del disturbo da gioco d’azzardo (DGA), tutelando le fasce più deboli della popolazione incentivando i processi di cura del disturbo specifico. Ha come cardine evitare la diffusione del gioco vicino ai luoghi definiti “sensibili”. Parliamo di scuole, luoghi di culto, strutture sanitarie ed ospedaliere, luoghi di aggregazione giovanile.

La legge dà ampia libertà ai Comuni di disciplinare tramite appositi regolamenti la materia sia nella programmazione che nella gestione delle fasce orarie di apertura. Inoltre si riconosce il ruolo delle aziende sanitarie locali e delle associazioni del terzo settore per la cura della ludopatia. Viene istituito l’Osservatorio regionale sul disturbo da gioco d’azzardo allo scopo di monitorare ed esprimere pareri sul fenomeno. La normativa promuove la sensibilizzazione delle comunità locali tramite progetti formativi mirati e soprattutto istituisce il cosiddetto distanziometro, ossia dei criteri di distanza minimi per l’istallazione dei punti di gioco rispetto ai punti sensibili evidenziati prima.

Purtroppo possiamo constatare come non tutti i Comuni Siciliani abbiano recepito la legge regionale a riguardo. E anche come i sindaci hanno sottovalutato il problema. Non ci risultano infatti adottati numerosi regolamenti specifici per il contrasto delle ludopatie da parte dei comuni Siciliani.

 Gianfranco Castro