Obiettivo, passione, Comunità, innovazione, apertura, impegno, i valori promossi da Chiamata Sicilia, associazione no-profit di oltre 100 giovani professionisti siciliani under 35 residenti in Sicilia, in altre regioni d’Italia o all’estero, uniti per una mission ben precisa: dare un futuro migliore alla propria Terra d’origine e promuovere lo sviluppo socioeconomico.
“Rispondi anche tu” è il loro motto: un invito a non rimanere indifferenti, a combattere attivamente per la crescita e lo sviluppo della Sicilia. Vediamo quali sono stati i temi affrontati nel corso degli ultimi eventi organizzati da Chiamata Sicilia, tenutisi ad Agrigento, a Marina di Ragusa e a Caltagirone, che mettono in evidenza l’impegno dell’associazione nel mettere in rete giovani, competenze ed esperienze, dentro e fuori dall’Isola.
Chiamata Sicilia e sviluppo futuro dell’Isola
Restare, Partire, Tornare! Quali prospettive per i giovani siciliani?
Ad Agrigento, nella splendida cornice della Valle dei Templi, lunedì 3 agosto sono stati affrontati i temi del futuro delle nuove generazioni, delle opportunità offerte dalla nostra Regione e del rapporto tra radici, mobilità e scelte professionali. Si può scegliere la Sicilia senza rinunciare ai propri sogni? È davvero necessario abbandonare la propria Terra, la propria famiglia, i propri amici per inseguire delle opportunità migliori? Sono queste alcune delle domande alle quali hanno risposto Angela Rancatore, Giacomo Minio, Gaetano Di Ballo e Marco Savatteri.
I giovani tendono a lasciare la Sicilia a causa della mancanza di lavoro stabile, dei bassi salari e della scarsa fiducia nel futuro economico dell’isola. Ogni anno migliaia di under 35, spesso con alti titoli di studio, partono verso il Centro-Nord o l’estero in cerca di opportunità adeguate. Anche quando si trova un’occupazione, prevalgono contratti deboli, tirocini poco retribuiti e paghe che non garantiscono l’autonomia. A partire sono soprattutto i laureati e i profili qualificati, perché il tessuto produttivo locale fatica a valorizzare le competenze avanzate, innescando così il fenomeno della fuga dei cervelli.
Sulla base di questi fattori, il team di Chiamata Sicilia lavora con dedizione per valorizzare il potenziale umano e culturale dei giovani siciliani, affinché chiunque, a prescindere da dove si trovi, possa dare il proprio contributo per far crescere la Sicilia attraverso il proprio impegno, le proprie competenze e la propria rete di relazioni.
STEM, giovani e networking
A Marina di Ragusa, l’evento “STEM, giovani e networking” di sabato 8 agosto, ha dato spazio alle esperienze di due eccellenze del panorama ragusano: Giorgio Spadaro, co-founder di Safemate, imprenditore nel settore AI e Forbes Under 30, e Greta Cappello, PhD in Fisica Solare e prossima a lavorare per la NASA. L’incontro, moderato da Martina Minardi, ha accolto anche i saluti del sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì. Nel corso dell’evento, il presidente di Chiamata Sicilia, Carlo Giannone, ha invitato i presenti ad immaginare la Sicilia “non soltanto come terra di eccellenza agricola e turistica, ma anche come potenziale hub per la scienza, la tecnologia e la ricerca”.
La Sicilia, infatti, si sta affermando come un polo strategico nel Mediterraneo per la scienza, la tecnologia e la ricerca, grazie a importanti investimenti industriali, alla cooperazione tra università e alla posizione geografica centrale nelle reti di comunicazione digitali. Sono diversi gli esempi di eccellenze nell’ambito della ricerca scientifica: il centro per l’innovazione SAMOTHRACE a Catania e la forte presenza di ST Microelectronics rendono l’area etnea un leader europeo nel settore della microelettronica e nella scienza dei materiali; l’infrastruttura di ricerca KM3Net nel mar Ionio (al largo di Portopalo di Capopassero) gestita dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. O, ancora, la Fondazione Ri.MED e l’ISMETT a Palermo formano un avanguardia internazionale per la ricerca medica, la gestione sanitaria avanzata e la produzione di terapie innovative. Tutti esempi di come in Sicilia esistano idee e progetti innovativi, capaci di portare uno sviluppo sostenibile al territorio.
Un’unica tavolata, per tante storie da raccontare
A Caltagirone, infine, il 9 agosto “Un’unica tavolata – Tante storie da raccontare” ha riunito siciliani che vivono a Caltagirone, ma anche in altre province della Sicilia, e professionisti che oggi vivono e lavorano fuori dalla regione, con l’obiettivo di condividere storie, esperienze e punti di vista. Introducendo l’evento, il vicepresidente di Chiamata Sicilia, Bruno Salerno, ha sottolineato come “la rinascita della Sicilia debba partire dalla costruzione di una rete solida di persone, capace di mettere in connessione esperienze, competenze e percorsi differenti”. È così che una cena conviviale attorno ad una lunga tavolata diventa uno spazio di conoscenza, scambio e nuove relazioni.
Alessandro Puglisi
