Chiesa / Al Meeting di Rimini l’incontro su “Don Giussani, un dono per il presente”

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don Luigi Giussani

Mancano ormai pochi giorni all’inizio della 47a edizione del “Meeting per l’amicizia fra i popoli”, meglio conosciuto come Meeting di Rimini, in programma dal 21 al 26 agosto alla Fiera di Rimini (via Emilia 155).

Fra gli Incontri della nota kermesse promossa da Comunione e Liberazione, il cui tema quest’anno è tratto dall’ultimo verso del Paradiso di Dante L’amor che move il sole e l’altre stelle, segnaliamo quello di domenica 23 agosto, alle ore 13, dal titolo Don Giussani, un dono per il presente.
La rivista Tracce, mensile internazionale di Comunione e Liberazione, infatti, ha convocato all’Auditorium Intesa Sanpaolo (padiglione D3) tre dei maggiori conoscitori dell’esperienza di fede comunitaria nata dal carisma donato a don Luigi Giussani (1922-2005), per parlare della fase che si è aperta per il Movimento e per la Chiesa tutta a partire dalla chiusura, il 14 maggio 2026, della fase diocesana della causa di beatificazione del fondatore di CL.

Tre illustri relatori parleranno di don GiussaniSavorana, Vita di don Giussani

Sono mons. Ennio Apeciti, responsabile diocesano dell’Arcidiocesi di Milano per le cause dei santi e delegato arcivescovile per la causa di beatificazione di don Giussani. Davide Prosperi, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione. E Alberto Savorana, giornalista e autore della monumentale biografia Vita di don Giussani (Ed. Rizzoli, Milano 2014, pp. 1392). Essi parleranno quindi di come la prospettiva della beatificazione del fondatore di CL possa costituire l’occasione per prendere coscienza del valore della sua proposta di vita cristiana per tutta la Chiesa.

Il carisma del Gius, infatti, continua ad affascinare gli uomini e le donne di oggi, in ogni angolo del mondo. Come confermato dalla stessa cerimonia di chiusura della fase diocesana della causa di beatificazione del sacerdote lombardo. Fase celebrata il 14 maggio scorso dall’arcivescovo di Milano mons. Mario Enrico Delpini in una chiesa di Sant’Ambrogio stracolma di fedeli.
Al rito, oltre a rappresentanti delle istituzioni e alla postulatrice Chiara Minelli, hanno preso parte ben sei tra vescovi e arcivescovi. C’erano Andrea Bellandi (Salerno-Campagna-Acerno), Massimo Camisasca (emerito di Reggio Emilia-Guastalla), Ivan Maffeis (Perugia-Città della Pieve e consigliere spirituale della Fraternità di CL), Giovanni Paccosi (San Miniato), Corrado Sanguineti (Pavia) e Filippo Santoro (emerito di Taranto). Per questo il presidente di CL Davide Prosperi, a nome del Movimento, ha espresso in tale occasione «l’immensa gioia per questo ulteriore e fondamentale passo del percorso con cui la Chiesa riconosce la bontà della testimonianza di vita cristiana di don Giussani, per la Chiesa stessa e per il mondo».

In itinere il processo di beatificazione di don Giussani

ocandina Meeting di Rimini-2026
Locandina Meeting di Rimini

Tutti gli “incartamenti” del processo di beatificazione, aperto nel 2012, sono da alcuni mesi al vaglio del Dicastero delle cause dei santi in Vaticano. Secondo il consueto iter canonico, infatti, tre commissioni di storici, teologi e cardinali stanno valutando le virtù del fondatore di CL. Per poi lasciare al “giudizio di Dio”, con l’accertamento di un eventuale miracolo, e al Papa Leone XIV, la decisione di proclamare beato l’attuale servo di Dio don Luigi Giussani.

Ricordiamo che i funerali del sacerdote lombardo, ai quali hanno partecipato il 24 febbraio 2005 nel Duomo di Milano ben quarantamila persone, sono stati celebrati dall’allora cardinale Joseph Ratzinger che, da Pontefice, in un’udienza concessa il 24 marzo 2007 a membri di Comunione e Liberazione, ne ha esaltato il valore della testimonianza. Soprattutto per aver comunicato «la bellezza di essere cristiani in un’epoca in cui andava diffondendosi l’opinione che il cristianesimo fosse qualcosa di faticoso e di opprimente da vivere». A maggior ragione in un’epoca connotata dal pessimismo e dal nichilismo, quindi, il messaggio di don Giussani si conferma, per la Chiesa e per la società, un dono provvidenziale per il presente.

Giuseppe Brienza