Gaza / L’organizzazione umanitaria Natan porta solidarietà oltre il conflitto, per restare umani

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Gaza nuovo ospedale con attività per restare umani con solidarietà oltre il conflitto
Gaza nuovo ospedale con attività per restare umani con solidarietà oltre il conflitto

Restare umani, esprimendo solidarietà oltre il conflitto, rappresenta un imperativo etico che deve superare necessariamente le divisioni politiche e religiose. In questo senso, una parte della società israeliana continua a promuovere iniziative umanitarie rivolte anche alla popolazione palestinese. L’obiettivo è riconoscere che, al di là del conflitto, esistono persone e soprattutto bambini che hanno diritto a cure, istruzione, alimentazione e dignità. Un esempio significativo è rappresentato da NATAN Worldwide Disaster Relief, organizzazione umanitaria israeliana che da oltre vent’anni interviene nelle aree colpite da guerre, catastrofi naturali e crisi umanitarie. L’organizzazione prende il nome dall’attivista e pacifista israeliano Abie Nathan e riunisce più di 1.800 volontari, tra medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, dentisti e altri professionisti. Secondo l’organizzazione, NATAN opera in più di venti Paesi.

Organizzazione Natan / Restare umani: la solidarietà oltre il conflitto, una nuova clinica pediatrica a Gaza

Tra le iniziative più recenti di NATAN c’è la collaborazione con la Gaza Children’s Village, progetto fondato dal neurochirurgo e scienziato David Hasan. L’organizzazione sostiene la realizzazione di una nuova clinica pediatrica nel campo di al-Mawasi, nel sud della Striscia di Gaza.

La struttura dovrebbe iniziare le attività il 1° settembre 2026 e potrebbe arrivare a servire fino a 10.000 bambini. La clinica sarà gestita sul posto da medici e infermieri della Gaza Children’s Village, mentre NATAN fornirà attrezzature e supporto attraverso la telemedicina, mettendo in contatto il personale locale con medici israeliani. I servizi comprenderanno controlli preventivi, assistenza pediatrica di base, vaccinazioni, consulenze specialistiche e programmi di riabilitazione destinati ai bambini con disabilità. L’iniziativa vuole quindi rispondere non soltanto alle emergenze, ma anche alla necessità di costruire una forma di assistenza sanitaria più stabile.

Nuovo ospedale a Gaza per restare umani con solidarietà oltre il conflitto
Nuovo ospedale a Gaza per restare umani con solidarietà oltre il conflitto

Restare umani: la solidarietà oltre il conflitto, Gaza Children’s Village

La nuova clinica si inserisce all’interno di un progetto più ampio. La Gaza Children’s Village offre infatti ai bambini istruzione, pasti e sostegno in un contesto segnato da condizioni umanitarie estremamente difficili.

David Hasan sottolinea che i bambini hanno bisogno di un luogo in cui riunirsi e imparare, di un pasto quotidiano e di cure fisiche. La clinica rappresenta quindi il completamento di un sistema di assistenza che cerca di occuparsi contemporaneamente dell’educazione, dell’alimentazione, della salute e delle conseguenze psicologiche del trauma. Il progetto prevede inoltre un percorso educativo descritto dagli organizzatori come libero da messaggi d’odio. Questa scelta vuole mettere al centro la formazione dei bambini e la possibilità di costruire relazioni basate sulla conoscenza e non sulla contrapposizione.

Organizzazione Natan / Restare umani, per una solidarietà oltre il conflitto

A guidare il progetto per NATAN è Alice Miller, attuale amministratrice delegata dell’organizzazione. Miller è conosciuta in Israele anche per la storica causa che portò davanti alla Corte Suprema nel 1995 e contribuì ad aprire alle donne l’accesso al corso di pilotaggio dell’Aeronautica Militare israeliana.

La decisione di intervenire a Gaza non è stata semplice. Secondo Miller, alcuni ritenevano difficile prestare aiuto alla popolazione di Gaza mentre il conflitto continuava e molti israeliani erano impegnati nell’esercito. La sua posizione, però, parte da un principio fondamentale: i bambini che vivono in una zona di guerra non sono responsabili del conflitto e non devono essere considerati suoi partecipanti. Per Miller, l’aiuto umanitario non elimina le differenze politiche tra israeliani e palestinesi, ma dimostra che è possibile riconoscere nell’altro una persona che soffre. La solidarietà diventa quindi anche un modo per riaffermare un legame umano comune.

Gaza Children's Village per restare umani con solidarietà oltre il conflitto
Gaza Children’s Village per restare umani con solidarietà oltre il conflitto

Organizzazione Natan / Per restare umani, tramite la solidarietà oltre il conflitto: altri interventi

La clinica non rappresenta il primo intervento di NATAN a favore della popolazione di Gaza. Nel novembre 2025 l’organizzazione aveva avviato un programma per distribuire prodotti per l’igiene femminile a donne e ragazze palestinesi. Tra gli interventi sono stati previsti anche kit contenenti prodotti riutilizzabili e strumenti per affrontare problemi igienici diffusi nelle condizioni di sfollamento.

NATAN ha inoltre una lunga esperienza internazionale. Nel corso degli anni ha inviato squadre di professionisti in aree colpite da terremoti, alluvioni, uragani, guerre e altre emergenze. Il suo modello si basa sulla collaborazione con le comunità locali, cercando non soltanto di fornire assistenza immediata, ma anche di rafforzare le capacità sanitarie presenti sul territorio.

Restare umani: la solidarietà oltre il conflitto, una scelta che supera le divisioni

L’esperienza di NATAN mostra come, anche all’interno di un conflitto estremamente complesso, possano esistere iniziative fondate sulla solidarietà e sulla tutela della persona. Aiutare un bambino non significa necessariamente cancellare le differenze politiche, ma riconoscere che la sofferenza non dovrebbe dipendere dalla nazionalità, dalla religione o dal luogo di nascita.

La nuova clinica di al-Mawasi rappresenta proprio questa idea: un tentativo concreto di mettere la salute dei bambini al centro, attraverso la collaborazione tra professionisti israeliani, palestinesi e internazionali. In questo senso, l’azione umanitaria diventa anche un messaggio: persino durante una guerra è possibile scegliere di non perdere la propria umanità.

Andrea Maccarrone