Aci Platani / Ritorna alla comunità platanese il dipinto del Sacro Cuore di Gesù restaurato

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Dipinto Sacro cuore di Gesù

Dopo un accurato intervento di restauro, lo scorso 6 novembre,  il dipinto del Sacro Cuore di Gesù è stato riconsegnato alla Comunità parrocchiale di Aci Platani. Un momento particolarmente significativo, vissuto con partecipazione dai presenti, che hanno così potuto riammirare una delle immagini più care alla devozione dei platanesi.

La preziosa tela, che secondo gli esperti potrebbe appartenere al pittore acese Michele Vecchio, arricchisce l’altare del Santissimo Sacramento. Luogo nel quale, nel corso degli anni, generazioni di fedeli hanno sostato in preghiera. Davanti a quel volto di Cristo, tanti hanno affidato al Signore le proprie preoccupazioni, le invocazioni, le richieste di aiuto e le speranze della vita quotidiana.

Dipinto Sacro cuore di Gesù restaurato
Il dipinto restaurato

Non è dunque soltanto un’opera d’arte quella restituita alla comunità. È una pagina della sua storia, un’immagine che appartiene alla memoria e alla fede di intere generazioni.
Restituire il dipinto alla sua originaria bellezza rappresenta, pertanto, un gesto di intelligenza e di profonda devozione. Il tempo può inevitabilmente lasciare i propri segni, ma non possiamo permettere che siano l’indifferenza o la dimenticanza a consumare i beni preziosi che i nostri padri hanno custodito e consegnato alle generazioni successive con amore e sacrificio.

Il restauro dell’immagine del Sacro Cuore può essere considerato anche un ulteriore prezioso dono che don Salvatore Coco ha voluto lasciare alla parrocchia di Aci Platani. Comunità che fino allo scorso anno ha guidato come parroco con zelo e amore paterno.

I lavori, affidati al restauratore Angelo Trovato, sono stati realizzati nell’arco dell’ultimo anno e seguiti con particolare attenzione da don Sebastiano Leotta, che nel frattempo è subentrato alla guida della comunità platanese. Una continuità che ha consentito di portare a compimento un intervento importante e atteso.

Se si guarda l’opera con attenzione, emerge la straordinaria ricchezza iconografica della preziosa immagine. Possiamo dire che il dipinto appartiene con molta probabilità alla tradizione del Sacro Cuore sviluppatasi a partire dalla seconda metà del Settecento. E si rifà al modello di Pompeo Batoni, il cui Sacro Cuore di Gesù, realizzato nel 1767, ebbe una rapida diffusione.
Si conservano infatti numerosi dipinti successivi che riprendono proprio questo schema: Cristo a mezzo busto, veste rossa, manto blu e mani che indicano il cuore. Anche se nel nostro dipinto i colori si invertono.

Don Salvatore Coco don Cosimo Gangemi e don Sebastiano Leotta
Da sx: Don Salvatore Coco don Cosimo Gangemi e don Sebastiano Leotta

In ogni caso nella tradizione iconografica cristiana orientale la combinazione rosso e blu vuole esprimere le due nature di Gesù: divina e umana. Il blu è tradizionalmente associato alla dimensione umana, mentre il rosso richiama la divinità e la regalità.
Il volto del Cristo si presenta giovane e bello, contornato da una breve barba, con lunghi capelli inanellati sulle spalle. La mano destra indica il proprio cuore irraggiato dalle fiamme, ed incoronato da una corona di spine, sulla sommità del cuore una croce.

La benedizione e la consegna del prezioso dipinto è stata preceduta da una solenne celebrazione liturgica presieduta da don Cosimo Gangemi, in occasione del quarto anniversario della sua ordinazione presbiterale.

Il recupero del dipinto potrebbe rappresentare per l’intera comunità anche un importante punto di partenza. La chiesa di Aci Platani è infatti ricca di storia, di memoria e di opere d’arte. Tra le sue mura sono custodite testimonianze della sensibilità religiosa e artistica che ha caratterizzato nei secoli il territorio acese. Opere spesso riconducibili alla mano di artisti locali che, attraverso la loro arte, hanno lasciato segni indelebili nelle chiese più significative del territorio.Dipinto posizionato sull'altare maggiore

Un patrimonio prezioso che, tuttavia, non sempre gode delle condizioni di conservazione che meriterebbe. Alcune opere versano da tempo in condizioni precarie e attendono interventi di restauro urgenti, definitivi e capaci di restituire loro la dignità originaria.
Per questo il recupero del dipinto del Sacro Cuore assume un significato che va oltre la singola opera. Può diventare uno stimolo a maturare una sensibilità nuova verso la tutela del patrimonio artistico e religioso della comunità. I nostri padri ci hanno consegnato una enorme eredità artistica costruita nel tempo con sacrifici, devozione e amore. A noi spetta il compito di custodirla, conservarla e, quando necessario, intervenire perché possa continuare a parlare alle generazioni future.

Conservare e tutelare le opere della chiesa di Aci Platani non è soltanto una questione di valore artistico. È una scelta di civiltà, un atto di riconoscenza e, soprattutto, un dovere morale nei confronti di coloro che, con fede e amore, ci hanno consegnato questi preziosi frammenti della nostra storia.

 Giovanni Centamore