A Randazzo vino “scolastico” illustrato dai responsabili dell’istituto “Mazzei”

Il 15 e 16 dicembre a Randazzo è arrivato il Natale. Nel chiostro del palazzo municipale  sono stati allestiti i “mercatini con artigiani creativi e hobbysti” e contemporaneamente all’interno del municipio si svolge VinEtna, una presentazione con degustazione dei vini doc dell’Etna e dei prodotti tipici del territorio.

Un momento della manifestazione

Girando tra i diversi stand si notavano dei visi giovanissimi: si tratta dei ragazzi dell’Istituto “Mazzei-Pantano” per i Servizi dell’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, poiché anche la scuola produce, oltre ad altri prodotti,  un ottimo vino. Ne parliamo con i professori Giuseppe Imbiscuso e Nicola Cartillone, rispettivamente responsabile e vice della suddetta sede.

– Direttore , chi produce il vino che state esponendo?

“Siamo noi i produttori, perché proprietari di un’azienda di diciassette ettari di terreno, di cui due ettari adibiti a vigneto. L’azienda è stata donata alla scuola da un possidente locale, noi l’abbiamo notevolmente migliorata costruendo un fabbricato di trecento metri quadri che comprende palmento, cantina e locale per imbottigliamento di vino ed olio. Inoltre abbiamo piantato quattrocento piante di olive, ciliegeti sperimentali e cinque arnie  a scopo didattico”.

–  Qual è l’entità delle vostre produzioni?    

“Produciamo, oltre a mele, nocciole e noci, cinquanta ettolitri di vino, 500-600 litri di olio, che diventeranno venti ettolitri quando saremo a pieno regime. Infatti, essendo a mille metri sul livello del mare, le piante hanno un più lento ritmo di crescita per ovvie ragioni climatiche”.

– Qual è lo scopo principale di questa produzione?

“Lo scopo è quello di far vedere agli studenti quali siano le fasi della vinificazione, la gestione del vigneto, la potatura, i trattamenti antiparassitari, la raccolta e la molitura delle olive. Gli studenti fanno stage in aziende anche fuori dalla Sicilia, in caseifici, prosciuttifici e stalle per vedere la filiera produttiva e molti dei nostri ragazzi sono stati invitati anche a rimanere a lavorare. Dà molta soddisfazione constatare che gli studenti usciti dalla scuola riescono a sistemarsi bene, addirittura un ex studente ha creato un’azienda zootecnica e casearia in cui produce formaggi bovini, pecorino e mozzarella di bufala, novità assoluta per la nostra zona”.

– E del vino cosa ci dice?

“Il nostro vino si chiama Piracmone, che è il nome del gigante fabbro-ferraio che secondo la leggenda viveva nell’Etna e forgiava le armi per gli dei. E’ prodotto con un Alicante (localmente detto Granaccio), vitigno molto raro in Sicilia”.

– I ragazzi mostrano interesse verso queste attività pratiche?

“In campagna danno quasi tutti ottimi risultati nei lavori manuali, viceversa in laboratorio si distinguono generalmente in quattro o cinque”.

– Di che laboratorio si tratta?

“E’ un laboratorio di chimica in cui facciamo le analisi del grado alcolico, acidità totale, acidità volatile, SO2 libera e combinata. Abbiamo anche le strumentazioni per analizzare la quantità dei diversi metalli, il che è importante perchè alcune anomalie come le rotture di colore sono causate dalla presenza di rame e ferro”.

Fa piacere ogni tanto constatare che le scuole riescono a portare avanti attività concrete per istruire i ragazzi e formarli al lavoro pratico, cosa fondamentale per trovare lavoro una volta usciti dal percorso scolastico. In questo caso specifico è stato fatto di più, in quanto vengono contemporaneamente valorizzati i nostri prodotti locali ed il territorio, il che al sud è spesso stato trascurato in passato.

                                                                               Alessandra Distefano

 

 

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