Acireale calcio, Morelli lascia, chi al suo posto? Claudio Morelli, il terzo tecnico dell’Acireale dopo Coppa e Pagana in questa tormentata stagione, fa un passo indietro. “Avevo accettato con entusiasmo la chiamata dell’Acireale, società di grande storia e tradizione calcistica e con altrettanto spirito di sacrificio mi sono messo al servizio della squadra, per cercare di tirarla fuori dalla zona pericolo”.
Morelli:”Fortuna ed episodi ci hanno voltato le spalle, la gara con l’Igea Virtus sta a testimoniarlo”.
A distanza di un po’ di tempo – si legge ancora nella nota diffusa in serata dall’ufficio stampa della società granata – mi rendo conto che, da parte mia, è opportuno fare un passo indietro. Ho dato tutto me stesso per risollevare le sorti della squadra.

Evidentemente non ci sono riuscito e in certe occasioni anche la fortuna e gli episodi ci hanno girato le spalle (la gara con l’Igea Virtus, dov’è successo di tutto, è lì a testimoniarlo)”.
Morelli:”La mia mossa sia da sprone all’ambiente e alla squadra”
”Le mie dimissioni da tecnico dell’Acireale – continua il tecnico – hanno lo scopo ben preciso di provare a dare uno scossone a tutto l’ambiente e rappresentano uno sprone alla squadra per cercare di raggiungere la salvezza.
Egoisticamente avrei anche potuto decidere di andare avanti, ma ho dei principi da rispettare e che da sempre accompagnano la mia ultraventennale carriera da allenatore. Il rispetto che porto a questa storica società mi impone la decisione di farmi da parte”.
Morelli: “Grazie alla città, auguro ai ragazzi di raggiungere l’obiettivo”
“Ringrazio la città nella sua interezza per come mi ha accolto. Sono grato allo staff tecnico per la continua vicinanza, ai direttori e alla società e a tutti i collaboratori e auguro ai ragazzi di poter raggiungere l’obiettivo.
Ci tenevo tantissimo a far bene e mi dispiace di non essere riuscito a dare la svolta, ma posso assicurare che non c’è stato un solo attimo della mia giornata che non abbia pensato all’Acireale.
Saluto tutti e spero fortemente di poter rivedere in alto questi colori”.
Giovanni Lo Faro
