Acireale / Chiazzette: uno scrigno naturale da non abbandonare

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Le Chiazzette costituiscono il suggestivo sentiero panoramico che collega Acireale alla frazione marinara di Santa Maria La Scala ma, da mesi, versano ormai in condizioni critiche. Quelle che un tempo erano sentieri di pietra lavica percorse da viaggiatori, sportivi, escursionisti e o da semplici cittadini, oggi appaiono ferite da vistose frane, incuria, erbacce, muretti crollati e sporcizia. Un patrimonio storico-naturalistico dimenticato, che rischia di trasformarsi da attrazione turistica in pericolo pubblico.

Un sentiero a tratti dimenticato 

Nel tratto più esposto, quello che domina la Timpa e regala scorci mozzafiato sul mare ionico, si segnalano da mesi transenne arrugginite e gradini del sentiero sconnessi. In alcuni punti, il passaggio è reso difficoltoso se non molto pericoloso, soprattutto per famiglie con bambini o visitatori non esperti. L’assenza di manutenzione ordinaria, unita ad una segnaletica carente, obsoleta e rovinata da graffiti, rende la passeggiata non solo scomoda ma anche insicura. Inoltre, perfino l’illuminazione è inadeguata e in alcuni punti, del tutto assente.

A denunciare lo stato delle cose sono numerosi cittadini, residenti e associazioni del territorio. C’è chi ricorda come, nonostante i vincoli paesaggistici e il valore storico del percorso manchi un piano serio di valorizzazione e tutela. Il sentiero, scavato nella pietra lavica e immerso nella Riserva Naturale Orientata della Timpa, è stato per secoli una via di collegamento tra il centro e il porto naturale sottostante. Oggi invece rappresenta una corsa a ostacoli per turisti, cittadini e scolaresche. E chi dovrebbe tutelarlo? Le responsabilità si perdono nel consueto rimpallo tra enti.

Le parole dei volontari di Legambiente 

Nel frattempo, i volontari continuano a rimboccarsi le maniche. Legambiente Acireale, da anni attivi nella tutela della Timpa e nella promozione di una cittadinanza ecologica, non hanno mai smesso di segnalare lo stato di abbandono in cui versano le Chiazzette. “Abbiamo raccolto testimonianze, scattato fotografie, i relazioni e richieste formali agli enti competenti, sollecitando con forza interventi di pulizia, consolidamento e messa in sicurezza. Ma troppo spesso le nostre voci sono rimaste inascoltate. Un’altra volontaria aggiunge: “Lo facciamo per senso civico, perché amiamo questo territorio e crediamo che l’ambiente sia un bene comune, ma la sensazione è quella di parlare al vento. In occasione delle ultime visite in loco, abbiamo persino dovuto sconsigliare la discesa a gruppi di turisti, a causa del degrado di alcuni tratti e della totale assenza di manutenzione ordinaria”.

“Non si può aspettare che accada una tragedia per intervenire. Le Chiazzette non sono solo un luogo da cartolina o uno sfondo per selfie turistici, ma un pezzo vivo del nostro paesaggio, un corridoio naturale e culturale che collega la città al mare, un’opportunità educativa e ambientale che va difesa, tutelata, valorizzata.Il nostro impegno continuerà, ma senza una presa di responsabilità concreta da parte delle istituzioni, sarà sempre una lotta contro l’indifferenza. E a perderci, come sempre, sarà l’intera comunità”.

Uniti per le Chiazzette 

I cittadini osservano con crescente frustrazione. Alcuni raccontano di turisti rimasti bloccati, ignari dei tratti impraticabili. Altri temono nuovi incendi, come quelli degli anni passati. Le Chiazzette non sono solo un cammino panoramico: sono un ponte tra città e mare, natura e storia, sacro e profano – lo dimostra l’antica cappella di Santa Maria della Scala. Restituire dignità a questo luogo vuol dire ridare visione a tutta la comunità.
Alla luce di tutto questo, la domanda è semplice: quanto ancora dovranno aspettare cittadini e visitatori per vedere ripristinato un bene che appartiene a tutti?

Chiazzette Acireale

Le Chiazzette sono un patrimonio di tutti. Non solo per il loro valore storico e naturalistico, ma per ciò che rappresentano: il legame tra Acireale e il suo territorio.
Ogni giorno senza interventi logora questo legame. L’incuria, l’inerzia amministrativa e una visione miope del bene comune lo stanno consumando. Prendersene cura non è solo un dovere civico. È un gesto d’amore verso il nostro futuro.
Senza tutela, ascolto e responsabilità condivisa, non può esserci vera promozione turistica, culturale o ambientale.

Giorgia Fichera