Acireale / Concerto per Santa Venera: cantate in piazza e premiazione

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concerto per santa Venera

Santa Venera, compatrona di Acireale, è stata una donna eccezionale. Non tanto per l’eroico martirio, consumatosi in quelle che ora prendono il nome di Terme romane di Santa Venera al pozzo ad Acireale (e non nella limitrofa Acicatena come vorrebbe qualcuno). Che era conditio sine qua non per assurgere alla gloria degli altari nei primi secoli del cristianesimo, né tantomeno per la presunta virtù virginale, quanto per la profonda conoscenza filosofica e retorica e teologica di cui era in possesso.

Non una pastorella analfabeta che riceve l’illuminazione dall’alto, né tantomeno una donna masochista che si piega a insensati e svenevoli digiuni. Ma una donna intelligente e autocosciente della propria religiosità. Che non è cieca fede quanto lento processo verso la conoscenza di Dio.
Nella sua iconografia non vi sono bassi e volgari sensazionalismi: seni strappati con le tenaglie, occhi serviti su un vassoio e di esempi se ne potrebbero portare a bizzeffe, che senza dubbio ce li fanno sentire più vicini. Anche se queste trucidazioni potrebbero far pensare ad una forma  velata di paganesimo.Acireale concerto per santa Venera

Concerto per Santa Venera

Nell’evocativa piazza Duomo della città di Aci e Galatea, giovedì 24 luglio, si è svolto il concerto dedicato alla compatrona e la consegna del riconoscimento “Iustus ut palma florebit”.

“Questa sera ci troviamo qui ad omaggiare santa Venera, una santa che può fungere da modello per molte donne – ha esordito il conduttore Ruggero Sardo.  Ad allietarci vi sarà l’orchestra “Giuseppe Verdi” di Aci Sant’Antonio diretta dal maestro Alfio Zito. E anche il coro lirico “Opera Mundi” diretto dalla maestra Elisa Deodato. E, dulcis in fundo, il prestigioso coro della Reale Cappella di Santa Venera guidata dal direttore Alberto Patanè.
Stasera sarà con noi Salvo Raffa, presidente del Centro servizi del volontariato etneo. Dunque il premio che daremo stasera è un attestato all’efficacia del volontariato”.

Fabrizio Pregliasco ritira il premio
Fabrizio Pregliasco ritira il premio

L’esibizione musicale è stata divisa in due sezioni: la prima dedicata alla musica colta sacra e profana e la seconda imperniata sulle cantate alla martire.

Il concertare si è aperto con un’overture di Franz Von Suppe, a seguire il celeberrimo intermezzo tratto da “Cavalleria rusticana” di Mascagni. E sempre del compositore livornese eseguito anche il “Regina Coeli”.
Dopodiché eccoci nel cuore della serata: le musiche ispirate a Venera. Da “O Veneranda o enclita” a “Giovane Santa Venera”. Per congedarsi con la più iconica tra le cantate: “Inni di gloria”, del maestro don Maugeri. Composizione suonata in questa occasione integralmente nei suoi tre movimenti di allegro e adagio e cabaletta.

Emiliano Abramo ritira il premio
Emiliano Abramo, presidente comunità Sant’Egidio di Catania,  ritira il premio

Consegna dei premi durante il concerto per Santa Venera

A consegnare il riconoscimento, il vescovo della diocesi acese monsignor Antonino Raspanti. In primis al presidente della comunità di “Sant’Egidio” di Catania, Emiliano Abramo, autentico benefattore dell’umanità che si è speso senza secondi fini per l’accoglienza e l’integrazione dei profughi subsahariani. E, poi, al virologo Fabrizio Pregliasco.

La performance, tirando le somme, è stata più che buona in special modo nella prima sezione, nonostante qualche esitazione orchestrale e le voci un po’ timide.
Ma l’ultima cantata aveva un sapore troppo ieratico perdendo la vena popolare per la festa per cui è stata composta. Che come scriveva Proust: “Sono le uniche feste che hanno motivo di essere festeggiate”.

Giosuè Consoli