Acireale / I saluti alla professoressa Barbara Condorelli per il raggiungimento della pensione

0
246
barbara condorelli pensione

Sabato 13 giugno, la professoressa Barbara Condorelli, docente del Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale, ha tagliato il traguardo della pensione. Si conclude così una lunga e significativa carriera professionale. Dopo 38 anni spesi per la scuola, di cui 18 vissuti intensamente in vicepresidenza, si congeda dalle aule circondata dall’affetto della famiglia, dei colleghi, dei dirigenti scolastici, del Vescovo e di tutta la comunità acese.

I ruoli della professoressa Condorelli

Definire la professoressa Condorelli solo come un’insegnante di religione sarebbe riduttivo. Figura centrale per la comunità ecclesiale, è stata riconfermata dal Vescovo alla guida dell’Ufficio IRC e della Pastorale Scolastica diocesana. Ma è anche moglie, mamma e nonna premurosa; ruoli diversi che in lei non si sono mai frammentati, bensì fusi in un’unica testimonianza di vita. È lei stessa a spiegarlo con toccante sincerità: “Non c’è una Barbara che lavora a scuola, una Barbara che sta in famiglia, una che opera in diocesi. Ma sono una che ha cercato di vivere tutti questi ambiti con la consapevolezza che il mio lavoro ha rappresentato una parte fondamentale nella mia vita”.

Nel corso degli anni, il legame con l’istituto è andato ben oltre il semplice dovere professionale, trasformandosi in un porto sicuro nei momenti più difficili, in particolare dopo la dolorosa perdita del coniuge. La professoressa ha ricordato con profonda commozione quel periodo, dicendo: “La scuola per me è stata anche la mia casa, la mia seconda famiglia, soprattutto dopo la morte di mio marito. La vicinanza, l’affetto e il sostegno che mi avete dato non lo dimenticherò mai.” Ma questo lungo cammino non sarebbe stato possibile senza le radici solide degli affetti più cari. Il pensiero della docente è volato così alle figlie e alla presenza costante del marito Giovanni, un pilastro che continua a sostenerla. “Senza la loro vicinanza, la loro discrezione, il rispetto che hanno avuto nei confronti di tutto quello che facevo […] io non avrei mai e poi mai potuto fare quello che ho fatto”.

Pensione / Barbara Condorelli tra scuola e diocesi

barbara condorelli pensione vescovo

Un aspetto unico della sua carriera è stata la capacità di muoversi con straordinaria disinvoltura e armonia tra l’autorità scolastica e quella ecclesiale, trasformando una potenziale complessità in un punto di forza. La professoressa ha sempre guardato a questa duplicità come a un valore aggiunto. “Il vescovo e il preside sono i miei due datori di lavoro e questo per me fa una differenza che non è mai stata negativa. Per me sono state due risorse. Il vescovo è colui che mi dà il mandato e il preside è il mio capo d’istituto. Per me non è stata mai una cosa dove mi sono sentita sminuita”. Un esempio di lealtà e collaborazione che ha arricchito sia la scuola che la diocesi.

La stima degli studenti, delle famiglie e della comunità acese

La commozione che ha accompagnato l’ultimo saluto della docente testimonia quanto la sua figura fosse stimata ben oltre le mura delle aule, entrando nel cuore delle famiglie acesi. Nel corso della sua carriera, la professoressa ha scardinato l’idea di una didattica fredda o distaccata. “Come insegnante di religione ho sempre sentito molto forte questa responsabilità. Non imporre risposte ma accompagnare domande” afferma la professoressa Condorelli. “I ragazzi hanno bisogno di adulti che sappiano parlare di senso, di libertà, di dolore, di speranza, di futuro. Ma soprattutto hanno bisogno di adulti disposti ad ascoltarli“.

Questo profondo senso del dovere civico e spirituale è ciò che Barbara Condorelli consegna al Gulli e Pennisi e alla città, nella consapevolezza che il ruolo di educatore non svanisce con la pensione. “Se oggi lascio l’insegnamento, non lascio però ciò che questa esperienza ha costruito dentro di me. Perché educare non è un mestiere che si chiude con una data, è un modo di guardare gli altri, è una forma di responsabilità verso il mondo”.

Il saluto al Gulli e Pennisi

barbara condorelli pensione aula magnaSabato mattina in aula magna del Gulli e Pennisi, la professoressa Condorelli non ha solo presentato il suo discorso di saluti per la pensione. Ma è stato un vero e proprio passaggio di testimone ricco di gratitudine e di indicazioni per il domani. Nel ribadire l’importanza dell’unione all’interno dell’ambiente di lavoro, la professoressa ha ricordato che “la scuola la si costruisce insieme giorno dopo giorno, spesso anche nelle difficoltà, nelle incomprensioni, nella stanchezza. È proprio nella collaborazione che una comunità educante prende forma”.

Ed è proprio a questa comunità, e in particolare ai suoi amati alunni, che ha dedicato le parole più dense e poetiche. “A tutti i ragazzi di ieri e di oggi […] vorrei lasciare un augurio. Abbiate il coraggio di cercare ciò che conta davvero, non accontentatevi della superficialità. Difendete la vostra interiorità in un mondo che spesso distrae da tutto ciò che è essenziale. Coltivate il pensiero, la bellezza, la gentilezza, la gratitudine”.

Sabrina Levatino