I lavori di Santa Maria La Scala 1 / Il borgo acese di Santa Maria La Scala, un angolo di paradiso da…riqualificare

Sotto la riserva naturale della Timpa, seguendo l’antico percorso delle Chiazzette dove le tinte pastello di quel paesaggio Enzo Marangolo definì “un posto tranquillo”, si erge il piccolo borgo rurale/marinaro di Santa Maria La Scala. All’estremità sud vi è un mulino ad acqua della vicina sorgente del Miuccio, all’estremità nord vi è lo Scalo Grande.
“Lo Scalo Grande, ovvero il porto del borgo, era piccolo all’inizio -racconta l’ex parroco di Santa Maria la Scala, padre Alfio Maccarone- e fu ampliato durante il fascismo. In seguito ad alcune mareggiate che distrussero l’imbocco del molo, il porto fu allargato e rinforzato fino a quello che veniva definito “u scogghiu innintra” per dar vita a quella che è la struttura attuale del porto».
Oggi lo Scalo Grande si trova in stato avanzato di distruzione dovuto al mare in primis, ma anche all’inciviltà della gente. Proprio per questo motivo, sotto la precedente amministrazione, si era fatta richiesta alla comunità europea di finanziamenti per sistemare il borgo e si ottennero nel 2013 i 475 mila euro nell’ambito del bando europeo misura 3.3 del Fondo europeo per la pesca 2007-2013.
Il bando di gara però è stato pubblicato a fine ottobre 2014, e il termine di consegna dei vari moduli era il 3 dicembre dello stesso anno, con assegnazione i primi di febbraio dell’appalto, tra le 128 offerte partecipanti, alle ditte palermitane riunite M.B. Lavori edili s.r.l./A.G. Impianti.
Perché aspettare il 2014 per fare il bando di gara? Il vicesindaco, assessore al Mare e ai Lavori Pubblici, Nando Ardita, dice che: «A mancare era la figura del responsabile del procedimento, il RUP (Responsabile Unico del Procedimento) che ha il compito di trasmettere gli atti. Prima era l’ing. Pulvirenti, poi è mancata questa figura e si è trovato da poco il nuovo responsabile, l’ingegnere Torrisi. Una volta trovato il RUP si è potuto proseguire con la redazione del bando e la pubblicazione». La scelta dell’impresa a cui affidare i lavori avviene attraverso calcoli aritmetici, mentre il progetto è stato assegnato nel 2011 attraverso una gara pubblica riservata ai professionisti iscritti all’albo di fiducia, non una gara di evidenza pubblica, e ne è uscito vincitore l’ingegner Paolo Battiato, lo stesso progettista della Villa Belvedere acese.
nando ardita (FILEminimizer)Il primo obiettivo della ristrutturazione del porto sarebbe quindi quello di migliorare le condizioni lavorative dei pescatori scaloti. Come? Il progetto prevede la riqualificazione della pavimentazione con un basolato che sostituirà per ¾ quello già presente. L’illuminazione verrà modificata: usate le luci a Led e sostituiti i pali in ghisa (installati, a suo tempo, in tutte le frazioni marittime), i quali non reggono agli urti delle onde così al loro posto si doverebbero mettere dei pali ben ancorati al terreno e più resistenti. Che fine faranno i vecchi pali in ghisa? L’assessore Ardita dice che probabilmente verranno accantonati e riutilizzati altrove. Allo Scalo Grande verrà fatta la ristrutturazione del bilocale presente all’entrata, sarà sistemato lo spazio usato attualmente come parcheggio,verranno aumentati gli ancoraggi e le golfare. Ma (c’è un ma!) si arriverà a sistemare solo la zona del porto agibile, perché l’ultimo pezzo non lo è, «l’ultimo pezzo di porto deve prima vedere un intervento da parte del Genocidio opere marittime e della Regione, in quanto il Comune non ha competenze di agire sull’aspetto strutturale dei porti» dice il vicesindaco. Altro lavoro nel progetto è la ripresa dei due fabbricati che sono di proprietà del comune, uno sarà adibito affinché possano farne uso i pescatori e associazioni della pesca, ed un altro vedrà la realizzazione di servizi igenici. Prevista anche una somma per riprendere l’antico pentolone che serviva per pitturare le reti da pesca e diverrà una scultura.
Un progetto interesserà anche il borgo. «Il progetto è rivolto alla frazione marina, però bisogna dire che, in pratica, ha anche una grande risorsa rurale nella Timpa -dice il progettista, lo stesso del porto- e questo è stato il punto di forza del progetto perché è finanziato con i Fondi dell’agricoltura per i borghi rurali». Il progetto vorrebbe migliorare la fruizione del borgo attraverso l’ampliamento del marciapiede, la realizzazione di panche che non saranno più in ferro ma con un blocco di cemento. Verrà rifatta tutta la ringhiera sostituendo i pezzi marci. La piazza verrà rifatta, aumentato un po’ il verde e ci saranno solo alcuni spazi destinati ai gradini. L’ illuminazione verrà sostituita con le luci al Led così come nel porto. Ma (c’è un altro ma!) lo spiazzale in zona Mulino verrà solo parzialmente ripulito, mentre, promette l’assessore Ardita, che tra aprile e maggio sistemeranno il pezzo di ringhiera mancante. La scuola della Scala vedrà la ristrutturazione del primo piano e non del piano terra, perché il piano terra, per un accordo con il Comune, appartiene all’Università catanese del Cutgana, il primo piano invece è composto da quattro ambienti che verranno utilizzati come luoghi museali o di incontri. Il Comune non si è potuto appropriare del piano terra perché il Cutgana voleva i soldi dal Comune acese «a quest’ora -dice l’ingegnere- avremmo utilizzato tutto l’edificio».

Ileana Bella

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