Acireale / Il sindaco riferisce in consiglio sui danni causati dal ciclone

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consiglio comunale sui danni del ciclone

Il Consiglio comunale di Acireale ha dedicato la seduta odierna agli effetti del maltempo che ha colpito duramente le coste del litorale ionico. La riunione – illustra un comunicato – è stata richiesta dalla Conferenza dei capigruppo con l’obiettivo di individuare un percorso condiviso a sostegno dei cittadini e delle attività economiche che hanno subito ingenti danni.

In apertura dei lavori, il sindaco Roberto Barbagallo ha informato l’aula sui prossimi passaggi programmati per la gestione dell’emergenza e sugli interventi necessari a sanare le ferite inferte dal ciclone Harry al territorio comunale di Acireale. Domani, alle ore 10, è prevista la visita del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e del capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, nella frazione di Stazzo.

Acireale, il sindaco riferisce sui danni causati dal cicloneAcireale il sindaco riferisce in consiglio sui danni del ciclone

«I danni sono sotto gli occhi di tutti. Diverse autorità sono venute e arriveranno nei prossimi giorni lungo tutta la fascia costiera della Sicilia orientale. Come in ogni evento calamitoso, partiranno tutte le azioni necessarie per richiedere l’intervento della Regione e dello Stato. Le prime stime superano il miliardo di euro, pertanto è indispensabile un intervento statale forte sul piano economico, sia per il patrimonio pubblico sia per quello privato, e soprattutto rapido. La Regione Siciliana ha già trasmesso al Governo la richiesta di dichiarazione dello stato di calamità naturale.

Intanto è in corso una prima quantificazione dei danni sulla base dei sopralluoghi effettuati dalla Protezione civile, delle verifiche tramite video e foto aeree. E anche delle segnalazioni provenienti dai sindaci, dagli uffici tecnici comunali, dalla Regione, dal Genio civile e dal Demanio. I primi numeri sono inevitabilmente destinati a essere rivisti al rialzo, man mano che si procede alla verifica del patrimonio strutturale e infrastrutturale.

Il Comune di Acireale
– ha precisato Barbagallo – ha già inviato una prima nota, che esclude i porti fino a ieri inaccessibili a causa delle mareggiate. E ha stimato danni al patrimonio pubblico per oltre 10 milioni di euro e al patrimonio privato per oltre 15 milioni.
Oggi stiamo lavorando alla verifica dei porti insieme al Demanio, al Genio civile e al dirigente delle Infrastrutture. A questa prima richiesta, che sarà comunque aggiornata, si sommeranno le stime relative ai gravi danni subiti dalle strutture portuali».

Stazzo
Stazzo

Si tratta al momento di valutazioni parametriche che dovranno essere accertate attraverso verifiche tecniche puntuali, progettazioni specifiche e ricognizioni anche di tipo idraulico e subacqueo. Verifiche necessarie per valutare con precisione fenomeni come lo scavernamento dei porti.

Il ciclone nelle frazioni di Acireale

Nel frattempo sono stati avviati interventi di pulizia in somma urgenza nei borghi marinari, per liberare nel più breve tempo possibile le strade. Ad eccezione di quelle attualmente inagibili, come via Spiaggia e via Molino, che necessitano di interventi immediati.

Santa Maria La Scala
Santa Maria La Scala

«Domani, insieme al presidente Schifani e al commissario Cocina, cercheremo di avere un primo indirizzo operativo. La Regione ha già stanziato 50 milioni di euro e ulteriori 20 milioni saranno destinati nelle prossime settimane. Con queste risorse si procederà agli interventi in somma urgenza lungo tutta la costa. Successivamente si attenderà la dichiarazione dello stato di calamità da parte del Governo nazionale e l’eventuale nomina di un commissario straordinario. Chi si occuperà della ricostruzione, dovrà disporre di poteri speciali, perché in alcuni casi, come ad Acireale, esiste la possibilità di recuperare i due lungomari in tempi medi, se non brevi», ha sottolineato il primo cittadino.

Il sindaco ha infine ringraziato la cittadinanza per il senso di responsabilità dimostrato nel rispettare le ordinanze, la Protezione civile, i volontari, il Corpo di Polizia locale e i dipendenti comunali che hanno monitorato e sorvegliato le coste, evitando che le persone si recassero nei lungomari e nelle piazze fronte mare durante «un evento calamitoso di portata mai vista», che fortunatamente non ha causato vittime né feriti.