Acireale / Il trio per pianoforte di Schubert conclude “Villa Pennisi in musica”

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Villa Pennisi in musica trio

Il concerto di martedi 13 agosto ha concluso la settimana di “Villa Pennisi in musica”, rassegna dedicata al maestro Francesco Pennisi.
Villa Pennisi è un fiore all’occhiello della città, di quei fiori rarissimi in cui solo l’arte e il talento contano senza intromissioni esterne e, a ragion di ciò, deve essere sempre custodito e innaffiato anno dopo anno.

Il protagonista di questa edizione è stato Dmitri Shostakovich, di cui ricorre quest’anno il cinquantesimo della morte. Le sue musiche sono state eseguite particolarmente nella seconda serata di sabato 9 agosto. Oltre alle sue musiche, si è privilegiato il repertorio tardo ottocentesco e del Novecento da Brahms a Dvorak fino a Mahler. Non è mancata la musica cinematografica con esecuzioni di brani di Ennio Morricone e John Williams.
Dunque, non solo musica colta in senso stretto ma una commistione, che comprendeva anche un autore di tango quale Carlos Gardel, gradito al pubblico.Villa Pennisi in musica 2

Ma veniamo alla serata. Dopo un’attesa lunghissima dovuta sia a una copiosa folla quanto a una cattiva gestione interna, ci hanno accolto, in perfetto stile col luogo, dei sommelier intenti a versare del vino.
A fare gli onori di casa, come al solito, il violinista David Romano. “Oggi è l’ultima serata e l’abbiamo intitolata Barry Lindon, in omaggio al film leggendario di Stanley Kubrick. Spero l’abbiate visto tutti! Ringrazio il sindaco e l’amministrazione comunale non solo per l’opportunità ma anche per il ricchissimo cartellone culturale che, in nemmeno un mese, Acireale offre. E, soprattutto, vorrei ringraziare i trenta ragazzi giovanissimi che hanno speso le loro energie per realizzare il Res, questa struttura che permette la diffusione eccellente del suono dei nostri strumenti.

Un trio per pianoforte di Schubert ha concluso “Villa Pennisi in musica”

Stasera – ha continuato Romano – eseguiremo un trio per pianoforte di Franz Schubert, compositore austriaco che ha esaurito il suo genio e la sua vita nella primissima metà dell’Ottocento. Composizione divisa in quattro movimenti e vi invito a prestare orecchio in special maniera all’ultimo che è un aprirsi all’infinito”. Pubblico a Villa Pennisi

Gli esecutori sono stati: David Romano al violino, Diego Romano al violoncello e Massimo Spada al pianoforte. Il concertare è stato sopraffino e il suono, proiettato fino all’ultimo angolo della villa, era pulito ed omogeneo. Ma quanta prudenza!
Nessun bis alla fine e nessun spartito imprevisto ha fatto scadere la serata nella banalità. Però ogni anno sempre lo stesso repertorio, sostanzialmente quello mitteleuropeo di Otto e Novecento. Non è che per forza si deve suonare il barocco, ma nemmeno – è il caso di dirlo – sempre la solita solfa.
Va bene rileggere più volte un brano e approfondire un certo repertorio:  ma così non si finisce per trasformare un tempio della musica colta in un tempio della musica intellettuale? Forse nella prossima edizione si potrebbe osare di più!

                                                                                        Giosuè Consoli