Acireale / Centro S. Camillo. Incontro con Grégoire Ahongbonon, da trent’anni voce dei malati psichici in Africa

Sabato 1 febbraio, nel Centro San Camillo de Lellis di Acireale, con un pubblico numeroso e attento, è stato realizzato un incontro straordinario con l’africano, originario del Benin, Grégoire Ahongbonon, un uomo maturo che da trent’anni lavora indefessamente, muovendosi con l’auto, per salvare i malati psichici trattati con crudeltà disumana nelle terre dell’Africa centrale.
Nella Costa d’Avorio, più estesa dell’Italia, ci sono solo due ospedali; nel Benin, uno solo. Nel Golfo di Guinea e in altre terre circostanti, i malati psichici, spesso nudi, percorrono le strade; le persone vi passano accanto senza vederli. Migliaia, quali “matti”, sono oppressi dagli stessi familiari con lunghe catene ai piedi, al collo e taluni sono attaccati a tronchi d’albero, talvolta anche nei boschi.

Da sin. fratel Carlo, Sonia Abbotto che consegna il gagliardetto di Acireale a Grégoire, il dott. Scudero

Grégoire nel 2015 è venuto in Italia per l’Expo, per prospettare il problema degli ultimi tra gli ultimi, che, una volta guariti, sono capaci di contribuire al bene sociale. “Mi hanno detto i familiari e i capi di villaggi che gli incatenati, tra cui anche bambini piccolissimi, “sono ‘matti’, cosa che mi fa arrabbiare”, sostiene con vigore Grégoire, che si autodefinisce un “uomo qualsiasi”, con fede irremovibile.  Sua figlia  lavora con molto impegno in un centro di riabilitazione. Molti guariti studiano e, divenuti infermieri, si rifugiano a lavorare in tali centri, dove sono stati curati migliaia di pazienti, grati a Grégoire d’essersi dedicato con amore a loro.
Grégoire, fondatore in Africa dell’associazione San Camillo de Lellis, ha aperto tanti centri di accoglienza e ambulatori di salute mentale per tali fratelli sofferenti.

Grégoire con il dott. Scudero

La presidente del Consiglio comunale di Acireale, dott. Sonia Abbotto, in rappresentanza del sindaco di Acireale, gli ha offerto lo stemma della città di Acireale, sostenendo che, dove la politica non arriva, i cristiani riescono a fare miracoli.
Segue un interessante intervento del dott. Giuseppe Scudero, sull’ Ospedale del Benin, fondato da Acireale, affidato ai camilliani della nostra città. Un altro intervento preliminare è stato quello di una signora, venuta appositamente da Messina.
Il filmato che Grégoire ci fa vedere con il suo puntuale commento, tradotto dal francese in italiano  dal camilliano don Mariano Servadei, è veramente eccezionale: vediamo esseri umani, ridotti in uno stato deprimente; impressionante vedere una giovane signora, da molto tempo incatenata, salvata da Grégoire, che la porta con sé in un centro di riabilitazione, che egli hafondato. Un giovane incatenato viene  liberato da Grégoire, ma stressante è stato l’incontro con la famiglia, che si è giustificata: “è sempre nostro figlio; siamo stati costretti ad incatenarlo.”
Altro grave problema è costituito da sette religiose di ciarlatani, che diffondono tra la popolazione impaurita la diceria della “possessione diabolica”.

La sala piena durante l’intervento di Grégoire

Grégoire dichiara d’essere un battezzato, convinto di testimoniare la sua fede, occupandosi di questi sofferenti fratelli: sostiene che Gesù si è identificato con i poveri. Assieme alla moglie organizza gruppi di preghiera, visite in ospedali e nelle carceri; s’ impegna al massimo, soprattutto nel promuovere rapporti di amicizia con tali infelici. Cura le relazioni sociali per ottenere aiuti nel costruire centri, per risolvere i molti problemi delle cure, per essere sostenuto dai capi di villaggi, nell’avvicinare quanti vegetano incatenati.
Grégoire, assieme ai suoi collaboratori, lotta per una nobile causa: gli auguriamo di continuare nella sua missione, fiducioso in Dio, quale sua fonte di coraggio.

Anna Bella

                                                                      

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