Acireale / La chiesa dell’Arcangelo Raffaele dà la giusta ambientazione al “Recital tra favole, suoni e colori”

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Grazia Cavallaro insieme con don Orazio Barbarino e Giovanni Albano

La chiesa dell’Arcangelo Raffaele è nata per “la realizzazione di un sogno”, ha esordito don Orazio Barbarino, che ne è l’attuale rettore, nella sua relazione. Il sogno è quello di una ragazza, Maria Venera Mangani, che agli inizi del Settecento volle farsi suora, contro il parere della sua famiglia, la quale voleva invece che si sposasse. Il padre, Mariano Mangani, un nobile benestante, fece allora edificare in una sua proprietà questa chiesa e l’annesso convento ad uso della figlia, che ne fu la direttrice fino alla morte, avvenuta nel 1771.

Le “Favole del Paradiso” in un legame ideale con la musica di Franco Battiato
Pino Albano esegue uno dei brani di Franco Battiato

In questo contesto, ed in particolare nella sala “La sera dei miracoli” annessa alla chiesa, si è svolto qualche giorno fa l’interessante “Recital tra favole, suoni e colori”, organizzato da Grazia Cavallaro, musicista e docente di musica nelle scuole secondarie, ma pure poetessa e scrittrice di favole e fiabe. Il filo conduttore della serata è stato fornito infatti dai testi tratti dal volume “Favole del Paradiso”, pubblicato dalla stessa Cavallaro nel 2013. Le favole, lette dagli attori Tano Grasso e Rossella Guarrera, si sono alternate con i brani musicali eseguiti da Pino Albano, medico-musicista, che ha cantato, accompagnandosi lui stesso con la chitarra, alcuni brani di Franco Battiato. Un rilievo particolare, tra i brani di Battiato, ha avuto “La cura”, ma anche “Centro di gravità permanente”. I brani musicali hanno fatto da legame con le fiabe lette, in una alternanza tra parola e musica che ha coinvolto i numerosi spettatori intervenuti. C’è da sottolineare che Pino Albano è stato il medico curante di Franco Battiato (poi divenuto suo amico), così come don Orazio Barbarino ne è stato il direttore spirituale fino alla fine.

“Il Canto degli Angeli” riprodotto da Giovanni Albano
Gli Angeli suonano per Gesù Bambino nella “Sera dei miracoli”

L’altro medico presente alla serata, Giovanni Albano (fratello di Pino), che dipinge dall’età di dodici anni e le cui opere pittoriche fanno bella mostra di sé in numerose chiese di Acireale e dintorni, ha proposto una sua riproduzione del quadro “Il Canto degli Angeli” del pittore francese William-Adolphe Bouguereau: l’opera illustra una meravigliosa scena paradisiaca in cui una piccola orchestra di angeli accompagna il sonno di Gesù Bambino addormentato tra le braccia della Madre Maria. Questo quadro ha fatto da sfondo all’incontro, insieme all’affresco che domina la parete di fondo della sala “La sera dei miracoli”, dove, davanti ad una piazza su cui campeggia una chiesa idealizzata, si muovono alcune persone, mentre in primo piano domina la figura di un bambino seduto per terra con lo sguardo rivolto in basso; il cielo è poi dominato da improbabili corpi celesti e stelle cadenti.

San Raffaele, l’arcangelo guaritore, al centro dell’attenzione
La statua dell’Arcangelo Raffaele

Fra i temi proposti dalla serata – tra fiabe e musica – ci sono il senso della famiglia, la solidarietà, il libero arbitrio. Ma su tutti domina certamente la dimensione celestiale degli angeli, considerando anche l’ubicazione all’interno della chiesa dedicata all’Arcangelo Raffaele, che è uno dei tre arcangeli più noti, assieme a Michele e Gabriele. San Raffaele è l’Angelo guaritore, presente nella Bibbia e negli affreschi della chiesa a lui dedicata, come ha spiegato nella sua relazione il rettore don Orazio Barbarino, che ha illustrato ampiamente la chiesa, le sue origini e le opere d’arte che essa custodisce al suo interno. La chiesa, con una imponente facciata rifatta nel 1859 dall’ing. Lorenzo Maddem, fa supporre dall’esterno che sia a tre navate, ma in effetti all’interno c’è una sola navata. L’Arcangelo che ne è il titolare, oltre ad avere all’interno della chiesa una sua statua opera di Ignazio Castorina Canzirri, è presente in una serie di quadri di Matteo Desiderato che narra il “ciclo di Tobia” (personaggio biblico dell’Antico Testamento), il quale, mentre era in viaggio, venne attaccato da un grosso pesce e fu liberato proprio dall’Arcangelo Raffaele sotto mentite spoglie. Un’altra tela che rappresenta l’Arcangelo Raffaele e Tobia è invece di Paolo Vasta.

La chiesa dell’Arcangelo Raffaele frutto di un sogno giovanile
La facciata della chiesa in via Galatea

Numerose altre opere, sia di Paolo Vasta che di Matteo Desiderato, adornano l’interno della chiesa. Un’altra peculiarità di questa chiesa è la presenza della cosiddetta “ruota degli innocenti” (o degli esposti), dove venivano lasciati i neonati indesiderati. La “ruota” è fatta a forma di cilindro ed è dotata di una campanella. Essa, girandosi verso l’interno dove c’erano le suore allertate dalla campanella, permetteva di prendere in consegna il bambino senza poter veder chi l’aveva lasciato. La ruota è rimasta attiva fino ai primi anni del ’900.

I protagonisti della serata: da sin. Tano Grasso, Rossella Guarrera, Grazia Cavallaro, don Orazio Barbarino, i fratelli Pino e Giovanni Albano

“Acireale ha bisogno di tornare nella chiesa dell’Arcangelo Raffaele – ha detto in conclusione don Orazio Barbarino – perché nasce da un sogno ed è forse la chiesa più bella della città, come disse Lionardo Vigo”.

Nino De Maria