Acireale / La proiezione del film “Dante” conclude la rassegna dedicata al regista Pupi Avati

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rassegna dedicata a Pupi Avati

Dal 10 al 13 luglio Acireale ha dedicato una rassegna cinematografica al regista emiliano Pupi Avati dal titolo “La sconfinata giovinezza”. L’evento, tenutosi nello spiazzale “Vittorio Emanuele” della villa Belvedere della città e diretto artisticamente da Mario Patanè, ha visto per quattro sere consecutive la proiezione dei film più significativi del maestro.

La prima sera “Storia di ragazzi e di ragazze”, la seconda “Impiegati” e quella dopo “La seconda notte di nozze”, dove tra gli ospiti vi era Katia Ricciarelli in quanto attrice protagonista del film. La serata finale la proiezione di “Dante”.

il regista pupi Avati
Pupi Avati

Il regista, fresco di David di Donatello alla carriera, ha risposto al tono patinato  della giornalista e conduttrice dell’evento Ornella Sgroi. “Il mio sogno era di diventare un musicista jazz, ma non avevo talento, stasera avrei voluto essere qui con una mia orchestra– ha sottolineato con l’ironia caratteristica della sua gente. Ma la musica è stata presente nella mia filmografia. I miei inizi sono stati gotici e oscuri, man mano mi sono avvicinato al cinema d’autore. All’inizio noi giovani registi eravamo influenzati da Umberto Eco, e in un certo modo “Dante” riprende questo amore per l’alto Medioevo”.

Alessandro Sperduti ha dato vita al “Dante” di Pupi Avati

“Quando fui scelto per interpretare la vita del poeta fiorentino dal maestro Pupi Avati mi domandai se fosse la scelta giusta – ha dichiarato l’attore Alessandro Sperduti. Però la mia era una domanda stupida, chi meglio di Pupi Avati poteva saperlo? Ho studiato a fondo il personaggio di Dante, per rendere credibile sul grande schermo una vita e dei costumi così lontani rispetto a noi”.

Prima della proiezione del film ha preso  la parola lo storico e dantista Luigi Boneschi. “Studio Dante da vent’anni: ovvero una vita. Le prime informazioni sulla sua vita le ho cercate sulla Treccani, restandone deluso per la scarsezza e la superficialità. Gli studi sul grandissimo poeta hanno avuto sempre un sapore accademico, non dettati dalla passione vera e propria. Gli intellettuali hanno ridotto Beatrice e la vita a una mera funzione simbolica, trascurandone la portata concreta”.

La visione si è protratta fino a mezzanotte inoltrata a causa di un guasto audio nel bel mezzo del film. Le pronte scuse dell’assessore alla Cultura Enzo Di Mauro, per fortuna, hanno rasserenato gli astanti spazientiti.

una scena del film Dante
Una scena del film Dante

Nel film la vita di Dante Alighieri

Il film ne ripercorre, iniziando dalla morte di Dante a Ravenna la notte del 13 settembre 1321, la fanciullezza e l’incontro con Beatrice, la giovinezza e la vita adulta.
Altro protagonista è Giovanni Boccaccio, il cui amore per il concittadino è stato motivo di diffusione della “Commedia”.
I dantisti di tutto il mondo si chiedono: “Se il Poeta fosse vissuto vent’anni in più cosa avrebbe creato?” E rispondono a loro volta: “Niente: più in alto di così non si può salire”. Può darsi che sia verità, ma il “Dante” di Avati rappresenta un esempio di autorialità e attenta ricerca storica, che, non cedendo alle tentazioni del cinema di massa, anche se a tratti lento e faticoso, non scade però nell’intellettualismo biografico rivelandosi innovativo e illuminante.

 

Giosuè Consoli