Il centro di Acireale è tornato a trasformarsi nel centro della dolcezza artigianale, dal 22 al 24 maggio, Piazza Duomo ha ospitato la Nivarata 2026, il Festival Internazionale della Granita Siciliana, un appuntamento che quest’anno ha assunto un valore speciale inserendosi ufficialmente all’interno deldel Mese dei Giovani. L’edizione di quest’anno ha superato ogni record di affluenza, confermando l’evento come un momento irrinunciabile che unisce la valorizzazione del territorio, l’energia delle nuove generazioni e la dimensione globale. Tra il raduno “Rosso Ferrari” che ha sfilato tra i palazzi settecenteschi e i laboratori dedicati ai bambini, a dominare la scena sono stati i maestri pasticceri, capaci di trasformare acqua, zucchero e materie prime in autentiche granite.
La granita protagonista con la Nivarata
Per capire la nascita di questa manifestazione, bisogna fare un salto indietro, fino al 2012. È in quell’anno che il festival nasce ad Acireale grazie a un’intuizione di marketing territoriale volta a tutelare la granita. Il nome stesso, “Nivarata”, rende un omaggio poetico e storico alla figura dei nivaroli. Secoli fa, questi uomini affrontavano le fatiche dell’Etna in pieno inverno per raccogliere la neve ad alta quota, stipandola con cura all’interno delle neviere, anfratti naturali o strutture in pietra protette da foglie di faggio e ginepro. Durante la torrida estate siciliana, la neve veniva poi trasportata a valle per essere utilizzata nella conservazione dei cibi e, soprattutto, per dare vita ai primi storici sorbetti e granite, grattugiando il ghiaccio e arricchendolo con succhi di frutta o sciroppi. La Nivarata nasce proprio per incrementare questo legame tra uomo e artigianalità.
La granita non è un semplice dolce
Definire la granita siciliana nel 2026, ad Acireale, una semplice “bevanda ghiacciata” o confonderla con le granite da passeggio del resto d’Italia è un errore, e la Nivarata ha cercato di dimostrarlo. La granita dell’isola, e in particolar modo quella dell’area catanese e acese, si distingue per una consistenza unica al mondo: eccezionalmente cremosa, vellutata e priva di ghiaccio avvertibile al palato. Questo dolce è il risultato di una sapiente tecnica del perfetto bilanciamento tra l’acqua, gli zuccheri e gli ingredienti dominanti del territorio. Tra il limone dell’Etna IGP, il Pistacchio Verde di Bronte DOP, la mandorla d’Avola o dell’intenso aroma del caffè espresso, la granita è un’identità, un rito quotidiano che si consuma in qualsiasi momento, accompagnato dalla tipica brioche col tuppo calda.
Alcune granite speciali presso la Nivarata del 2026 ad Acireale
Se i gusti come limone, pistacchio e mandorla rimangono quelli più comuni per le granite, la Nivarata 2026 ha visto i maestri spingersi verso nuovi sapori, capaci di stupire anche i palati più tradizionalisti. Tra i banchi della Nivarata hanno fatto la loro comparsa accostamenti che celebrano la biodiversità siciliana, come la granita al fico d’India arricchita da note di basilico fresco, o varianti speziate che fondono il cioccolato di Modica con il peperoncino dell’Etna. Queste sperimentazioni gourmet non rappresentano un distacco dal passato, ma una sua evoluzione, un modo per dimostrare che la granita è un prodotto diverso, capace di reinventarsi e di rappresentare con la cucina contemporanea senza mai perdere la propria identità artigianale.
Un maestro giapponese porta una nuova granita ad Acireale nel 2026

A dimostrazione di quanto la cultura della granita abbia ormai travalicato i confini nazionali, la Nivarata 2026 ha visto grandiosi show cooking e sulle competizioni tecniche che hanno coinvolto maestri della gelateria. A sbalordire la giuria tecnica e il pubblico quest’anno è stato lo straordinario talento del maestro giapponese Shohei Miyamoto. Con un approccio che comprende la precisione nipponica e il profondo rispetto per la materia prima siciliana, il blocco del maestro asiatico ha lasciato un segno indelebile nel palmarès del festival.La sua proposta ha saputo reinterpretare la tradizione dell’isola attraverso sfumature ed equilibri millenari, dimostrando che l’amore per la consistenza perfetta della granita non conosce barriere geografiche e che la Sicilia, quando si parla di freddo artigianale, sa parlare al mondo intero.
Alessio Piro

