Adam fecit – 22 / Meridiana di Acireale sempre più stupefacente: si possono vedere anche le macchie solari

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La macchia solare AR 4366

In questa puntata della nostra rubrica viene presentata una ulteriore possibilità di osservazione che ci consente la meridiana della Cattedrale di Acireale. Si tratta di una scoperta casuale dell’ing. Ortolani, ma che potrebbe avere degli sviluppi interessanti.

 “L’immagine del raggio del Sole che si forma sulla meridiana è la foto del Sole stesso.” È ciò che ha sempre sostenuto l’ing. Nino Ortolani, studioso e cultore della meridiana della Cattedrale di Acireale. Confortato in questa sua convinzione da studi, prove e osservazioni, e pure da altri illustri studiosi, a cominciare dall’astronomo Gian Domenico Cassini che nel 1655 ebbe l’incarico di riprogettare la meridiana della chiesa di San Petronio a Bologna. Cassini denominò infatti questo strumento “eliometro”, cioè misuratore del sole.

L’ing. Ortolani mentre fa le sue osservazioni sulla meridiana
Meridiana di Acireale: non segna solo l’ora, ma permette di osservare tanti altri fenomeni

La meridiana di Acireale permette quasi quotidianamente di scoprire delle novità interessanti. Sappiamo già che su di essa, per via dell’effetto “camera oscura”, è possibile vedere il passaggio delle nuvole e di qualunque altro oggetto volante che si trovi a transitare sul percorso del raggio di sole che, attraverso il foro gnomonico, raggiunge la meridiana. Anche durante il cammino che compie sul pavimento della chiesa prima e dopo il mezzogiorno astronomico.

Sappiamo già che è possibile seguire sulla meridiana le fasi di una eclissi di sole, come è già avvenuto durante gli ultimi eventi del genere che si sono verificati. E sappiamo già che per un certo periodo dell’anno (all’incirca dalla fine di ottobre a metà febbraio) è possibile osservare, alcuni minuti dopo il mezzogiorno, nella zona ad est del pavimento adiacente la meridiana, l’ombra del campanile della vicina chiesa dei santi Pietro e Paolo, dalla punta fino alla base dei quattro pinnacoli angolari e viceversa. L’ing. Ortolani, dopo un paio d’anni di osservazioni e dopo centinaia di scatti fotografici, è riuscito a riprodurre il campanile di S. Pietro a grandezza naturale. Così come arriva all’interno della cattedrale, su un cartone, e lo ha mostrato a tutti i presenti.

Meridiana di Acireale: visibili anche le macchie solari
L’immagine del Sole sulla meridiana con la macchia evidenziata in basso, in posizione sud-sudovest

Ma l’ultima scoperta, avvenuta casualmente qualche giorno fa durante una presentazione della meridiana ad un gruppo di studenti, è stata la constatazione che il raggio del Sole presentasse una macchia un po’ più scura. La scoperta ha subito suscitato l’attenzione dell’ing. Ortolani, che è tornato anche nei giorni successivi ad esaminare il fenomeno, constatando che la macchia era sempre lì. Più o meno della stessa forma e più o meno nella stessa posizione.

Pensando che potesse trattarsi di una macchia solare, egli ha cercato di contattare gli esperti del settore, trovando riscontro nell’Osservatorio Astrofisico di Catania, che ha individuato la macchia AR 4366 a partire dal 2 febbraio, come conseguenza di una tempesta solare che ha portato pure delle conseguenze sulla Terra. Questa conferma ribadisce quanto detto all’inizio, e cioè che l’immagine proiettata sulla nostra meridiana corrisponde esattamente all’immagine del Sole. E lo spostamento della macchia durante le varie osservazioni coincide con la rotazione del corpo astronomico del Sole, che – non dimentichiamolo – è una stella.

Il particolare della macchia solare ravvicinato

E se la sua distanza dalla Terra è di otto minuti-luce, questo significa che ciò che vediamo sulla nostra meridiana è una riproduzione fedele di ciò che è affettivamente avvenuto nel Sole otto minuti prima. Questa constatazione del nostro studioso ing. Ortolani, oltre a costituire un’altra peculiarità della meridiana stessa, apre la possibilità di osservare direttamente sulla meridiana, attraverso il raggio di Sole che attraversa il foro gnomonico, tutti i possibili fenomeni che avvengono sulla superficie solare, così come abbiamo già avuto modo di osservare l’evoluzione delle eclissi.

Tutte le osservazioni possibili grazie allo gnomone “a camera oscura”
L’astronomo arabo Alhazen (965-1040), considerato l’inventore dell’ottica moderna

“La meridiana della cattedrale di Acireale – ci ricorda l’ing. Ortolani – è un orologio solare orizzontale che funziona mediante uno gnomone a camera oscura, sistema approfondito e teorizzato da Giovanni Keplero (1571-1630), ma già noto fin dall’antichità. Agli inizi del secondo millennio l’arabo Alhazen (965-1040, medico, filosofo, astronomo), definito padre dell’ottica moderna, ha spiegato il principio della ‘camera oscura’ partendo dallo studio dell’occhio.”

E proprio grazie a questo sistema è possibile fare tutte le osservazioni che permette la nostra meridiana. Le stesse osservazioni non sarebbero possibili in una meridiana orizzontale che si avvale dell’ombra di uno stilo per indicare le ore, e nemmeno su una orizzontale che funziona sfruttando l’ombra del sole proiettata da un obelisco.

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