Ambiente / L’orto sull’albero come nuova coltivazione sostenibile

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La coltivazione sostenibile e la tutela per l’ambiente non nascono sempre all’interno dei laboratori, ma a volte prendono vita dall’osservazione della natura e dalle idee delle persone, come nel caso dell’orto di Francesco Mangano, artigiano calabrese di 72 anni, che ha ideato tecnica dell’orto sull’albero.

L’orto sull’albero come nuova coltivazione sostenibile per l’ambiente

Premiato con il riconoscimento “Premio Calabria che Lavora”, il suo orto rappresenta un modello di coltivazione sostenibile che sta attirando l’attenzione di riviste e programmi televisivi per l’ambiente. La storia comincia nel 2001, quando Francesco Mangano nota nei pressi della sua abitazione una piccola piantina sconosciuta di circa cinquanta centimetri e decide di trapiantarla nel proprio giardino. Con il passare del tempo, la pianta è cresciuta fino a diventare un arbusto sempreverde alto tre metri, in grado di produrre bacche tre volte l’anno, come il Solanum mauritianum, una specie originaria dell’America centrale e meridionale. Notando la forte somiglianza tra i fiori di questa pianta e quelli delle Solanacee comuni, Francesco ha tentato di innestare piantine di pomodori e melanzane sui rami dell’albero. Già dal primo anno, i frutti sono cresciuti, dando vita ad un orto sull’albero biologico.

L’agricoltore, Francesco Mangano.

I vantaggi che questa tecnica offre sia all’agricoltore che all’ambiente sono diversi. La struttura verticale permette di coltivare ortaggi risparmiando notevole spazio sul terreno, rendendo il metodo utile anche per contesti urbani o piccoli giardini. Inoltre, il Solanum mauritianum, ossia albero delle melanzane, garantisce un’elevata efficienza idrica, poiché le sue radici profonde riescono ad assorbire l’umidità dagli strati più bassi del suolo, riducendo drasticamente il bisogno di irrigazioni frequenti e riducendo gli sprechi d’acqua. La gestione della pianta non richiede di zappare la terra, abbattendo il duro lavoro, mentre l’altezza dei rami protegge gli ortaggi da parassiti di terra e animali selvatici, eliminando la necessità di utilizzare trattamenti chimici nocivi per l’ambiente.

Dalle precauzioni di coltivazione al successo globale per l’ambiente

Il Solanum mauritianum è una specie resistente, ma i suoi tessuti presentano una sottile peluria che può causare irritazioni alle vie respiratorie o dermatiti. Per questo motivo è opportuno maneggiarla con le dovute precauzioni, come l’uso di guanti da giardinaggio. Nonostante la pericolosità, il contrasto con melanzane e pomodori la rende una risorsa per coloro che vogliano sperimentare una coltivazione sostenibile e innovativa. L’invenzione di Francesco Mangano ha raggiunto l’estero, ricevendo apprezzamenti da testate internazionali come la rivista australiana Rare Fruit Review. Oggi l’artigiano condivide la sua esperienza e i suoi consigli pratici in un libro dedicato a chi desidera proteggere l’ambiente riscoprendo il piacere di coltivare in modo naturale. L’orto sull’albero dimostra in definitiva come l’osservazione e il rispetto per la natura possano portare a soluzioni rivoluzionarie per il futuro dell’orticoltura.

Solanum mauritianum - albero delle melanzane

In un’epoca caratterizzata dai cambiamenti climatici e dalla scarsità di acqua, grazie alle radici del Solanum mauritianum, la pianta è in grado di dirigersi alle riserve d’acqua sotterranee, riducendo drasticamente il bisogno di irrigazioni artificiali e proteggendo una risorsa come l’acqua dolce. Questo approccio non solo alleggerisce l’impegno quotidiano dell’agricoltore, ma preserva l’equilibrio del suolo evitando di idratarsi eccessivamente causato dalle annaffiature frequenti. Sfruttando la dimensione verticale invece di quella orizzontale, questa tecnica permette inoltre di produrre grandi quantità di cibo anche in spazi estremamente ristretti, offrendo un modello d’ispirazione per chiunque desideri trasformare piccoli giardini o contesti urbani in oasi di biodiversità nel pieno rispetto per l’ambiente.

I cambiamenti climatici del nostro tempo

Questa tecnica dimostra come la curiosità e l’osservazione attenta dei cicli naturali conducano a soluzioni pratiche per il nostro modo di produrre cibo sano a chilometro zero. Adottare una coltivazione sostenibile non significa rinunciare all’efficienza o alla quantità dei raccolti, ma al contrario imparare a collaborare con la natura per ridurre drasticamente i consumi d’acqua, proteggere la struttura del suolo dall’inquinamento ed eliminare i trattamenti chimici.

Le tradizionali tecniche agricole faticano a resistere alle lunghe stagioni di siccità e alle piogge improvvise e violente che impoveriscono il terreno e danneggiano le radici più superficiali. Sperimentare soluzioni innovative, come l’orto sull’albero o l’uso di porta innesti dalle radici profonde, permette di proteggere le piante dagli stress termici e di garantire una produzione costante anche nei periodi più caldi. Questo approccio riduce la vulnerabilità delle colture e aiuta a tutelare l’ambiente, trasformando la coltivazione domestica in un piccolo angolo di biodiversità contro i cambiamenti climatiche del nostro tempo.

Alessio Piro