.L’avv. Marco Zappalà è il nuovo presidente del Kiwanis Club Giarre Riposto. Investitura ricevuta il 18 ottobre con il tradizionale passaggio della Campana da parte del presidente uscente Giovanni Leotta, che nell’occasione ha rivisitato le iniziative del sodalizio attuate nel corso del suo mandato. Scelta come location la Comunità “Madonna della Tenda di Cristo“, veramente emblematica della mission di servizio del Club, essendo stata peraltro beneficiaria di una devoluzione in suo sostegno.
Affermato professionista, l’avv. Zappalà coniuga il proprio impegno lavorativo col volontariato. Presta infatti servizio liturgico – musicale suonando il settecentesco organo presso l’antichissimo Santuario “Santa Maria della Strada” di Giarre.
Su questo nuovo impegno di natura personale ma di propensione sociale ci siamo soffermati con lui.
Avv. Zappalà, con quali sentimenti e quali intenti assume il mandato per quest’anno sociale?

I sentimenti che hanno animato il mio ingresso nel Club nel 2018, ossia attuare e rendere effettiva – per quanto possibile – la Mission del Club. Il Kiwanis ha fin da quasi il suo nascere avuto come obiettivo il sostegno ai bambini. E sull’onda di questa impronta che storicamente ha contrassegnato gli intenti dell’associazione internazionale, cercheremo nel nostro piccolo di essere il più presenti possibile sul territorio. Supporteremo le Comunità a noi vicine che hanno in affidamento minori svantaggiati o tolti alle famiglie disagiate.
Come si configura oggi la mission del Kiwanis International a 110 anni dalla sua fondazione?
Le attività del Club sono ovviamente anche orientate dai vertici divisionali (il nostro Club appartiene alla Divisione 2 Etna Patrimonio dell’Umanità che conta altri dodici club nell’area Jonico Etnea) e dal Distretto Italia San Marino che propongono service e beneficenza su scala internazionale. Ad esempio attivando convenzioni con realtà come L’UNICEF. Personalmente penso però che unitamente ai service internazionali sia necessario anche occuparsi delle realtà a noi vicine attuando quella beneficenza di “prossimità” fondamentale per farsi sentire nel tessuto sociale locale.
Le nostre cittadinanze non brillano spesso per una vissuta vocazione comunitaria. Come pensa di orientare l’impegno del Kiwanis locale in tal senso ?

Su questa affermazione sono d’accordo a metà. Vero che negli ultimi venti anni si è assistito ad un decremento della vocazione comunitaria ed associativa, ma è anche vero che negli ultimi anni -quanto meno a livello cittadino – abbiamo assistito ad un cambio di rotta generazionale e ad un rinverdimento generale che ha visto la collaborazione in sinergia di Club e Associazioni cittadine che fino all’inizio degli anni 2000 si ponevano come competitor le une nei confronti delle altre. L’impegno del Club in questo senso penso sia ben chiaro: dobbiamo, ciascuno con le proprie specificità, cercare di portare avanti un progetto di “sinodalità laica” che possa – attraverso una maggiore visibilità nelle attività – portare sempre più ad avvicinare i cittadini all’associazionismo.
Nel suo programma presidenziale quali le iniziative più significative per quest’anno sociale?
Tutte le iniziative sono ispirate dal trinomio che ho indicato durante la mia relazione di inizio anno: “formazione, informazione e beneficenza di prossimità”. Posto quanto già detto con specifico riferimento alla beneficenza di prossimità, riteniamo di non dover mai perdere di vista la circostanza per cui per poter dare qualcosa agli altri noi soci dobbiamo essere formati. Quindi ben vengano le attività di training che periodicamente effettuiamo a livello divisionale e distrettuale. Così come è altrettanto importante informare delle attività del Kiwanis. Abbiamo in programma di organizzare – ad esempio – negli istituti scolastici alcune conferenze mirate ai ragazzini di primaria e secondaria di primo grado su temi come bullismo, cyberbullismo e difesa dall’adescamento da pedofilia. Temi scottanti ma che a nostro avviso sono in linea con le finalità del Club.
Ringraziamo l’Avv. Marco Zappalà augurandogli un buon “servizio” nella mission del Kiwanis.
Giuseppe Longo
