Arte / Artigiani per Dio, quando la fede sposa la manualità

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Ciascuno di noi, presto o tardi nella vita, trova il suo personale modo di declinare il proprio spirito evangelizzatore seguendo il progetto di Dio: tra chi sceglie la via della musica, chi quella della vocazione, chi quella della catechesi, ci sono alcuni che scelgono la via dell’arte per coniugare la fede all’artigianato e farla diventare strumento di devozione.

E’ il caso dell’artista santantonese Francesco Contarino, artigiano per Dio che prova a creare un ponte tra la fede e l’arte e che nella sua bottega realizza statue dedicate al culto dei santi locali, utilizzando come materiale principale i foglietti della messa già celebrata.

Un modo originale di trasformare la Parola di Dio, rendendola non solo strumento di riflessione ma anche come fonte primaria per la realizzazione di statuette che “parlano” il linguaggio di Dio.

“Le mie statue sono fatte di Parola di Dio poichè” – afferma l’autore Francesco Contarino– “utilizzo foglietti liturgici riciclati, quelli comunemente distribuiti durante le celebrazioni eucaristiche. Una scelta non solo ecologica, ma anche con un profondo significato simbolico per me: quei fogli, che hanno guidato la preghiera e l’ascolto nelle liturgie, diventano ora materia viva di una forma d’arte che continua a parlare al cuore”.

Le statue dedicate alla vergine acese Venera 

Nei giorni della festa estiva in onore di Santa Venera sono nate proprio due opere d’arte sacra capaci di unire tradizione e creatività manuale alla fede per la santa tanto cara agli acesi, patrona della diocesi e della Città.

Le statue, realizzate a mano, sono l’emblema di un legame profondo e personale che l’artista ha con la santa e che intende celebrare trovando nuove vie che si radicano nella tradizione pur sposando un’evangelizzazione innovativa.

La prima delle due statue è una fedele copia del busto reliquiario modellata in cartapesta e utilizzando materie di riciclo, scegliendo la via della riqualificazione del materiale.

La seconda è in terracotta e segue nei colori utilizzati la personale e libera ispirazione dell’artista, che si rifà ad un’antica tela custodita nella Chiesa Madre di Aci Sant’Antonio che declina però attraverso il suo personale gusto.

Il patrimonio culturale ed artistico della Sicilia si arricchisce anche grazie a quanti, come il Contarino, scelgono di promuovere la fede attraverso la propria passione. E le due statue di Santa Venera, che si affiancano ad altre opere sacre che l’artista ha realizzato per la sua personale collezione, sono il segno tangibile di una fede che non è statica ma capace di affiancare il classico moto artistico con nuove forme di realizzazione.

L’utilizzo di materiale di riciclo

E’ un profondo amore per l’ambiente che spinge la creazione di queste opere: è fede che dialoga con la natura e diventa arte attraverso gesti creativi e concreti. Non sono solo statue, ma la scelta concreta di vivere una vita sostenibile in cui il creato è ancora padrone delle scelte che si compiono per tutelarlo.

La realizzazione di queste statue è frutto di una tecnica originale che fonde la tradizione acese della cartapesta alle innovazioni artigianali. Pur nate su ispirazione, il linguaggio espressivo è personale, capace di restituire un’immagine di una Venera intensa, profondamente umana nella sua delicatezza.

La Chiesa ha bisogno di arte e di artisti capaci di restituire attraverso il proprio occhio attento la bellezza del creato, sostenendo con l’educazione al bello quanto Dio ha dato al mondo e avvicinando il mondo alla fede. Le statuette realizzate da Francesco Contarino raccontano una fede viva, attenta all’ambiente e alla sua tutela ma, sopratutto, è arte capace di generare bellezza e devozione, trovando linguaggi alternativi per rivolgersi anche alle nuove generazioni.

Chiara Costanzo